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PENSIERI DELLA SETTIMANA, COMMENTI E NOTIZIE
§1 - Sovranisti, populisti, democratici e moschettieri (di Eugenio Scalfari Repubblica.it 03 febbraio 2019) §2 - La nuova Apocalisse del Dottor Stranamore alla Casa Bianca (di Vittorio Zucconi Repubblica 03 febbraio 2019)
post pubblicato in diario, il 5 febbraio 2019


Anno XI N° 05 del 03 febbraio 2019 ______________________________________________________________________________________ IL MEGAFONO ______________________________________________________________________________________ PENSIERI DELLA SETTIMANA, COMMENTI E NOTIZIE ______________________________________________________________________________________ La striscia del 03 febbraio 2019 ______________________________________________________________________________________ Gli eroi di Dumas stanno insieme con un obiettivo comune e combattono per quello. Salvini è decisamente un solitario, gli obiettivi europeisti non fanno per lui. Di Maio è un populista e il populismo in Europa ha poco senso ______________________________________________________________________________________ Eugenio Scalfari ______________________________________________________________________________________ §1 - Sovranisti, populisti, democratici e moschettieri ______________________________________________________________________________________ (di Eugenio Scalfari Repubblica.it 03 febbraio 2019) [ESc] ______________________________________________________________________________________ Quando ero ancora molto giovane lessi con grande interesse il libro di Dumas I tre moschettieri che in realtà erano quattro: D'Artagnan, Athos, Aramis, Porthos. Lottarono insieme per vent'anni senza mai dividersi perché avevano gli stessi obiettivi da realizzare: proteggere il loro re Luigi XIII e soprattutto sua moglie, la regina Anna d'Austria che era alquanto leggera nei costumi ma amata e rispettata dai moschettieri. L'ho poi riletto in tempi più recenti ed è diventato un mio libro di capezzale poiché in un modo molto figurativo, descrive come si sta insieme quando esiste un obiettivo comune e si combatte per quello. Ogni tanto mi viene in mente di paragonare i moschettieri di Dumas ai drammi di Shakespeare. ______________________________________________________________________________________ Vogliamo dire che Shakespeare ha poco a che vedere con Dumas? Effettivamente è così, sempre che Shakespeare sia realmente esistito. La questione è tuttora aperta ma significa poco e niente nella sostanza perché quei drammi, quelle tragedie, quelle commedie esistono e chi le ha scritte le ha scritte. Shakespeare esamina soprattutto le anime dei personaggi, una psicologia che è quasi sempre una psicopatia che ha fatto di quell'autore uno dei giganti della cultura non soltanto inglese ma mondiale. I quattro moschettieri dumasiani potrebbero anche esser stati scritti da uno Shakespeare, Dumas del resto non era da poco. ______________________________________________________________________________________ Esiste tra le dramatis personae dei due autori un punto comune. Ogni uomo ha un'anima che sente il bisogno di realizzare una finalità e questa è una legge della vita. Perciò ho citato i moschettieri e le tragedie shakespeariane per vedere e cercar di capire quali sono oggi in Italia e nella nostra presenza in Europa i moschettieri o i personaggi del tipo di Macbeth, i Falstaff e gli Amleto. Le leggi di natura valgono per tutti e noi, nella nostra storia antica e recente, ne abbiamo avuti parecchi. Chi sono quelli di oggi con i quali abbiamo ogni giorno a che fare? ______________________________________________________________________________________ Eccoli qua: Matteo Salvini, Luigi Di Maio, Giuseppe Conte, Paolo Gentiloni, Nicola Zingaretti, Carlo Calenda, Matteo Renzi. I moschettieri avevano amici e nemici comuni e perciò loro erano quattro fratelli coraggiosi, generosi, responsabili del bene e del male comuni. I nostri di oggi talvolta hanno quella stessa stoffa di coraggiosa generosità e di reciproca amicizia ma altre volte differiscono. Salvini per esempio è decisamente un solitario; in questa fase della nostra storia è il più forte e del resto il suo principale obiettivo è di avere in Italia poteri dittatoriali. Guardate la vicenda di Torino e della Tav: Salvini è decisamente a favore mentre Di Maio è contrario. ______________________________________________________________________________________ La sinistra democratica in questa vicenda è impersonata da Sergio Chiamparino che ha lo stesso obiettivo di Salvini. Personalmente credo che Salvini e Chiamparino (che per altro si ignorano tra di loro) perseguano l'utilità non solo di quella regione ma di tutto il circuito europeo di cui le ferrovie veloci fanno parte. Di Maio non è favorevole pur essendo membro dell'alleanza di governo in atto. ______________________________________________________________________________________ Per quanto riguarda la situazione dell'area liberaldemocratico-socialista il probabile segretario del Pd sembra essere Zingaretti, lo sapremo tra poche settimane, credo sarebbe un ottimo segretario. Paolo Gentiloni e Marco Minniti potrebbero assumere ruoli di rilievo e sono entrambi adatti a compiti del genere. ______________________________________________________________________________________ Nel frattempo sappiamo che l'economia italiana e per certe nazioni anche quella europea, stanno attraversando una fase di recessione economica. Gli ultimi mesi hanno visto un aumento dei debiti e una rallentamento delle entrate pubbliche e private. Sarà perciò della massima importanza vedere chi governerà l'economia italiana e anche quale sarà l'affluenza al voto delle prossimo elezioni europee e i risultati che le varie forze politiche realizzeranno, nonché la loro politica e le loro alleanze nel continente di cui facciamo parte. ______________________________________________________________________________________ Salvini è un sovranista, gli obiettivi europeisti non fanno per lui che pensa unicamente alle alleanze europee che giovino alla nazione da lui rappresentata. Sappiamo da tempo e ne abbiamo costante prova che la vera amicizia di Salvini è con la Russia di Putin. La forza politica che il nostro sovranista otterrà dalle prossime elezioni avrà anche altre alleanze di contorno ma il vero contenuto è Putin e la missione che il leader russo potrà affidargli se Salvini avrà tutto il potere in Italia e quindi in grado di far combaciare gli interessi italiani visti da Salvini con quelli mediterranei visti da Putin. ______________________________________________________________________________________ Di Maio è un populista. L'Europa è piena di populisti, ogni nazione ha il cosiddetto "popolaccio" tra i suoi aderenti e c'è poi un movimento che è populista per eccellenza, ed è quello di Marine Le Pen. Ma il populista non si allea con altri populisti, è il capo dei suoi e ne persegue gli interessi e gli obiettivi. In Europa il populismo ha poco senso e non è un caso che Macron nelle prime elezioni che lo portarono a presidente sconfisse molto ampiamente Marine Le Pen proprio perché il populismo non può governare, essendo il suo obiettivo quello di smantellare le classi dirigenti affinché il popolo si autogoverni. Conosciamo da tempo la pochezza di questo movimento, tanto più in Europa. ______________________________________________________________________________________ È più comprensibile il sovranismo che il populismo ed infatti in quelle elezioni che avverranno tra quattro mesi la Lega uscirà rafforzata e i Cinque Stelle fortemente diminuiti. Queste sono già le ipotesi dei sondaggisti che danno il Movimento di Di Maio non più vicino al 30 ma con ogni probabilità più vicino al 20 per cento. Sarebbe un crollo in parte a favore di Salvini e in parte a favore del rilancio del Pd e dei movimenti al Pd affiancati. ______________________________________________________________________________________ Il partito democratico probabilmente dal suo attuale 17 per cento potrebbe arrivare fino al 22-24 ma fiancheggiato da un Movimento come quello caldeggiato da Calenda, l'insieme di quell'area potrebbe superare il 30 per cento e addirittura sfiorare il 40. Sarebbe naturalmente un trionfo, salvo precisare meglio i rapporti tra il partito e il Movimento che lo fiancheggia, non è un'impresa impossibile ma certamente delicata che potrebbe essere utilizzata al peggio da Matteo Renzi. Il quale non è privo di capacità politiche ma è ancora e sempre inchiodato dall'irrefrenabile desiderio di comandare da solo. ______________________________________________________________________________________ Questo malanno è ormai tuttavia noto a tutti e quindi potrebbe essere contenuto o addirittura impedito. Termino riproponendo un'ipotesi che ho tempo fa manifestato su queste colonne: la presenza di un presidente del partito che abbia gli stessi poteri verso il partito che il presidente della Repubblica ha nei confronti dello Stato. L'uomo adatto ad impersonare quella carica secondo me è Walter Veltroni. Questa carica può di nuovo rinascere, ma con contenuti completamente diversi: vigilanza sul rispetto dello Statuto e moral suasion. Mi auguro vivamente che l'assemblea porti al voto questa proposta e la offra a Walter Veltroni: sarebbe un vero rilancio del Pd e dei suoi alleati. [ESc] ______________________________________________________________________________________ La striscia del 03 febbraio 2019 ______________________________________________________________________________________ Con il ritiro dal trattato sulle armi nucleari, Trump vuole smentire legami col Cremlino, ma lascia mani libere anche a Putin ______________________________________________________________________________________ Vittorio Zucconi ______________________________________________________________________________________ §2 - La nuova Apocalisse del Dottor Stranamore alla Casa Bianca ______________________________________________________________________________________ (di Vittorio Zucconi Repubblica 03 febbraio 2019) ______________________________________________________________________________________ Come tutte le azioni del settuagenario adolescente che si muove a crisi di nervi e permalose reazioni tra i drammi del mondo e degli Stati Uniti, anche questa decisione ha una doppia lettura. Agli americani, che lo stanno lentamente tradendo nei sondaggi, vuol smentire il sospetto di essere un "Manchurian Candidate", il candidato e poi presidente manipolato dal Cremlino che lo avrebbe compresso con gli affari e dunque lo controlla. ______________________________________________________________________________________ Agli alleati europei che da tempo lo guardano come a un loose cannon, a un cannone slegato che vaga sulla tolda delle vecchie navi da battaglia sbattendo e mettendo a rischio l'equilibrio, promette nuovi e migliori accordi, senza specificare quali. Ma per il momento, la rinuncia al trattato Inf - Forze Nucleari Intermedie - lascia anche a Putin le mani libere per sviluppare, come l'ex colonnello ha promesso di fare, armi ancora più micidiali dei missili indicati nell'accordo e altrettanto fa con il Pentagono, al quale, due giorni or sono, Trump ha ripetuto la promessa di trasformare gli Stati Uniti "nella più potente e intoccabile potenza militare della storia". ______________________________________________________________________________________ Di fatto, questo significa riesumare un'espressione che trent'anni or sono si sperava di avere archiviato fra i luoghi comuni del giornalismo e della diplomazia: la corsa agli armamenti. La corsa nella quale si era lanciato Ronald Reagan, con la riesumazione delle vecchie navi da battaglia tirate fuori dalla naftalina e il progetto fantascientifico delle "Guerre Stellari". Era una corsa che si era avvelenata proprio con l'avvento di questi missili "intermedi", dalla gittata fino a 5.500 chilometri, dunque capaci di colpire qualsiasi città dell'Europa occidentale da qualsiasi luogo della Russia a Ovest di Mosca, perché in buona parte montati su mezzi mobili. [VZu] ______________________________________________________________________________________ La striscia del 03 febbraio 2019 ______________________________________________________________________________________ Sugli sbarchi si lasci indagare chi ha l'obbligo di farlo senza intrusioni di campo. Il governo quando interviene deve tenere conto degli altri poteri ______________________________________________________________________________________ Armando Spadaro ______________________________________________________________________________________ §3 - I diritti e l'alibi della sicurezza ______________________________________________________________________________________ (di Armando Spadaro Repubblica.it 03 febbraio 2019) ______________________________________________________________________________________ La sicurezza, sbandierata come priorità assoluta, costituisce ormai un brand da diffondere a scopo pubblicitario. Fu così ai tempi della war on terror, che — come spiegò Bauman — consentì di introdurre negli Stati Uniti ed altrove (ma non in Italia), in nome del contrasto del terrorismo, norme e prassi in qualche modo limitanti i diritti dei cittadini ma da loro tollerate. E così avviene adesso in Italia per fronteggiare i problemi del fenomeno migratorio: la soluzione ideale è diventata, in nome appunto della sicurezza, quella di non far arrivare migranti in cerca di protezione o, se già accolti, di sbarazzarsene nel maggior numero possibile. ______________________________________________________________________________________ Una logica, purtroppo ormai propria anche di altri Stati europei, che si tenta di rafforzare con affermazioni allarmanti: le Ong vengono accusate di complicità o tolleranza nei confronti dei trafficanti di essere umani, al fenomeno migratorio si addebitano rischi di proliferazione del terrorismo, del traffico di armi, di stupefacenti, petroli e opere d’arte. Spunta fuori la notizia di fonte ignota secondo cui, a bordo della “Diciotti”, potevano esserci terroristi. E i centri accoglienza diventano indistintamente strumenti di illeciti guadagni, se non — addirittura — obiettivi di strategie mafiose. ______________________________________________________________________________________ Ma le cose stanno proprio così? La risposta è “no !”, con una preliminare osservazione: criminali e reati possono purtroppo annidarsi dovunque, anche nelle istituzioni e persino in quelle preposte a perseguirli. Ed i responsabili, quando scoperti sulla base di prove sicure, vanno ovviamente perseguiti con la durezza necessaria. Ma è ingiusto attribuire ai migranti le colpe degli scafisti che li sfruttano — così confondendo vittime e colpevoli — e alle Ong una sorta di “concorso esterno”. La balla dei terroristi sui barconi è addirittura clamorosa ed è stata ormai disattesa anche nel resto d’Europa: si può immaginare che chi vuole uccidere e farsi esplodere accetti di morire nel Mediterraneo, avendo peraltro la possibilità di servirsi di mezzi e percorsi più sicuri? ______________________________________________________________________________________ Sono in corso inchieste in Italia su tali ipotesi (una a Napoli e l’altra a Palermo) e in attesa della loro definizione può solo dirsi che riguardano poche persone. A Milano, fu provata la falsità dell’accusa a un giovane marocchino immigrato di avere partecipato alla strage del Bardo del 2015, mentre il tunisino Anis Amri, autore della strage di Berlino del dicembre 2016, risultò radicalizzato in Italia ben dopo il suo arrivo e comunque scollegato da contesti associativi. ______________________________________________________________________________________ Quanto ai traffici illeciti, non vi è prova nel contesto italiano di movimentazioni di petrolio, armi ed opere d’arte ad opera di scafisti. La tratta di persone, i traffici di stupefacenti e le attività di associazioni criminali a ciò finalizzate sono invece reati da sempre efficacemente perseguiti dalle procure italiane competenti, ma gli imputati non sono certo coloro che, sfruttati, viaggiano verso una speranza di vita. E comandanti ed equipaggi delle navi delle Ong, quando salvano i migranti che affollano i gommoni, non sono certo concorrenti nel reato di immigrazione illegale (per sua natura nascosta) addebitabile agli scafisti: come può esserlo chi si rivolge agli stati costieri per approdare nei porti sicuri in nome di convenzioni e principi internazionali? ______________________________________________________________________________________ E venendo alla gestione dei centri di accoglienza, i problemi non riguardano solo i criminali che tentano di lucrare sulle loro meritevoli attività, ma anche la necessità che il trattamento riservato a chi vi è ospitato sia dignitoso e mai degradante, come potrebbe essere quello di migranti forzosamente ammassati in condizioni da “prigione amministrativa”. ______________________________________________________________________________________ In definitiva, si lasci indagare chi ha l’obbligo di farlo, senza ingiustificata enfatizzazione del tema della sicurezza, che non vince sui diritti fondamentali e deve essere assicurata dai competenti organi amministrativi, senza intrusioni di campo e sollecitazioni improprie ad altri poteri costituzionali. Salvo che non ci si voglia conformare anche in Italia alla teoria dell’«esecutivo unificato», ben illustrata nel film Vice — L’uomo nell’ombra di Adam McKay sulla storia di un potente vice presidente degli Stati Uniti, Dick Cheney: una teoria secondo cui il governo può stabilire procedure senza tener conto degli altri poteri. In fondo già qualcuno in Italia ebbe a dire non molti anni fa che l’essere legittimati dal voto a governare pone gli eletti in condizione di insindacabilità da parte dell’ordine giudiziario i cui componenti sono semplici vincitori di un concorso! Una visione del potere che da noi spesso ritorna [ASp] ______________________________________________________________________________________ Anno XII N° 05 del 03 febbraio 2019
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