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PENSIERI DELLA SETTIMANA, COMMENTI E NOTIZIE
§1 -Il papa, l’Italia, l’Europa e il senso della memoria (di Eugenio Scalfari) § 2 - L’amaca [La mafia è la dittatura degli incapaci] (di Michele Serra)
post pubblicato in diario, il 26 novembre 2017


Anno X N° 48 del 26 novembre 2017 _________________________________________________________________________________________ IL MEGAFONO _________________________________________________________________________________________ PENSIERI DELLA SETTIMANA, COMMENTI E NOTIZIE _________________________________________________________________________________________ La striscia del 26 novembre 2017 _________________________________________________________________________________________ La memoria è uno degli elementi necessari per costruire il futuro di un mondo diverso ma omogeneo con quello del passato conservandone alcuni dei valori fondamentali: la libertà, la giustizia sociale e la fraternità. Così anche la Chiesa si modernizza e il meglio del laicismo che nacque tre secoli fa appoggia i medesimi valori che Francesco ricorda e sostiene. _________________________________________________________________________________________ Eugenio Scalfari _________________________________________________________________________________________ §1 -Il papa, l’Italia, l’Europa e il senso della memoria _________________________________________________________________________________________ (di Eugenio Scalfari Repubblica.it 26 novembre 2017) _________________________________________________________________________________________ Papa Francesco parla ogni giorno e non solo a Roma ma in tutto il mondo perché in quasi tutto il mondo vivono i cristiani. Ma in questi ultimi dieci giorni ha detto parole particolarmente importanti e di attualissima realtà. _________________________________________________________________________________________ La prima riguarda il tema delle immigrazioni. Un mese fa aveva riconosciuto che le immigrazioni provenienti dall’Africa si dirigono soprattutto verso l’Italia e potevano esser limitate ai rifugiati e a coloro che chiedono diritto di asilo, provvedendo ad aiutare gli altri a casa loro anche con l’aiuto di altri Paesi europei. Ora però ha in parte rivisto questa posizione che riguarda tutta l’Europa ma in particolare l’Italia, la Grecia, la Turchia, la Francia ed insomma i Paesi mediterranei. Il Papa manifesta la sua opinione: nessuno può essere respinto, chi arriva dall’Inferno non può essere trattato come in un altro Inferno. _________________________________________________________________________________________ Questa storia naturalmente comporta un peso economico non indifferente per i Paesi verso i quali il flusso immigratorio si dirige e quindi tutti i Paesi d’Europa e di America debbono partecipare al peso economico che l’immigrazione produce. _________________________________________________________________________________________ Il Papa sa bene che questo suo modo di vedere il problema incontrerà scarsa attenzione da parte di Paesi non direttamente interessati, anche perché alcuni di loro debbono farsi carico dell’esistenza della povertà e di forti diseguaglianze anche in nazioni complessivamente ricche. Il tema delle immigrazioni mette in causa una politica sociale profondamente rinnovata perché il problema coinvolge contemporaneamente il popolo degli immigrati e i poveri dei Paesi di accoglienza. Insomma una rivoluzione sociale del mondo ricco nei confronti del mondo povero. _________________________________________________________________________________________ Spesso, parlando di papa Francesco, l’ho chiamato rivoluzionario e un giorno, in una nostra conversazione telefonica lui al mio «pronto» ha risposto «qui parla un rivoluzionario». Lo disse scherzosamente, ma lo è e quanto ha detto in questa recente occasione lo conferma. Successivamente, qualche giorno fa, il Papa ha parlato della forma che il nuovo tempo va assumendo, che in certi casi è da sostenere e in altri fermare. Cito alcune sue frasi fondamentali che vertono tutte sul tema della memoria del passato per poter costruire un futuro ampiamente accettabile. _________________________________________________________________________________________ «La colonizzazione culturale cancella la storia, ma la sostituisce con una visione chiaramente distorta: la storia comincia oggi con me, comincia adesso. La memoria è invece fondamentale e voi tutti, quando fate qualche attività in favore di tutti gli emarginati, i disoccupati, gli ammalati, gli abbandonati, i migranti che cercano una vita degna, voi non salite mai su un piedistallo di superiorità. Pensate piuttosto che tutto quello che fate per loro è un modo di restituire tutto quello che durante la vostra esistenza avete ricevuto. Così diceva il Poverello di Assisi e così debbono dire molti di noi». _________________________________________________________________________________________ A me non credente sia permesso di dire che Francesco è la sola voce che descrive la situazione di tutto il mondo e indica il modo per superare gli attuali egoismi o indifferenze verso quanto di peggio sta accadendo. La memoria è uno degli elementi necessari per costruire il futuro di un mondo diverso ma omogeneo con quello del passato conservandone alcuni dei valori fondamentali: la libertà, la giustizia sociale e la fraternità. Così anche la Chiesa si modernizza e il meglio del laicismo che nacque tre secoli fa appoggia i medesimi valori che Francesco ricorda e sostiene. _________________________________________________________________________________________ L’Europa è in piena confusione. In particolare lo sono la Germania, l’Italia, la Spagna, l’Olanda e quasi tutti i Paesi dell’Est rimasti fuori dalla moneta comune. Quasi tutti quei Paesi si staccarono dal dominio sovietico e adottarono un socialismo democratico (Dubcek fu l’esempio più evidente) ma ora sono quasi tutti nettamente a destra. In questa confusione politico-sociale è entrata anche l’Inghilterra della Brexit e gli Stati Uniti d’America presieduti da un Trump che ha vinto le elezioni un anno fa ed oggi è un importantissimo esempio di un populismo governante. _________________________________________________________________________________________ Di norma il populismo gioca la sua partita all’opposizione contro chi guida democraticamente. In Usa sta accadendo il contrario: Trump è un populista ondivago, ha in mano il potere di un impero mondiale, ma non sa come usarlo e i suoi rapporti a volte cordiali e altre volte in aperto contrasto con l’altro impero della Russia di Putin ne sono la prova. _________________________________________________________________________________________ Ma torniamo alla nostra Europa. Tra i Paesi in discreta salute c’è soltanto la Francia di Macron. Dico discreta ma non buona. Macron ebbe una larga maggioranza al primo turno della sua campagna elettorale, tutta concentrata nello scontro tra lui e Marine Le Pen, ma già al secondo turno la sua maggioranza fu contraddistinta da un’ampia astensione dal voto. La maggioranza di Macron tuttavia non ha un colore politico e di conseguenza neppure sociale. Oscilla tra una destra liberale e un centrosinistra statalista; il punto fermo è che questi sono gli atteggiamenti del Presidente. Ma i partiti che gli si oppongono sono di fatto privi di valori forti, oscillano anche loro tra voto negativo e astensione ampiamente diffusa. Del resto Macron è il solo in Europa con poteri presidenziali; il suo governo è di fatto e di diritto presidenziale con poteri simili a quelli della presidenza americana. _________________________________________________________________________________________ Con la Germania nelle attuali condizioni è lui il solo che può rivendicare la guida di un’Europa in totale disgregazione e quindi difficile da guidare. La Commissione di Bruxelles si arrangia come può ed è l’unica Istituzione che ancora funzioni, ormai però soltanto burocraticamente, a salvaguardia delle regole e dei Trattati vigenti. _________________________________________________________________________________________ In queste condizioni Macron è politicamente alla guida d’un Paese con ampie astensioni parlamentari e d’una Confederazione slabbrata. Qualche giorno fa c’è stato un colloquio molto cordiale con Renzi (da lui richiesto) e Macron lo ha fortemente appoggiato nella sua politica concernente le immigrazioni provenienti dalla costa africana. Quel tema tuttavia non è di competenza renziana ma del governo Gentiloni e in particolare del ministro Minniti che lo gestisce nel modo migliore. _________________________________________________________________________________________ Questa comunque è la situazione di un’Europa esausta non solo nell’Unione ma anche nell’Eurozona la quale sta certamente meglio dell’insieme dei 27 confederati. Ma non già perché i 19 Paesi la fanno star meglio degli altri, anzi… _________________________________________________________________________________________ Sta meglio perché chi conta veramente è Mario Draghi e la Bce da lui presieduta. La politica monetaria che di fatto costituisce la politica economica dell’Eurozona rappresenta il solo elemento positivo ed europeista poiché rafforza l’Europa e mantiene una visione federale che potrà fare passi in avanti soprattutto quando la Germania sarà uscita dalla attuale crisi. L’aspetto importante però è sapere quand’è che la Germania potrà tornare ad essere un elemento positivo dell’Unione. Avverrà presto o con grave ritardo? Questo è un elemento fondamentale anche per noi. Sapremo aiutare noi stessi e l’Europa della quale siamo uno degli elementi costitutivi? _________________________________________________________________________________________ Matteo Renzi ha fatto una proposta alla sinistra dissidente: il Pd apre la porta a tutti con la sola condizione che quanto ha fatto (o malfatto) finora non si discuterà. Si mette il punto e si ricomincia da zero. La nuova ricostruzione del Pd si discuterà insieme. Se le opinioni saranno differenti si cercherà insieme una soluzione. Volete un arbitro che diriga la discussione? A Renzi non sembra necessario ma se è questa la condizione per rientrare probabilmente sarà d’accordo. _________________________________________________________________________________________ Questo ha detto Renzi, con chiarezza e accoglienza. Pisapia sembrava d’accordo ma è ancora assai incerto. Ancora più incerti sono Bonino e i Verdi. Per quanto riguarda Bersani e D’Alema, sono pronti a rientrare se però prima Renzi si dimetterà da segretario del partito, cosa che è del tutto da escludere. _________________________________________________________________________________________ Se Pisapia accettasse porterebbe con sé qualche voto, ma del tutto insufficiente a rafforzare in modo considerevole il Pd, tanto più che porrebbe come condizione di non cercare alcuna alleanza al Centro (Casini, Verdini, Alfano e vari altri). _________________________________________________________________________________________ Se stiamo ai sondaggi attuali le previsioni sono molto pessimistiche: il Pd com’è adesso varia attorno al 25 per cento; se la dissidenza rientrasse al gran completo i voti complessivi oscillerebbero tra il 30 e il 35 e forse anche un po’ di più perché quel rientro eserciterebbe una certa attenzione anche nel popolo degli astenuti. _________________________________________________________________________________________ I grillini si sa: possono essere primi o secondi. Berlusconi-Salvini anche loro: primi o secondi e questa è l’ipotesi più probabile. Resta comunque uno spazio di tempo da qui ad aprile, data probabile delle elezioni. Per compiutezza di informazione si può pensare ad un nuovo governo Gentiloni che presieda la nuova legislatura, ma la cui durata non sarebbe probabilmente più di un anno trattandosi di un governo di minoranza. Questo nel caso che nessun altro gruppo raggiunga la maggioranza assoluta con o senza alleanze post elettorali. E chi sarebbe in tal caso il sostenitore di un governo a propria immagine e somiglianza? I 5Stelle? La destra di Berlusconi-Salvini forse alleata post elezioni con una parte del Centro? È possibile ma resterebbe tuttavia un governo scarsamente disponibile a rafforzare l’Europa. _________________________________________________________________________________________ In queste condizioni un’alleanza tra Pd e Berlusconi sarebbe probabilmente più adeguata sempre che Berlusconi chiuda la porta a Salvini. Ma di questo problema si parlerà ad elezioni avvenute e molto dipenderà dalla visione politica del Presidente Mattarella. Si potrebbe perfino pensare ad una proroga del governo Gentiloni per preparare nuove elezioni per l’autunno del 2018. Come si vede c’è poco da ballare, forse un minuetto per quanto riguarda l’economia, tra Draghi e Padoan. Escludo il jazz e il tango ed anche la rumba e il samba. Forse, se le cose andassero un po’ meglio del previsto, si potrebbe ballare il valzer lento che ai miei tempi si chiamava hesitation. Io lo ballavo spesso in vista del giornale che volevo fondare e che adesso state leggendo. _________________________________________________________________________________________ La striscia del 26 novembre 2017 _________________________________________________________________________________________ La mafia è il niente, il niente che si organizza per derubare e tenere sotto schiaffo chiunque sia qualcosa, faccia qualcosa, produca qualcosa. La mafia è la dittatura degli incapaci. _________________________________________________________________________________________ Michele Serra _________________________________________________________________________________________ § 2 - L’amaca [La mafia è la dittatura degli incapaci] _________________________________________________________________________________________ (di Michele Serra Repubblica.it 18 novembre 2017) _________________________________________________________________________________________ La Sicilia senza la mafia, senza i mafiosi, senza la mentalità mafiosa, sarebbe uno dei paesi più vivibili e più ricchi del mondo. Sarebbe un posto dove si può commerciare, fare impresa e fare agricoltura senza lo strozzo parassitario delle varie cosche, fare politica senza il traffico medievale dei pacchetti di voti, essere cittadini senza dover baciare le mani a vecchi nullafacenti. _________________________________________________________________________________________ Potrebbe essere, la Sicilia senza mafiosi, un paese moderno, dove conta chi sei e non di chi sei compare e di chi sei servo. Un paese intelligente e spiritoso, luminoso e antico, colto e sensuale, finalmente libero da quella enorme mostruosa sanguisuga che è la mafia, parassita del lavoro altrui, produttrice di nulla, sfruttatrice di energie non sue, di talenti non suoi, di fatiche di persone valorose che devono portarsi appresso quella soma bestiale, quel prelievo ingiurioso. _________________________________________________________________________________________ «La mafia è una montagna di merda», disse Peppino Impastato. Ma forse è molto meno di quello: la mafia è il niente, il niente che si organizza per derubare e tenere sotto schiaffo chiunque sia qualcosa, faccia qualcosa, produca qualcosa. La mafia è la dittatura degli incapaci. _________________________________________________________________________________________ Anno X N° 48 del 26 novembre 2017
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