.
Annunci online

PENSIERI DELLA SETTIMANA, COMMENTI E NOTIZIE
1/41 - I protagonisti sono tre: Obama, Putin e Francesco
post pubblicato in diario, il 18 ottobre 2015


Anno VIII N° 41-42 del 18 ottobre 2015 _________________________________________________________________________________________ IL MEGAFONO _________________________________________________________________________________________ PENSIERI DELLA SETTIMANA, COMMENTI E NOTIZIE _________________________________________________________________________________________ La striscia rossa del 11 ottobre 2015 _________________________________________________________________________________________ Renzi pensa che, con un impegno militare in Siria e un'iniziativa in Libia per distruggere i barconi degli scafisti, il ruolo dell'Italia cambierebbe di colpo. Ma l'Europa è ai margini di questi eventi, non ha una politica estera comune. L'Italia è soggetto passivo e potrebbe diventarlo ancora di più stimolando l'attuazione di attentati in un Paese che è sede del Pontefice _________________________________________________________________________________________ Eugenio Scalfari _________________________________________________________________________________________ 1/41 - I protagonisti sono tre: Obama, Putin e Francesco _________________________________________________________________________________________ (di Eugenio Scalfari Repubblica.it 11 ottobre 2015) _________________________________________________________________________________________ L'ITALIA entrerà in guerra contro il Califfato musulmano utilizzando i suoi quattro aerei Tornado di stanza ad Abu Dhabi per bombardare le posizioni dell'Is in Iraq? O si tratta soltanto d'un cambiamento delle regole di ingaggio dei nostri avieri? Quale che sia il modo di gestire la questione, il nostro premier vuole che sia il Parlamento a decidere, quindi lui la vede come un atto di guerra vero e proprio perché questo gli torna utile. Se infatti l'Italia entra in guerra acquista con ciò il diritto di partecipare a pieno titolo alle riunioni dei Paesi che in quella guerra ci sono già, sia pure con ruoli diversi e talvolta conflittuali: Usa, Russia, Turchia, Francia, Siria, Iraq e dunque anche Italia. Renzi vuole un ruolo internazionale e in questo caso lo avrebbe. _________________________________________________________________________________________ Gli basta? No, non gli basta. Lo vuole anche in Libia. Non più come negoziatore dell'accordo tra Tobruk e Tripoli, ormai realizzato dall'incaricato dell'Onu che ha lavorato per cinque mesi al fine di ottenerlo; ma come protettore, una sorta di Lord Protector in posizione dominante per la distruzione dei pescherecci e dei barconi utilizzati dagli scafisti e dai mercanti di uomini, l'allestimento di centri di raccolta in territorio libero e l'eventuale intervento nei Paesi di partenza dei migranti nell'Africa sub-sahariana. _________________________________________________________________________________________ Se questi sono gli obiettivi, il ruolo dell'Italia cambierebbe di colpo, sia all'Onu, sia in Europa, sia nella Nato; i rapporti con Obama si farebbero più stretti, altrettanto quelli con Juncker, presidente della Commissione europea, e con Putin. Insomma: uno statista di livello mondiale che del resto - pensa lui - l'Italia merita essendo stata una dei cinque fondatori della Comunità europea che nacque col Trattato di Roma del 1957 dal quale l'Unione prese l'avvio. Naturalmente queste varie iniziative con le quali Matteo Renzi sta costruendo il suo podio costano soldi. Non pochi. Ma di quest'aspetto finora non si è parlato. _________________________________________________________________________________________ Avranno un peso reale sulla situazione migratoria e sul Califfato? Nessuno. Le dimensioni di quella guerra aumentano di giorno in giorno e si diffondono in tutto il mondo. Giorni fa ci furono attentati in Bangladesh, a migliaia di chilometri dal Califfato, Stato islamico. Ma ieri due kamikaze si sono fatti esplodere nella stazione centrale di Ankara provocando una strage di almeno cento morti e centinaia di feriti, il massacro più grande che sia avvenuto in questi anni e in un Paese appartenente al tempo stesso al mondo islamico, all'Europa, governato da un presidente autoritario, impegnato in una guerra civile che data da decenni con i curdi. Per ora la strage non è stata ancora rivendicata, ma Erdogan e i curdi si rimpallano le accuse. _________________________________________________________________________________________ Questa è la vera guerra che si intreccia con quella siriana mentre nel frattempo si è riaperto il conflitto tra Israele e Hamas, sempre più cruento da Gaza alle rive del Giordano. _________________________________________________________________________________________ L'Europa è al margine di questi eventi, non ha forze armate proprie, non ha una politica estera comune, quindi non è un soggetto attivo, ma dal punto di vista di soggetto passivo è fortemente sotto schiaffo. E l'Italia è anch'essa soggetto passivo. Potrebbe diventarlo ancora di più perché Roma è Roma. Le iniziative puramente figurative del nostro presidente del Consiglio valgono ben poco sul terreno ma possono - se passeranno in Parlamento - stimolare l'attuazione di attentati in un Paese che è la sede del Pontefice. _________________________________________________________________________________________ Naturalmente sono stati già presi in proposito opportuni provvedimenti di sicurezza ma il progetto di Renzi va avanti perché egli coltiva il disegno di essere un nuovo Cavour, quello che mandò i soldati piemontesi a combattere in Crimea per guadagnarsi la stima dell'Europa e della Francia di Napoleone III, con il fine di portare avanti l'obiettivo dello Stato italiano. _________________________________________________________________________________________ Renzi è dunque il successore di Cavour? Forse lo è di Berlusconi e nel frattempo ha adottato Verdini. Siamo alquanto lontani da Camillo Benso, da Garibaldi e da Mazzini. _________________________________________________________________________________________ *** Nelle pagine del nostro giornale ci sono oggi servizi approfonditi sui vari aspetti della situazione in Medio Oriente, di Bernardo Valli, Adriano Sofri, Marco Ansaldo ed altri colleghi in varie zone collocati. Non ho quindi nulla da aggiungere salvo una considerazione sui protagonisti di questa vicenda che impegna il mondo intero per le sue ripercussioni non soltanto politiche ma anche sociali ed economiche, sulle materie prime, sui flussi migratori, sulle religioni. _________________________________________________________________________________________ Ebbene, esaminando tutti questi intrecci di interessi, valori, fedi religiose, fondamentalismi, cupidigie di potere ma anche desideri di libertà, di eguaglianza, di diritti, di solidarietà, a me sembra che i protagonisti siano tre: Obama, Putin, papa Francesco. _________________________________________________________________________________________ Il Presidente Usa ha in animo un obiettivo: in un mondo multipolare vuole che l'America indichi qual è la musica da suonare e il suo ritmo, ed è l'America il direttore d'orchestra che coordina i vari strumenti. È chiaro che gli strumenti sono diversi tra loro, alcuni più importanti di altri e c'è lo spazio anche per i solisti di importanza tale da essere equiparati al direttore dell'orchestra, ma è sempre lui a dare l'avvio perfino al solista e a guidare con la sua bacchetta il gran finale. Questa è la funzione che Obama assegna agli Stati Uniti e la missione affidatale è quella della pacificazione, del progresso civile e ovviamente del ruolo americano. _________________________________________________________________________________________ Putin è consapevole che dirigere l'intera orchestra e scegliere il testo da suonare non è compito suo. Perfino ai tempi dell'Urss e del mondo diviso in due da contrapposte ideologie, l'impero americano era molto più vasto di quello sovietico che non poteva far blocco neppure con lo Stato comunista cinese. _________________________________________________________________________________________ Putin non ha più una ideologia da usare come strumento politico, né un'economia potente che lo sostenga, anzi versa in condizioni economiche estremamente agitate. Non ha neppure una forza militare importante come quella che gli Usa sarebbero in grado di allestire in caso di necessità. E tuttavia gioca con coraggio e grande abilità la sua partita in Europa e in Medio Oriente. _________________________________________________________________________________________ In Europa vuole circondare le sue frontiere con una cintura di Stati neutrali che corrisponde più o meno a quelli dominati (con fatica) dall'Urss. Il caso ucraino è il più significativo, ma non è il solo. _________________________________________________________________________________________ In Medio Oriente lo "zar" vuole potersi affacciare sulla sponda mediterranea ed aver voce economica e politica anche su quello scacchiere. La Crimea era fondamentale per la presenza russa nel Mar Nero, ma il Mediterraneo è ancora più importante per ovvie ragioni e la presenza dei russi in Siria è motivata soprattutto da questo scopo: attrezzare nel Mediterraneo una base che non sia soltanto – come già è – un porto d'attracco, ma una presenza economica del genere di quelle che ebbero nel Rinascimento le basi commerciali delle Repubbliche marinare italiane e di Venezia in particolare. _________________________________________________________________________________________ Questo vuole Putin, che sa tuttavia di dover stipulare un accordo con gli Usa e con Obama in particolare perché chi tra un anno gli succederà non è detto che conceda alla Russia il ruolo di comprimario che Obama, pur cercando di limitarlo, è comunque disposto a riconoscergli. L'accordo tra i due sarà raggiunto nei prossimi giorni e non sarà certo un intralcio la posizione di Assad che di fatto rappresenta un punto di passaggio d'una mediazione quanto mai necessaria. _________________________________________________________________________________________ Il terzo protagonista, papa Francesco, si muove su tutt'altre dimensioni, non politiche ma religiose. La sua visione religiosa tuttavia è talmente rivoluzionaria da esercitare effetti politici rilevanti dei quali Francesco è perfettamente consapevole. _________________________________________________________________________________________ La dichiarazione - il nocciolo della predicazione papale - che Dio è unico in tutto il mondo anche se viene descritto e declinato dalle varie confessioni attraverso le sacre scritture diverse tra loro, è un punto di fondo con conseguenze politiche estremamente importanti. Il Dio unico esclude ogni fondamentalismo e punta invece su un proprio Dio e lo contrappone a quello degli altri. Il terrorismo del Califfato musulmano con i suoi kamikaze che sacrificano le loro giovani vite pur di ammazzarne altre, è una mostruosa derivazione del fondamentalismo del quale il Dio unico di Francesco è la più assoluta negazione. _________________________________________________________________________________________ Il Papa nella sua visione moderna della Chiesa esercita anche molti altri effetti positivi sull'orientamento politico dei popoli e delle loro classi dirigenti, ma quello principale a tutti gli effetti è appunto la religione dell'unico Dio. La platea di Francesco è il mondo intero ma soprattutto l‘America del Sud, l'Africa, il Medio Oriente, le isole indonesiane, la Polinesia, le Filippine. India e Cina sono continenti più remoti rispetto ad un Papa cristiano che infatti punta a mano tesa anche su quegli Stati continentali. Nell'India meridionale ha già messo piede entrando in contatto con milioni di persone. _________________________________________________________________________________________ Senza Francesco, comunque, il nostro mondo e la nostra modernità sarebbero estremamente più poveri. Per tutti, non credenti compresi. Lui, pur essendo portatore della fede che interamente lo possiede, è il Papa più laico della storia cristiana. Lo sa e non se ne duole. Una massa di credenti è anche laica poiché è consapevole del libero arbitrio e lo usa con responsabilità così come allo stesso modo lo usa il laico non credente. _________________________________________________________________________________________ Purtroppo accade anche che credenti e non credenti usino il libero arbitrio nel modo peggiore. Ne abbiamo sotto gli occhi gli esempi più efferati o più stupidi e francamente non saprei dire quale dei due esempi è più faticoso da combattere e da sopportare. _________________________________________________________________________________________ La striscia rossa del 18 ottobre 2015 _________________________________________________________________________________________ Così diceva il Marchese del Grillo _________________________________________________________________________________________ Eugenio Scalfari _________________________________________________________________________________________ 2/42 - "C'è chi fa dritto lo storto e storto il dritto" _________________________________________________________________________________________ (di Eugenio Scalfari Repubblica.it 18 ottobre 2015) _________________________________________________________________________________________ Il PRESIDENTE del Consiglio italiano sta litigando con il governo dell'Europa sulla nostra legge finanziaria che, dopo essere votata dal Parlamento di Roma, dovrà essere approvata dalla Commissione di Bruxelles? E il presidente del Consiglio italiano ha cambiato la sua politica estera e militare sul fronte di guerra del Medio Oriente? E ancora: sta cambiando anche la politica sociale e quella economica? Infine: è cambiato anche il rapporto politico e la raccolta del consenso tra il premier e il suo partito del quale è segretario? _________________________________________________________________________________________ Sono quattro domande non da poco. Interessano la classe politica, il business , i lavoratori, i contribuenti, gli elettori; insomma i cittadini del nostro Paese ed anche dell'Europa della quale siamo parte integrante. _________________________________________________________________________________________ Una serie di cambiamenti di questa natura non avvenivano in Italia da molti anni e Matteo Renzi che del cambiamento ha fatto l'elemento essenziale del suo programma può andarne orgoglioso: il cambiamento è cominciato da quando si è insediato a Palazzo Chigi estromettendo Enrico Letta con una vera e propria pugnalata; sono passati quasi due anni e il cambiamento continua e continuerà. _________________________________________________________________________________________ Gli italiani sono più felici? No, sicuramente no. A causa dei sacrifici imposti dalla recessione economica che ha colpito il nostro Paese ma anche l'Europa, l'Occidente e il mondo intero? Sì, è questa la causa principale (ma non la sola) del nostro malcontento. _________________________________________________________________________________________ Ne danno a Renzi la colpa? Al contrario: la maggior parte dei cittadini non sa chi incolpare, oppure ne dà la responsabilità alla casta politica; una minoranza crescente ne dà colpa alla Germania e/o ai migranti. Anche a Renzi? No, a Renzi no. _________________________________________________________________________________________ Questo è lo sfondo della scena che ci interessa oggi affrontare. Lo scontro tra Renzi e Bruxelles è il fiammifero che ha acceso il fuoco e la legna è molta. Speriamo che il fuoco non diventi incendio perché i pompieri capaci e disponibili sono molto pochi. _________________________________________________________________________________________ *** Il nostro giornale ha pubblicato ieri un sondaggio mensile compiuto dall'istituto Demos sull'orientamento politico dei cittadini. Le domande e le risposte sono molte ma Ilvo Diamanti che ne è l'autore coglie l'essenza del sondaggio con queste parole: "Il consenso a Renzi si rafforza da un mese all'altro, ma quello verso il suo partito diminuisce". _________________________________________________________________________________________ Sembrerebbe un'incomprensibile contraddizione, invece spiega con esattezza quello che sta avvenendo: tra i vari cambiamenti di Renzi c'è l'aumento del consenso al centro e a destra. La lite con l'Europa lo porta addirittura a ridosso dei movimenti antieuropei. Queste simpatie politiche vanno alla persona ma non certo al Pd che resta un avversario da battere. _________________________________________________________________________________________ Siamo dunque in presenza di un fenomeno di trasformismo che è tipico della politica in genere e di quella italiana in particolare. _________________________________________________________________________________________ Il trasformismo è storicamente il nucleo della nostra politica, lo fu fin dalla caduta della Destra storica nel 1876 e da allora ha sempre contraddistinto la nostra storia: Francesco Crispi, Giovanni Giolitti, perfino Mussolini e poi la Dc e poi Berlusconi. _________________________________________________________________________________________ Ora Renzi e con lui gran parte della classe politica che si sta orientando in suo favore abbandonando i partiti di provenienza. Il serpente della politica cambia pelle, i consensi verso Renzi provengono da destra; lo scopo è di cambiare pelle al Pd o meglio alla sigla del Pd che dovrebbe diventare la nuova etichetta del centrodestra italiano. Molti del Pd restano renziani anche se non capiscono ciò che sta avvenendo; altri lo capiscono e sono d'accordo. Per sentirsi in pace con la coscienza dicono che quella di Renzi è la sinistra moderna. _________________________________________________________________________________________ Ma la sinistra, la vera essenza della sinistra, qual è? Non voglio ripetermi, ma i valori principali della sinistra autentica e di tutti i tempi sono quelli dell'eguaglianza, della libertà e della dignità. Il resto è trasformismo, privilegi, clientele, malaffare. Oppure autoritarismo se non addirittura dittatura: uno comanda, gli altri obbediscono. _________________________________________________________________________________________ In un vecchio film interpretato da Alberto Sordi e intitolato Il marchese del Grillo Sordi recita un sonetto orecchiando il poeta romanesco che nei suoi versi principali suona così: "Io so io e voi nun sete un c... / sori vassalli buggeroni/ e zitto. / Io fo dritto lo storto e storto er dritto/ e la terra e la vita io ve l'affitto". _________________________________________________________________________________________ Mi pare che si attaglia perfettamente al trasformismo italiano quando diventa autoritario. _________________________________________________________________________________________ *** La riforma del Senato è finalmente passata in terza lettura. I senatori del Pd l'hanno votata in massa con il consenso anche della minoranza inizialmente dissenziente ma poi convinta dopo aver ottenuto un emendamento privo in effetti di qualunque significato. I voti contrari sono stati pochissimi, le opposizioni hanno disertato l'Aula. _________________________________________________________________________________________ È una buona riforma? Instaura il sistema monocamerale lasciando al nuovo Senato compiti territoriali. Naturalmente i poteri legislativi sono interamente della Camera, così come accade in quasi tutti i Paesi d'Europa. Ma - vedi caso - la nostra è di fatto una Camera di " nominati" dal governo, quindi i poteri legislativi sono di fatto nelle mani dell'esecutivo. _________________________________________________________________________________________ Questa situazione, alquanto paradossale, è stata anche rivendicata dal presidente emerito Giorgio Napolitano, il quale, pur rivendicando la paternità di quella riforma, ne ha però rimarcato il suo rapporto con la legge elettorale e i difetti di quest'ultima che andrebbero secondo lui emendati. Non dice come, ma l'avvertimento è stato da lui lanciato. Il tema è assai delicato ed è quindi opportuno citare due passi del discorso di Napolitano. _________________________________________________________________________________________ "Ci si avvia ormai a superare i vizi del bicameralismo paritario: le ripetitività e le non virtuose competizioni tra i due rami del Parlamento, la sempre più grave assenza di linearità e di certezze del procedimento legislativo anche in materie importanti ed urgenti. Ci si avvia a poter garantire - almeno nei suoi aspetti essenziali - quella stabilità e continuità nell'azione di governo che non può più mancare con grave danno per il Paese in un futuro come quello che è già cominciato. Non stiamo semplicemente chiudendo i conti con i tentativi frustrati e con le inconcludenze di trent'anni: dobbiamo dare risposte a situazioni nuove e ad esigenze stringenti, riformare arricchendola la nostra democrazia parlamentare. E bisognerà dare attenzione a tutte le preoccupazioni espresse in queste settimane in materia di legislazione elettorale e di equilibri costituzionali. L'intento complessivo dev'essere quello di promuovere un risanamento e rilancio del sistema delle autonomie, seriamente vulnerate da crisi e cadute di prestigio di istituzioni regionali e locali". _________________________________________________________________________________________ Napolitano non dice quali sono le parti da emendare della legge elettorale ma pone in rapporto, come è giusto, fare la riforma del Senato con l'Italicum elettorale. Molti forse reclamano di annettere al premio di maggioranza non una sola lista ma anche eventuali coalizioni. Probabilmente sarebbe un emendamento opportuno ma il cuore di una indispensabile riforma dell'Italicum è di impedire che sia una legge di " nominati". Questo è il punto di fondo. _________________________________________________________________________________________ Il senatore a vita Napolitano non è stato tuttavia il solo ad intervenire; nel dibattito in questione è intervenuta anche la senatrice a vita Elena Cattaneo, da lui stesso nominata un paio di anni fa. Citiamo anche questa poiché, a differenza dal suo " nominatore", lei ha votato contro. _________________________________________________________________________________________ "In questa riforma, cari colleghi, i vostri commenti, le vostre dichiarazioni private e pubbliche, sono state la mia bussola. Alla domanda sul perché avremmo dovuto votarla, la maggior parte di voi ha addotto ragioni per gran parte estranee all'assetto costituzionale da realizzare e basate piuttosto sull'opportunità e la contingenza politica che stiamo vivendo. Forse perché poco avvezza agli equilibrismi politici, nell'ascoltarvi e vedere alcuni comportamenti posso affermare con sicurezza che questo testo mi è estraneo. Oggi la mia decisione è di astenermi, un'astensione che so essere voto contrario in questa Aula, dettata da un senso profondo di smarrimento e dal rammarico per l'occasione perduta di acquisire elementi migliorativi, più volte ribaditi in quest'Aula per dotare il Paese di un assetto istituzionale in grado di fronteggiare le sfide del presente e del futuro". _________________________________________________________________________________________ Meglio di così non si poteva dire e fare, la senatrice a vita dimostra che non poteva scegliere meglio anche se ha votato in modo opposto e con motivazioni opposte a quelle del suo " nominatore". _________________________________________________________________________________________ *** Che cosa avverrà ora dell'attuale sede del Senato? Per adempiere ai suoi compiti legislativi connessi al territorio al nuovo Senato composto da cento membri (eletti dalle istituzioni più infiltrate dal malaffare e perfino in alcuni casi dalle mafie vere e proprie) basterebbe mezzo piano di Palazzo Madama o meglio ancora un piano del prospiciente Palazzo Giustiniani. _________________________________________________________________________________________ Di Palazzo Madama, come suggerisce il nostro fantasioso Filippo Ceccarelli, si potrebbe fare un Museo delle arti. Alcune preziosità ci sono già, insieme ai busti dei più rilevanti uomini politici della vita italiana e del Senato in particolare. Ma questa collezione si potrebbe ulteriormente arricchire, come pure la biblioteca, le pareti con arazzi di importanza artistica e storica. _________________________________________________________________________________________ A meno che il Senato non sia interamente nominato con una decisione congiunta tra il presidente della Repubblica, il presidente della Corte Costituzionale e il presidente della Corte di Cassazione, e sia - il Senato - privato del potere di dare la fiducia al governo ma conservando tutti gli altri poteri legislativi e soprattutto di controllo. Così era il Senato del Regno che vide nei suoi ranghi i nomi più illustri della cultura, della scienza e della politica quando i suoi esponenti erano entrati nella loro tarda età. _________________________________________________________________________________________ Ma non credo si arriverà mai a questo. Si tratterebbe di fare dello storto il dritto mentre stiamo vivendo un tempo in cui si preferisce fare dritto lo storto. _________________________________________________________________________________________ Anno VIII N° 41-42 del 18 ottobre 2015
Sfoglia settembre        novembre
rubriche
links
tag cloud
cerca
calendario
adv