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PENSIERI DELLA SETTIMANA, COMMENTI E NOTIZIE
Bertolaso e la protezione civile SpA
post pubblicato in diario, il 14 febbraio 2010


IL MEGAFONO

N° 02 - 14/02/2010 - PENSIERI DELLA SETTIMANA, COMMENTI E NOTIZIE

La striscia rossa del 11 febbraio 2010 

L’Italia perde punti in quasi tutte le classifiche che riguardano la scuola, la salute, l’ecologia, i dirtti, la cultura (bilancio massacrato) e anche la tecnologia. L’Italia di Berlusconi, un Paese in via di imbarbarimento.

Liberation, 10 febbraio

 Protezione civile Spa

«Una risorsa umana ci sarebbe e forse Berlusconi ci sta già pensando: si chiama Bertolaso, protezione civile Spa. Con quel gioiello in tasca si può affrontare qualunque emergenza.

Forza Bertolaso, forza Italia. Con uomini come quelli non c'è emergenza che tenga.»  (E.Scalfari 7/2/10 La Repubblica)

Avevamo, appena qualche giorno fa, finito di leggere queste parole, condividendo quel pizzico di ironia intrinseco; ed ecco che scoppia la grana giudiziaria che coinvolge Bertolaso indagato per alcune irregolarità nella gestione degli interventi di protezione civile nel dopo-terremoto dell’Abbruzzo e nella costruzione delle strutture megagalattiche della Maddalena dove sono indagati alcuni suoi collaboratori.

Fino a prove contrarie Bertolaso è innocente ma è strabiliante la tesi, che Berlusconi ha espresso in TV subito dopo la notizia: secondo lui la magistratura inquirente deve smettere di indagare e lasciare lavorare. Ma la tesi diventa inquietante se si considera il quadro in cui avvengono i fatti contestati e cioè la nascente (o già nata ) «Protezione civile Spa» per la quale, qualche settimana fa, non è stato difficile profetizzare «che questa società, assieme alle altre, amministrate da propri consigli d'amministrazione, avrebbero ampliato lo "spoil system" senza alcun controllo parlamentare sulle nomine, e alimentato conflitti d'interesse inevitabili visto che il meccanismo prevede che SpA (e quindi private), senza controllo alcuno, dovrebbero occuparsi di spendere soldi dello Stato (e quindi pubblici). (r. s. 3 Febbraio 2010)».

Oggi, il Sottosegretario Capo della protezione civile rivendica la sua estraneità ai fatti contestati ad alcuni dei suoi collaboratori.

Ma lui quando ha assunto su di sé la responsabilità di gestire somme enormi per la protezione civile non si è chiesto perché i controlli sulle spese, di norma fatti da organi di controllo istituzionali, sono stati avocati dalla presidenza del consiglio; né si è preoccupato di controllare se gli uomini che gli sono stati messi al fianco erano idonei per competenza ed esenti da conflitto di interessi.

Nell’inchiesta è finito anche il G8 che si doveva organizzare alla Maddalena. Il costo delle opere, lievitato da 290 a 700 milioni di €uro e molti lavori sono rimasti incompiuti.

L’intervista

Chiarirò tutto dice Bertolaso. Non ho mai ingannato gli italiani. Sono disposto a dare la mia vita per difendere la mia onorabilità. Per la maggioranza è sospetta la tempistica dell’inchesta mentre l’opposizione attacca e chiede uno stop alla proposta di privatizzazione della protezione civile.

In un’intervista Bertolaso dice: L’accusa è infamante, assolutamente drammatica. Io non c’entro con questa vicenda. Credo si sia trattato di un grosso equivoco che,non appena avrò la possibilità di essere ascoltato dai magistrati, sarò in grado di chiarire. Il problema è che gli italiani si possono sentire traditi da Guido Bertolaso e voglio dimostrare che loro non li ho mai ingannati.

“Storie di ordinaria corruzione”

le battezza il magistrato che ricostruisce le tangenti pagate con denaro, ville, auto di lusso ed escort.

Escort anche per Guido Bertolaso?

Al telefono il 21 Novembre 2008 così diceva: — “Sono Guido, buon giorno, sono atterrato in questo istante dagli Stati Uniti. Se oggi pomeriggio Francesca potesse… io vorrei una ripassata.”

—Si chiarirà tutto — dice il suo avvocato

 Riporto il riepilogo di alcune notizie trasmesse dal Tg3 il giorno 12/02/2010.

2008 - IL G8 ALLA MADDALENA

«Dalle intercettazioni spunta una festa megagalattica preparata per Bertolaso

La festa per Bertolaso

Dall’ordinanza del Gip di Firenze del 21 Sett 2008

Rossetti: …capo…

Anemoni: …eccomi….

Rossetti: …allora…domenica prossima alle 8…

Anemoni: …di quello che parlavamo prima?

Rossetti: …si…si…cosa megagalattica

Anemoni: …ma lì da voi?

Rossetti: …chiudo il circolo due ore prima…festa al centro benessere

Anemoni: …benissimo okay

Stavano preparando….Una festa megagalattica per Guido Bertolaso: “bisogna ammansirlo perché i costi per le opere previste per il G8 alla Maddalena sono improvvisamente lievitati”.

L’asso piglia tutto

Così Diego Anemoni e Simone Rossetti, l’imprenditore gestore di un centro sportivo riconducibile alla famiglia Anemoni, si mettono d’accordo perché proprio la Anemone Costruzioni, che ha sede alle porte di Roma, sembra essere l’asso piglia tutto degli appalti della protezione civile.

Oltre ai lavori dell’ex G8 della Maddalena, il rampante imprenditore se la cavava bene anche nella capitale, nei cantieri per la realizzazione delle opere legate ai mondiali di nuoto, anche questi, come il terremoto dell’Aquila, come i lavori per il centenario dell’unità d’Italia, definiti dal Governo emergenza nazionale e quindi affidati alla protezione civile.

Con Angelo Balducci, braccio operativo di Guido Bertolaso per i Grandi Appalti, con Fabio De Santis un dirigente del Consiglio Grandi Opere, gli appalti sembrano finire sempre a società amiche di chi ha in mano la cassa, cioè Diego Anemone e compagni.

2009 - IL TERREMOTO:

Una occasione da non perdere pensando agli appalti per la ricostruzione.

Una agghiacciante telefonata tra due imprenditori la notte del terremoto (in Abbruzzo):

Dall’ordinanza del Gip di Firenze del 14 Gennaio 2009

Da Fabio De Santis (delegato alla Presidenza del Consiglio per la gestione Grandi Eventi) al fratello Marco…

— c’abbiamo la patente per uccidere. Cioè possiamo piglià tutto quello che ci pare

 La telefonata

Dall’ordinanza del Gip di Firenze del 06 Aprile 2009

Gagliardi: Alla Ferratella occupati di ‘sta roba del terremoto perché qui bisogna partire in quarta subito. Non è che c’è un terremoto al giorno.

De Vito Piscitelli: Lo so (e ride)

Gagliardi: Per carità. Poveracci!

De Vito Piscitelli: Va buo’ io stamattina ridevo alle tre e mezzo dentro al letto

A parlare al telefono due imprenditori, Francesco De Vita Piscitelli e il cognato Gagliardi, legati ad Angelo Balducci.

— Personaggi privi di scrupoli — scrive il Gip di Firenze nell’ordinanza — con le macerie ancora calde c’è chi è pronto a buttarsi sul denaro della ricostruzione. Cinque giorni dopo lo stesso Balducci, farà pesare ad Anemone il fatto di averlo inserito nei lavori del dopo terremoto chiedendo in cambio l’assunzione del figlio. Un circuito che lascia attoniti.

Fanno schifo,

 sono degli sciacalli — afferma al Tg3 il sindaco dell’Aquila Cialente» — Io sono rimasto allibito. E’ con dolore che registro queste forme di sciacallaggio. Io sono veramente nauseato. Noi alle tre e mezzo di quella notte non stavamo ridendo. La gente stava scavando a mani nude e senza niente addosso perché era scappata e perché tentava di tirare fuori le persone intrappolate nelle macerie.

La difesa fragile del Grande Capo che sapeva tutto

di GIUSEPPE D'AVANZO

Chi, senza perdere la faccia, può dire di  non aver saputo? Da più di un anno, l'agglomerato "gelatinoso" che accompagna le  azioni - extra ordinem - della Protezione civile è stato raccontato nel minuto.  Nomi, cognomi, incroci familiari, società, fatturato, bilanci, cointeressenze,  partecipazioni, sprechi e inefficienze si sono lette nelle inchieste di  Repubblica, l'Espresso, Report, Annozero, il Fatto. La "Premiata ditta Balducci  & co."; le relazioni tra i "soggetti attuatori" dei progetti della Protezione  civile e imprenditori come Diego Anemone; i poteri senza controllo e le risorse  senza fondo di Guido Bertolaso, "l'uomo dalle mani d'oro", costituiscono da  oltre un anno il quadro opaco e risaputo cui un governo responsabile e una  politica attenta all'interesse pubblico avrebbero dovuto metter mano con  prontezza.

Ora si può e si deve cominciare dalle parole. Di Guido Bertolaso.  Gli argomenti con cui il sottosegretario e capo della Protezione civile si  salvaguarda da accuse e critiche sono tre, in sostanza. Dice:

(1) "Qualcuno può  aver tradito la mia fiducia, ma non ho elementi per sostenerlo";

(2) "Io non ho  seguito direttamente e personalmente la vicenda degli appalti";

(3) "Ha gestito  tutto Angelo Balducci (ora è in galera), uno che è diventato presidente del  Consiglio superiore dei lavori pubblici, cioè la massima autorità in Italia: non  mi pare di aver affidato l'incarico al primo che passava per strada. Dopo di  lui, c'è stato un altro "soggetto attuatore" (Fabio De Santis, anch'egli in  carcere) ma c'era qualcosa che non mi convinceva e l'ho sostituito con Gian  Michele Calvi, un professore di fama internazionale".

Si chiama fuori

Dunque, Bertolaso "si chiama fuori" così: non ha mai visto ombre nella sua  Protezione civile; gli uomini che ha scelto erano al di sopra di ogni sospetto;  in ogni caso, egli non ha mai messo becco negli appalti. Sono argomenti molto  fragili.

Che qualcosa non andasse per il verso giusto, Bertolaso lo capisce e lo  concede: quel De Santis non gli piace. Lo rimuove dopo cinque mesi. Perché? Con  quali "elementi"? A chi comunica i suoi dubbi? Quali verifiche decide per  chiudere i "buchi" dei protocolli e delle procedure?

La buona reputazione

non sempre ha accompagnato i "soggetti  attuatori" prescelti. Di Balducci si conoscono gli  affari di famiglia che incrociano gli oneri del suo incarico. Angelo, il padre  di famiglia, coopta l'Anemone Costruzioni nel risanamento della Maddalena  (appalti per 100 milioni). La moglie di Angelo (Rosanna Thau) è in società  ("Erretifilm") con la moglie di Diego Anemone (Vanessa Pascucci). Il figlio di  Angelo (Filippo) compra con Diego Anemone il centro sportivo della Banca di Roma  a Settebagni. Nasce il "Salaria Sport Village".

Anche Gian Michele Calvi è prigioniero di un temperamento familistico (insegna  al dipartimento di Meccanica strutturale dell'Università di Pavia; dopo essere  stato "attuatore" alla Maddalena, oggi è il direttore del progetto C. A. S. E.,  la ricostruzione all'Aquila di 183 edifici, 4.600 appartamenti per 17mila  persone con appalti per 695 milioni di euro). La "Myrmex" di suo fratello (Gian  Luca) rileva chi lo sa perché la malandata "Tecno Hospital" di Giampaolo  Tarantini che, per le sue prestazioni di prosseneta, è stato molto caro a Silvio  Berlusconi prima che scoppiasse il rumore per le feste in Villa e a Palazzo.  Così caro da riuscire a ottenere - grazie a buoni uffici del premier - un  incontro privato con Bertolaso per via di un desiderato ingresso del ruffiano  nella rosa delle società al lavoro nel post-terremoto aquilano. Nell'affollato  intreccio di interessi pubblici, privati e familiari si intravedono ambiguità -  se misfatti penali, lo si accerterà - , ma senza dubbio Bertolaso avrebbe dovuto  trarne già da tempo "elementi" sufficienti per una qualche diffidenza. Che,  invece, contro ogni evidenza, nega ancora oggi. Bisogna chiedersi perché.

Anche Bertolaso

La ragione può essere questa: anche Bertolaso partecipa al disinvolto  coinvolgimento della sua famiglia nelle "emergenze" affrontate dalla Protezione  civile. Suo cognato (Francesco Piermarini) "è stato impiegato nei cantieri della  Maddalena ed è in rapporti con Diego Anemone", l'imprenditore in affari (ora è  in carcere) con il figlio e (attraverso la moglie) con la moglie di Angelo  Balducci. Cadono così due degli argomenti difensivi di Guido Bertolaso.

Malgrado

inchieste giornalistiche gli hanno offerto "elementi" per mettersi in sospetto,  per ridimensionare la reputazione dei tecnici che ha scelto, ma il capo della  Protezione civile non può denunciare - nemmeno oggi che quelle pratiche sono  diventate scandalo - il fondo "gelatinoso" del suo dipartimento perché anche le  sue pratiche sono collose quanto le condotte di chi dovrebbe contestare. Le  parole di Bertolaso, che possono apparire soltanto un'imprudenza, sono allora il  frutto di un deliberato proposito di tacere perché egli è vulnerabile come gli  altri. I passi storti di quelli sono equivalenti alle sue mosse molto dubbie.


 

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