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PENSIERI DELLA SETTIMANA, COMMENTI E NOTIZIE
§01 - Il bene che ci può arrivare dall'Africa (di Eugenio Scalfari Repubblica.it 30 giugno 2019) §02 - Mattarella, Il grande mediatore (di Ilvo Diamanti Repubblica.it 24 giugno 2019)
post pubblicato in diario, il 30 giugno 2019


Anno XII N° 26 del 30 giugno 2019 ________________________________________________________________________________________ IL MEGAFONO ________________________________________________________________________________________ PENSIERI DELLA SETTIMANA, COMMENTI E NOTIZIE ________________________________________________________________________________________ La striscia del 30 giugno 2019 ________________________________________________________________________________________ Quel continente, come spiega anche papa Francesco, avrà bisogno di scambi economici e culturali con i grandi paesi occidentali come hanno capito Russia e Cina ________________________________________________________________________________________ Eugenio Scalfari ________________________________________________________________________________________ §01 - Il bene che ci può arrivare dall'Africa ________________________________________________________________________________________ (di Eugenio Scalfari Repubblica.it 30 giugno 2019) ________________________________________________________________________________________ Siamo in piena estate e di solito in questo periodo cominciano le vacanze: al mare, in montagna, in collina, a casa propria. Mi sembra questo il momento per tracciare un quadro politico generale sull’Italia. È ricca di elementi molto diversi l’uno dall’altro ma tipici d’un Paese cha ha una lunghissima storia della quale per una lunga fase fu protagonista. Poi il protagonismo crollò e dopo secoli e secoli risorse in qualche modo la figura d’un Paese che, almeno in teoria, dovrebbe avere una radice unica ma in realtà non è così. L’Italia è stata percorsa in continuazione da genti di diversa origine: il Mediterraneo è un mare dove si affacciano quasi tutte le grandi civiltà di quello che chiamiamo Occidente. In alcuni Paesi l’Occidente ha dato luogo a nazionalità determinate; nel nostro no, sono passati popoli d’ogni origine, alcuni si sono soffermati per secoli, altri per pochi mesi. Questa è stata spesso una ricchezza dal punto di vista politico, morale e culturale, ma è stato al tempo stesso un difetto profondo. ________________________________________________________________________________________ Questo è il quadro. Non pretendo certo di farne qui la storia; del resto l’ho fatta più volte e in vari libri da me scritti e da altri libri ancor più importanti da me letti. Oggi limitiamoci a una fotografia del presente e cominciamo a descrivere i soggetti che ne sono i protagonisti. ________________________________________________________________________________________ C’è anzitutto Matteo Salvini che oggi è il numero uno per importanza politica, voti raccolti, progetti coltivati e realizzabili. Al suo fianco c’è un’alleanza personificata da Luigi Di Maio che ha preso il nome di Movimento 5 Stelle. Altre figure di minor peso politico sono Meloni (Fratelli d’Italia) e Berlusconi. Sono alleati di Salvini ma si muovono in quello spazio che esiste tra la Lega e i 5 Stelle. La sinistra democratica è formata da pochissimi elementi politici ma da uno spirito politico molto diffuso in quell’area. Il partito che rappresenta la sinistra democratica vera e propria è il Pd guidato da qualche mese da Nicola Zingaretti. ________________________________________________________________________________________ Il partito però, sebbene sia in una fase di riabilitazione dopo una caduta elettorale e politica molto vistosa, è tuttora di scarsa entità elettorale. Lo spirito di una sinistra democratica è tuttavia molto più diffuso; difficile valutarne il numero poiché non si è manifestato nelle votazioni più recenti, ma quello spirito c’è, si avverte da molti sintomi, manifestazioni pubbliche, associazioni locali, sindaci e presidenti di Regione, sindacalisti, rappresentanti di varie professioni. Azzardo un’ipotesi che ricavo da antica e perdurante conoscenza di quell’ambiente: siamo complessivamente tra un 30 e un 40 per cento. Se questa valutazione è corretta equivale più o meno alla Lega di Salvini e ai suoi alleati minori (Meloni e Berlusconi). ________________________________________________________________________________________ Di Maio col suo scarso 20 per cento sposta comunque gli equilibri: se andasse verso sinistra darebbe a quel fronte la maggioranza assoluta. Questa è la situazione. Dobbiamo a questo punto approfondire le singole personalità perché la politica non è una parola astratta. Aristotele nella sua filosofia la metteva addirittura come prima scienza da studiare. ________________________________________________________________________________________ Matteo Salvini è il capo della destra o, come oggi si dice, il Capitano. Che tipo di nazione comanda Salvini? La maggioranza d’un Paese che crede in lui. A me ricorda Benito Mussolini. Si somigliano nel modo di parlare, nei temi che toccano e nelle soluzioni che propongono. Ricorderete sicuramente l’atteggiamento del Duce verso le colonie africane. Salvini non vuole colonie, anche perché quell’epoca è finita da un pezzo, ma non vuole nessun patto, pretende che i migranti non varchino i nostri confini. Risultato non facile da raggiungere ma per Salvini è il risultato numero uno: i nostri porti debbono essere chiusi. ________________________________________________________________________________________ In Italia esistono da anni molti rom, libici, eritrei, etiopici, somali. Sono ormai integrati con la popolazione nazionale anche per Salvini il quale però lì si ferma. Quello che fu fatto un tempo non può e non deve essere ripetuto. Lui è ministro dell’Interno, quindi questo tema non sarebbe di sua competenza, ma è anche vicepresidente del Consiglio e si sente autorizzato a occuparsi di tutto quello che vuole e che gli altri gli concedono. Così l’Italia è diventata il Paese più anti-migranti dell’Occidente. ________________________________________________________________________________________ Questa situazione complica alquanto la presenza di Salvini in Europa. Anche nel continente del quale facciamo parte gli immigranti sono visti con notevoli difficoltà e tuttavia in alcuni Paesi sono abbastanza presenti. È un tema e se ne discute ovunque. Perché? ________________________________________________________________________________________ Il perché è molto evidente e l’ha messo più volte in luce dal suo punto di vista papa Francesco: il continente africano in pochi anni aumenterà enormemente la popolazione che lo abita e diventerà il continente più popolato del mondo. Avrà bisogno di scambi economici e culturali dall’Occidente e li avrà: dall’America del nord e del sud, dall’Europa, dalla Russia, dalla Cina. L’Africa è la grande novità del mondo che ci aspetta ma noi siamo sotto il dominio dell’anti-africano Salvini, il quale ha raccolto e continua a raccogliere molti elettori, il che significa che l’opinione pubblica italiana è in gran parte fuori strada. Di questi argomenti ho parlato in una trasmissione di Lilli Gruber. Insieme con me c’era anche Paolo Mieli, i temi sono stati in gran parte questi. Poiché ho molta stima sia per Gruber sia per Mieli, questa concordanza mi ha fatto molto piacere. ________________________________________________________________________________________ Ho accennato prima all’area della sinistra italiana: il partito e alcuni movimenti di vario genere, politico, sindacale, comunale. Da dove viene questa sinistra democratica? ________________________________________________________________________________________ Ai tempi del nostro Risorgimento una vera e propria sinistra non c’era: l’opinione pubblica era in gran parte monopolizzata dalla borghesia del Nord e dalla nobiltà anti-austriaca. ________________________________________________________________________________________ Il Risorgimento fu un movimento nazionale, dapprima minoritario ma poi sempre più folto, specialmente di giovani. Alla fine trionfò e l’Italia nacque come Paese unitario, democratico e monarchico nel 1861, dichiarato tale dal presidente del Consiglio Camillo Benso di Cavour. È inutile ricordare che tra i principali autori di quel Risorgimento c’erano Mazzini e Garibaldi. ________________________________________________________________________________________ Abbiamo attraversato una quantità di eventi, come del resto il mondo intero. Ho ricordato più volte ciò che disse nel 1848 Karl Marx: «Le libertà borghesi vanno conservate a tutti i costi, ma il comunismo aggiungerà a quelle libertà il concetto dell’eguaglianza. Eguaglianza e libertà: questo è il comunismo e questo sarà il futuro del mondo». ________________________________________________________________________________________ Ricordo per l’ennesima volta questa dottrina perché molti ancora si domandano da dove viene la sinistra italiana di oggi, le sue origini e i suoi maggiori autori politici. Sapete da dove viene e chi è l’uomo che l’ha costruita? Si chiama Enrico Berlinguer. Il Pd odierno è la derivazione del partito comunista di Berlinguer ed è la mescolanza della libertà e dell’eguaglianza. Non a caso gli autori moderni di questo binomio furono i fratelli Rosselli e la sua estensione a un’Europa possibilmente federale risulta dal Manifesto di Ventotene redatto da Altiero Spinelli, Eugenio Colorni ed Ernesto Rossi. ________________________________________________________________________________________ Questa è la sinistra italiana. Partito, movimento, sindacato. L’obiettivo è splendido. Siatene degni. [ESc] ________________________________________________________________________________________ La striscia del 30 giugno 2019 ________________________________________________________________________________________ Ormai si è affermato il mito, più che il modello, della “democrazia diretta”. Che restituisce lo scettro ai cittadini. La prima conseguenza di questi processi è la iper-personalizzazione dei soggetti politici ________________________________________________________________________________________ Ilvo Diamanti ________________________________________________________________________________________ §2 - Mattarella, Il grande mediatore ________________________________________________________________________________________ (di Ilvo Diamanti Repubblica.it 24 giugno 2019) ________________________________________________________________________________________ La nostra democrazia sta cambiando profondamente. E rapidamente. Insieme alle istituzioni e ai principi costitutivi. Il Parlamento, i partiti. Il presidente della Repubblica. La magistratura. Soggetti e attori in mutamento continuo. Messi in discussione, di continuo. Basti pensare alle polemiche che hanno coinvolto il Csm, negli ultimi giorni. Mentre la nostra posizione nell’Unione europea, di cui siamo “soci fondatori” fra i più importanti, si fa sempre più critica. Così è difficile rammentare da dove siamo partiti… ________________________________________________________________________________________ Dove eravamo rimasti. Pochi anni fa. Pochi mesi fa. Perché, anche se spesso si preferisce dimenticarlo, l’Italia è una democrazia “rappresentativa”. Fondata sulla “rappresentanza”. E, dunque, sulle assemblee elettive. Dove agiscono i “rappresentanti” dei cittadini. Gli “eletti”. Termine che echeggia le élites. E spiega perché gli eletti e le camere del Parlamento, dove siedono, suscitino, da qualche tempo, tanta diffidenza. Tanta ostilità. Le élite, gli eletti: riassumono i bersagli della critica e del rifiuto del “popolo sovrano”, che non accetta più, comunque, sopporta sempre meno, le élite. ________________________________________________________________________________________ Elette oppure no, non importa… O meglio, importa. Perché ormai si è affermato il mito, più che il modello, della “democrazia diretta”. Che restituisce lo scettro ai cittadini. Senza mediazioni. Senza mediatori. Una “democrazia im-mediata”, nella quale gli elettori scelgono i loro “capi” in modo più che diretto. Immediato. Attraverso riti di partecipazione collettiva. Come le primarie del Pd. Ma, soprattutto, “in rete”, come fa il M5s, attraverso una piattaforma digitale, che permette ai militanti e ai simpatizzanti di esprimere le proprie preferenze, senza mediazioni. In modo immediato. Appunto. Non importa quanto sia ampia, oppure stretta, la base dei partecipanti. E non importa se qualcuno, più di altri, sia in grado di orientare le scelte. L’importante è celebrare il rito e il mito della democrazia senza mediazioni e senza mediatori. ________________________________________________________________________________________ La prima conseguenza di questi processi è la iper-personalizzazione dei soggetti politici. Non solo dei partiti. Così, in modo più o meno accentuato, i partiti si sono identificati con i leader. E i leader, ormai, contano più dei partiti. Il Pd è stato ri-disegnato da Renzi. È divenuto PdR. Per tornare al partito originario, ci sono volute le primarie. Nelle quali il Popolo del Pd ha espresso il suo nuovo Capo. Nicola Zingaretti. Che, tuttavia, non pare in grado di Personalizzare il Pd a sua immagine. Di sfidare la Lega. Che oggi è il partito di Salvini. Un’altra Lega, rispetto a prima. Quando galleggiava intorno al 4 per cento. Il M5s, a sua volta, naviga a fatica. Perché dieci anni fa era il partito di Grillo. Ma poi è divenuto un non-partito. Un autobus, avevo scritto alcuni anni fa. Sul quale era possibile salire. ________________________________________________________________________________________ Bastava pagare il biglietto e scendere, quando si era arrivati alla fermata voluta. Il M5s: ha trasportato tantissimi passeggeri. Soprattutto un anno fa. Ma molti sono già scesi. Per salire sull’autobus di Salvini. Oppure sono rimasti in attesa di un altro veicolo. Di un altro pilota da (in)seguire. Così, il presidente è divenuto un riferimento obbligato. ________________________________________________________________________________________ Il grado di consenso “personale” raggiunto da Mattarella, lo scorso autunno, è arrivato al 65 per cento. Superiore a tutti i leader politici e di governo. Allo stesso Salvini. E a Di Maio. Mentre la fiducia verso il presidente della Repubblica, come istituzione, nell’ultimo rapporto Gli italiani e lo Stato, realizzato alla fine del 2018, ha raggiunto il 56 per cento. Superando di 10 punti il livello dell’anno precedente. Si tratta di 14 punti più dei magistrati. Ma circa il doppio rispetto allo stato. E oltre 20 punti più della Ue. ________________________________________________________________________________________ Per questo mi pare utile riproporre la formula di “presidenzialismo prudenziale”. In altri termini: il presidente è divenuto non solo il garante, ma anche un appiglio. Un’àncora. Non solo per chi sostiene le ragioni della democrazia rappresentativa. Ma anche per chi vorrebbe andare oltre. Senza, però, correre il rischio di sprofondare. Nella “terra di nessuno”. Oltre la democrazia. Fuori dall’Euro. E dall’Europa. Perché gli italiani non amano l’Unione europea, tanto meno l’Euro, ma non vogliono restarne fuori. Per prudenza. Così, si affidano al Capitano. Che intercetta la s-fiducia di tanti elettori, ormai scivolati a destra. Gli stessi cattolici: credono quasi più a lui che a Papa Francesco. Sensibile alle domande dei poveri e dei migranti. Dei poveri migranti. Troppo. Per non generare sospetto in un Paese dove in tanti si sentono ultimi. Penultimi. Comunque, ai margini. ________________________________________________________________________________________ Così non resta che Mattarella a “mediare”. Fra élite e cittadini. Fra governo e opposizione. Fra le due facce del governo. Tanto più oggi, che lo squilibrio fra peso politico e parlamentare di Lega e M5s, dopo le recenti elezioni, è divenuto palese. Stridente. Mentre perfino il M5s è diviso. All’interno. ________________________________________________________________________________________ Così rimasto solo lui a “mediare” fra l’Europa e l’Italia. Fra la domanda di Giustizia e le “istituzioni ingiuste” che la regolano. A rilanciare una nuova “questione morale”, quasi quarant’anni dopo Enrico Berlinguer, come ha rammentato Massimo Giannini nei giorni scorsi. ________________________________________________________________________________________ In questa democrazia im-mediata, il compito gravoso, ma necessario, della mediazione spetta al presidente. Sergio Mattarella. Il garante della democrazia rappresentativa. Un sistema con molti limiti, molte varianti, molte tensioni. Ma ancora difficile da sostituire. Almeno, nelle attuali condizioni. Perché, parafrasando Churchill: «La democrazia rappresentativa è la peggior forma di governo democratico, eccezion fatta per tutte quelle forme che si sono sperimentate fino ad ora». [IDi] ________________________________________________________________________________________ Anno XII N° 26 del 30 giugno 2019
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§01 - La nave Italia senza rotta (di Eugenio Scalfari Repubblica.it 23 giugno 2019) §02 - Don Ciotti: "CasaPound va sciolta è un’organizzazione fascista" (Politica Italia Repubblica.it 23 giugno 2019)
post pubblicato in diario, il 23 giugno 2019


Anno XII N° 25 del 23 giugno 2019 ________________________________________________________________________________________ IL MEGAFONO ________________________________________________________________________________________ PENSIERI DELLA SETTIMANA, COMMENTI E NOTIZIE ________________________________________________________________________________________ La striscia del 23 giugno 2019 ________________________________________________________________________________________ L’Italia fuori dai propri confini non conta praticamente nulla e non soltanto sul piano politico ma anche su quello economico, monetario, culturale, generazionale. I giovani se ne vanno sempre più spesso. L’Europa a sua volta è molto divisa al proprio interno ma noi siamo isolati, non abbiamo gli strumenti e neppure l’intenzione di europeizzarci. ________________________________________________________________________________________ Eugenio Scalfari ________________________________________________________________________________________ §01 - La nave Italia senza rotta ________________________________________________________________________________________ (di Eugenio Scalfari Repubblica.it 23 giugno 2019) ________________________________________________________________________________________ Un paio di giorni fa il nostro presidente della Repubblica ha radunato il Csm e ha pronunciato parole ferme e anche dure contro una serie di mancanze costituzionali che sono state compiute nei giorni scorsi. Il presidente le ha enumerate e ha detto che non dovranno mai più ripetersi senza provocare interventi correttivi molto e doverosamente severi. Speriamo che questi ammonimenti del capo dello Stato abbiano l’effetto voluto ma c’è una situazione che in qualche modo mette in moto un contrasto profondo tra il presidente Mattarella e Matteo Salvini, leader della Lega e ministro dell’Interno con tutte le ulteriori mansioni che questa duplicità gli conferisce. Salvini è il Capitano. Aspetta con pazienza la scadenza di Mattarella che avverrà tra tre anni. ________________________________________________________________________________________ A quel punto difficilmente ci saranno un’altra elezione parlamentare e un altro presidente della Repubblica: non è questo che pensa Salvini. Il leader della Lega ha in mente un suo potere notevolmente più forte che gli è consentito, a suo parere, dai voti che ha ottenuto e che sono destinati semmai ad aumentare. Le cifre attuali oscillano intorno al 34 per cento ma con le alleanze già sancite, la Meloni e Silvio Berlusconi, Salvini è al 45 per cento. Formalmente la Lega è alleata ai 5 Stelle di Di Maio il quale a sua volta oscilla intorno al 20 con la tendenza a diminuire ulteriormente. ________________________________________________________________________________________ Per di più Di Maio mette delle condizioni a Salvini affinché l’alleanza permanga; con Salvini al fianco il complesso che fa capo a Di Maio sfiora il 60 per cento. Naturalmente è molto anche perché la sinistra che gli si oppone è ancora molto labile. Tuttavia bisogna tener presente che questi voti così conteggiati riflettono una serie di elezioni avvenute negli ultimi due anni e molto diverse tra loro: comunali, regionali, nazionali. Va però considerato il rapporto tra elettori con diritto di voto ed elettori realmente votanti, che cambiano secondo il tipo di elezioni. ________________________________________________________________________________________ Se Salvini ha in mente di fare una vera e propria rivoluzione costituzionale, i risultati del voto sono difficilmente prevedibili. La situazione è comunque l’esistenza reale nel panorama politico italiano di una destra. Potrebbe comprendere addirittura i fascisti di CasaPound fino ai grillini dei 5 Stelle. La destra italiana, nella quale però il Capitano è Matteo Salvini e gli altri gli fanno da cordone con una sagace ripartizione dei compiti. Una situazione di questo genere sarebbe matura tra due o tre anni sempre che questo tipo di destra non riveli le sue debolezze internazionali. ________________________________________________________________________________________ L’Italia fuori dai propri confini non conta praticamente nulla e non soltanto sul piano politico ma anche su quello economico, monetario, culturale, generazionale. I giovani se ne vanno sempre più spesso. L’Europa a sua volta è molto divisa al proprio interno ma noi siamo isolati, non abbiamo gli strumenti e neppure l’intenzione di europeizzarci. Sarebbe opportuno che questa divisione fosse superata ma allo stato dei fatti non si vede quale sia la forza d’un partito, di una classe dirigente continentale e insomma l’ingresso del nostro continente nella società mondialmente globalizzata. Insomma siamo un battello in gran tempesta, teoricamente appartenente a una flotta anch’essa scompigliata dalla tempesta. E questo è quanto. ________________________________________________________________________________________ Bisogna andare alla storia per meglio comprendere la situazione che direttamente ci riguarda, noi italiani ed europei. È un problema che riguarda soprattutto i valori che alimentano i popoli e la struttura delle classi dirigenti che guidano la storia. Ho qualche volta citato, e in particolare in alcuni miei libri, l’importanza di quei valori i quali non sono eterni ma variano secondo le epoche. A noi ovviamente interessano valori relativamente moderni; durano secoli ma con un limite temporale che fa perno sull’avvicendarsi delle generazioni. ________________________________________________________________________________________ Una decina di generazioni conserva, sia pure aggiornandoli, i valori di fondo che però poi, trascorsi due, tre e al massimo quattro secoli cambiano natura. Una volta Karl Marx affrontò questo tema con la massima chiarezza. Era il 1848 ed era in corso quasi in tutta Europa un movimento rivoluzionario, innovativo di situazioni concrete e di valori ideali. Marx riconobbe l’importanza delle libertà conquistate dalla borghesia a partire dal Seicento: fino a quell’epoca la borghesia di fatto non esisteva; il ceto più numeroso era formato da contadini che lavoravano la terra agli ordini della proprietà e i Nobili che possedevano gran parte dei terreni delegavano la sorveglianza del contadiname a una serie di dipendenti. ________________________________________________________________________________________ Col passare del tempo quei servitori si unirono tra loro per far presente ai padroni quale fosse la loro importanza e chiedendo un’autonomia dei cui risultati avrebbero reso conto ai Nobili da cui dipendevano. Questo movimento avvenne soprattutto in Francia ma anche in alcune regioni dell’Inghilterra. Con il passare del tempo, questa classe sociale divenne sempre più matura e consapevole della propria funzione e i Nobili sentirono necessario riconoscerla. Passarono tuttavia ancora molti anni prima che, per far fronte a una situazione sempre più critica, il Re di Francia Luigi XVI convocasse gli Stati Generali, un’istituzione già esistente da tempo ma utilizzata molto poco poiché in qualche modo diminuiva il potere delle Caste. ________________________________________________________________________________________ Gli Stati Generali si componevano dell’Aristocrazia, dell’alto Clero e del cosiddetto Terzo Stato che cominciò a essere chiamato borghesia. Da quegli Stati Generali nacque la rivoluzione dei valori e della politica. Il Terzo Stato chiese al Re di unificare tutti gli Stati Generali e promuovere un’Assemblea Costituente che dettasse nuove norme. Il Re accettò, del resto non poteva fare altrimenti. La Costituente si riunì, indicò la necessità di indicare un Parlamento con libere elezioni, il quale attuasse le norme previste dalla Costituzione: si chiamò Assemblea legislativa. ________________________________________________________________________________________ Torniamo a Marx e a quanto scrisse e disse nel 1848 e cioè un secolo dopo la Rivoluzione francese che aveva avuto varie vicende politiche e militari delle quali non è questa la sede per una rievocazione. Nel ’48 c’era stata un’ennesima rivoluzione in tutta Europa e in Francia in particolare. Da Londra Marx emanò insieme a Engels il Manifesto del nascituro partito comunista ma fece l’affermazione molto importante che abbiamo indicato prima: la borghesia ha conquistato la libertà, null’altro che la libertà, che tuttavia è una premessa fondamentale ai valori del nascente comunismo il quale dovrà conservare intatte le libertà borghesi aggiungendovi il valore dell’eguaglianza. Questi due valori sarebbero stati attuati dai comunisti anche a prezzo di rivoluzioni ovunque vi fossero oppositori a questo binomio politico e istituzionale. ________________________________________________________________________________________ Una volta pienamente attuato questo piano, Marx previde che il partito comunista si sarebbe sciolto e il popolo avrebbe vissuto senza bisogno di partiti nei quali militare, ma adottando e praticando i due valori della libertà e dell’eguaglianza. Questo fu il pensiero marxista che però ebbe applicazioni storiche molto diverse. Oggi l’Italia e l’Europa vivono un momento di fragilità al quale abbiamo accennato sin dall’inizio. Occorre riportarle in equilibrio. Esiste una destra molto forte. ________________________________________________________________________________________ Non esiste ancora una sinistra altrettanto forte e capace di alternarsi democraticamente con la destra. In realtà l’alternativa tra sinistra e destra è diventata estremamente attuale. Così come la destra si distingue tra vari partiti e movimenti con un capo di carattere dittatoriale, la sinistra non si identifica soltanto con un partito: il Pd guida con una sua classe dirigente ma è affiancato da una base popolare localizzata nelle città, nelle regioni e nelle varie strutture professionali come per esempio i sindacati. Questa deve essere la sinistra italiana che dovrebbe anche battersi per ottenere un rafforzamento della confederazione europea, un’Europa capace di affrontare la globalizzazione con tutto ciò che essa comporta. Questo è il futuro che ci aspetta. [ESc] ________________________________________________________________________________________ La striscia del 23 giugno 2019 ________________________________________________________________________________________ «La rinascita dei fascismi e dei razzismi è un rischio reale, non un fatto di folklore o di nostalgia malata. Il fascismo che riemerge è anch’esso sintomo di una democrazia malata e di una politica che non serve più il bene comune». ________________________________________________________________________________________ Don Ciotti ________________________________________________________________________________________ §02 - Don Ciotti: "CasaPound va sciolta è un’organizzazione fascista" ________________________________________________________________________________________ (Politica Italia Repubblica.it 23 giugno 2019) ________________________________________________________________________________________ «CasaPound va sciolta, è un’organizzazione fascista e tutte le organizzazioni fasciste vanno vietate». Don Luigi Ciotti, presidente di Libera e del Gruppo Abele interviene nel dibattito sui rigurgiti di neofascismo in Italia sposando l’iniziativa lanciata dalla presidente dell’Anpi Carla Nespolo. E ribadisce con decisione: «Bisogna applicare le leggi e riempire i tanti vuoti della nostra Costituzione. Lì troviamo le istruzioni necessarie per costruire una società di diritti, lavoro e dignità». ________________________________________________________________________________________ Ciotti richiama il dettato della carta costituzionale a sostegno della sua richiesta «Nella Costituzione — dice — ci sono le istruzioni per archiviare una volta per sempre i fascismi, i nazismi, le violenze e le ingiustizie. Ottant’anni fa sono state promulgate anche le leggi razziali. Una pagina vergognosa della nostra storia, ma la vergogna — per impudenza o ignoranza o memoria corta — tende oggi a scomparire». ________________________________________________________________________________________ Il fondatore di Libera non ha dubbi nel ritenere «la rinascita dei fascismi e dei razzismi un rischio reale, non un fatto di folklore o di nostalgia malata. Il fascismo che riemerge è anch’esso sintomo di una democrazia malata e di una politica che non serve più il bene comune». Da qui l’appello ad un fronte comune antifascista e antirazzista che si impegni anche a «costruire contesti sociali dove l’inclusione e la condivisione di diritti e doveri, non siano solo enunciate ma praticate ed effettivamente garantite. Perché oggi il processo di liberazione in Italia non è terminato». ________________________________________________________________________________________ Anche Legambiente sottoscrive l’appello dell’Anpi per lo scioglimento di CasaPound e per l’applicazione delle leggi vigenti. Per l’associazione ambientalista «non è tollerabile nessuna forma di fascismo, razzismo, intimidazione, odio, violenza e discriminazione». [Rep] ________________________________________________________________________________________ La striscia del 23 giugno 2019 ________________________________________________________________________________________ Svanita l’imbragatura dei vecchi partiti di massa, la società italiana mette a nudo i tratti della sua natura profonda ________________________________________________________________________________________ Michele Serra ________________________________________________________________________________________ §03 - Se l'Anpi chiede di sciogliere CasaPound ________________________________________________________________________________________ (di Michele Serra Repubblica.it 20 giugno 2019) ________________________________________________________________________________________ La presidente dell’Associazione partigiani, Carla Nespolo, denunciando «l’irresponsabile fiacchezza delle autorità competenti», chiede di applicare le leggi vigenti (nell’ordine: XII disposizione finale della Costituzione, legge Scelba, legge Mancino) e di sciogliere CasaPound, «organizzazione dichiaratamente fascista che fa dell’uso della violenza e dell’intimidazione lo strumento principale di affermazione politica». ________________________________________________________________________________________ La richiesta è destinata a rinfocolare il dibattito (fiacco anche lui) sulle risorgenze fasciste. In un Paese che si è dotato, a più riprese, degli strumenti dell’antifascismo formale, l’azione giudiziaria, al netto delle opinioni, dovrebbe essere, sulla carta, semplicemente dovuta: la richiesta dell’Anpi vale come qualunque altra richiesta di rispetto della legalità. Nel caso suonasse allarmista, o eccessiva — non essendo né l’una né l’altra cosa — è perché l’antifascismo sostanziale, cioè l’insieme degli anticorpi democratici a disposizione della comunità nazionale, è deperito mano a mano che deperivano lo spirito repubblicano e il patto antifascista che lo ha generato. Questa, piaccia o non piaccia, è la realtà delle cose. ________________________________________________________________________________________ Alla morte della Prima Repubblica e dei suoi partiti ha fatto seguito una specie di “libera tutti” che ha messo a nudo alcune delle profonde tare, e arretratezze, dell’identità politica e culturale del nostro popolo. Come se, svanita la robusta imbragatura offerta dai vecchi partiti di massa, Dc e Pci in primo luogo, la società italiana mettesse finalmente e liberamente a nudo, senza più inibizioni, alcuni tratti della sua natura profonda. Silvio Berlusconi, che oggi non si capisce bene a quale titolo si candida a leader di una destra “moderata” ridotta in briciole, fu il primo sdoganatore ufficiale del neofascismo italiano. Nonché il primo inquilino di Palazzo Chigi non antifascista dell’epoca repubblicana. ________________________________________________________________________________________ Svanì con lui, primo Uomo Forte sollevato al comando del Paese dopo la seconda guerra mondiale, l’illusione, durata quasi mezzo secolo, che l’antifascismo fosse il contenitore dell’intera democrazia; svanì l’illusione che esistesse anche da noi un vero partito conservatore antifascista, tali e quali quelli che esistono e lungamente hanno governato in Germania, in Francia, in Inghilterra, nell’Europa evoluta che considera il fascismo con spregio assoluto. Non una componente della scena democratica, ma un suo virus letale. ________________________________________________________________________________________ Da allora, e a maggior ragione nella cosiddetta Terza repubblica (questa), l’antifascismo italiano è affare quasi solo della sinistra. Così da poter dire, con tranquilla seppure amara coscienza di essere nel vero, che il nuovo fascismo italiano, in tutte le sue forme, è fondamentalmente un problema della destra politica italiana. Della sua arretratezza, della sua scadente cultura democratica, delle sue omissioni culturali, della sua faciloneria. È la composizione stessa della destra italiana dei nostri giorni (la Lega del Capitano, votatissimo anche dall’estrema destra; i Fratelli d’Italia che sono il moderno Msi; infine i resti atterriti e impotenti dei “moderati” raccolti nell’agonizzante residuo di Forza Italia) a dirci che la fibrillante vitalità del fascismo, nel nostro Paese, è un problema della destra. È una malattia della destra. È un prodotto della destra. È una lacuna storica della destra nazionale: non liberale, non democratica (non al punto di essere antifascista), come la figura di Matteo Salvini, il suo linguaggio, i suoi modi, i suoi propositi, dicono con lampante chiarezza. ________________________________________________________________________________________ Finalmente qualcosa che non può essere imputato alla sinistra, no davvero: il nuovo fascismo italiano, i pestaggi romani contro i ragazzi del cinema America (apostrofati e picchiati, si badi bene, in quanto “antifascisti”), le aggressioni omofobe e antisemite, le intimidazioni di strada e on line, i brindisi per il compleanno di Hitler, il reclutamento nero (almeno ventennale) nelle curve degli stadi, la lenta e inesorabile trasformazione di Roma, capitale del Paese, nella capitale dell’estremismo di destra. ________________________________________________________________________________________ Un anno e mezzo fa, quando vennero divelte nel ghetto di Roma le pietre d’inciampo in memoria degli italiani ebrei deportati (Mussolini traditore della Patria!), scrivevo che «i muri di Roma grondano di scritte fasciste e di iconografia fascista, le due curve di stadio idem, qualche turista ne resta turbato e scrive ai giornali, per il resto c’è chi allarga le braccia, chi china il capo, chi ha un poco di paura, chi non se ne accorge più, chi si gode lo spettacolo con un sentimento di liberazione, come se si ritrovasse finalmente a casa dopo più di mezzo secolo di stupida democrazia». ________________________________________________________________________________________ Brutto citarsi, ma ancora più brutto sapere che non solo niente è cambiato negli ultimi mesi, ma nemmeno negli ultimi cinque anni, e dieci anni, e quindici anni; con Anna Frank usata come insulto e irrisione dagli ultrà di curva, un palmares di pestaggi di “froci” degno di una capitale dell’Est Europa, una impressionante escalation di violenza verbale, fanatismo, minacce, aggressioni fisiche. ________________________________________________________________________________________ Non è l’eventuale messa fuori legge di CasaPound, il problema (anche se la legge, in questo e in altri casi, non è solo forma, è anche garanzia del diritto). Il vero problema, gigantesco, è l’inesistenza, in Italia, di una vera grande destra moderata e di massa, che renderebbe immediatamente il neofascismo una patologia marginale. A sinistra gli stalinisti sono una pittoresca minoranza residuale: fanno gli auguri al duce coreano Kim certificando la loro inesistenza politica. A destra i fascisti, il linguaggio fascista, l’atteggiamento fascista, il culto dell’Uomo Forte, sono invece un problema gigantesco; e sono un problema, anzi il vero problema, della destra italiana nell’evo di Salvini. Provare a dirlo vuol dire provare a contrastare sul serio il fascismo. [MSe] ________________________________________________________________________________________ Anno XII N° 25 del 23 giugno 2019
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§01 - Il valore perduto del bene collettivo (di Eugenio Scalfari Repubblica.it 16 giugno 2019) §02 - L'Amaca. Sembrano uomini (di Michele Serra Repubblica.it 16 giugno 2019)
post pubblicato in diario, il 16 giugno 2019


Anno XII N° 24 del 16 giugno 2019 ________________________________________________________________________________________ IL MEGAFONO ________________________________________________________________________________________ PENSIERI DELLA SETTIMANA, COMMENTI E NOTIZIE ________________________________________________________________________________________ La striscia del 16 giugno 2019 ________________________________________________________________________________________ Ci vorrebbe una sinistra nuova che apra la strada verso un progresso nel lavoro, nella cultura, nella vita privata ________________________________________________________________________________________ Eugenio Scalfari ________________________________________________________________________________________ §01 - Il valore perduto del bene collettivo ________________________________________________________________________________________ (di Eugenio Scalfari Repubblica.it 16 giugno 2019) ________________________________________________________________________________________ Vorrei capire e spiegare che cos’è la “pubblica opinione”. Se ne parla di continuo ma non si capisce bene come si forma, come cambia e su quanta gente influisce. ________________________________________________________________________________________ La nostra è una specie determinata dall’Io e quindi pensa soprattutto se non addirittura esclusivamente a sé stessa. Per una specie che vive in tutto il pianeta la pubblica opinione è un tema non facile da risolvere. Pensiamo a noi stessi ma abbiamo continui contatti — buoni o cattivi che siano — anche con gli altri, quale che ne sia la razza, il sesso, l’età. Da questa marea nasce la pubblica opinione: come evolve? Come si diffonde e come si differenzia in vari modi? Il tema non è da poco poiché la pubblica opinione è una sorta di molla che mette in moto in molteplici direzioni l’umanità. ________________________________________________________________________________________ Per fare un esempio concreto e allo stesso tempo antico e recente, mi viene in mente La Marsigliese. Ve la ricordate? “Allons enfants de la Patrie / Le jour de gloire est arrivé! / Contre nous de la tyrannie / L’étendard sanglant est levé! /… Aux armes, citoyens! / Formez vos bataillons! / Marchons! Marchons!”. ________________________________________________________________________________________ In Francia è l’inno nazionale ma si diffuse in tutta Europa e quando si canta a Parigi commuove ancora l’animo dei cittadini. Vogliamo dire che in questi modi si formano le pubbliche opinioni? ________________________________________________________________________________________ Fino a quei tempi la pubblica opinione non era molto diffusa; le persone colte avevano i loro valori e i loro ideali e questa era la loro opinione, naturalmente più singola che collettiva. Ma la collettivà comunque esisteva perché c’erano uomini che la ispiravano con l’obiettivo di conquistare un potere ed esercitarlo con il conforto degli altri. L’ideale sarebbe che l’opinione pubblica sia motivata dai caratteri che agiscono sull’anima dei cittadini: conservatori da un lato, progressisti dall’altro. Gli uni amano i valori che già conoscono e vogliono conservarli come modo di vivere; i progressisti sono il loro contrario, inventano valori nuovi e si occupano della loro diffusione. Ciò che li accomuna pur nella sostanziale diversità è il bene collettivo: sia i conservatori sia i progressisti perseguono l’ottenimento di quel bene. Ne deduciamo e concludiamo che il bene del prossimo è comunque un valore comune che si conquista mantenendo i valori di un tempo o creandone nuovi. ________________________________________________________________________________________ Matteo Salvini è un personaggio che sa conquistare una parte rilevante del popolo italiano. Difende la razza bianca e gli italiani in particolare; deve conquistare più consensi possibile: il suo vero ideale sarebbe quello di una vera e propria dittatura da lui esercitata sull’Italia e fatta valere il più possibile con altre nazioni europee. . ________________________________________________________________________________________ In Italia la Lega oscilla intorno al 34 per cento; con alcune alleanze (Meloni, Berlusconi) può superare di molto il 40. Naturalmente oggi il trattato d’alleanza è stipulato con Di Maio e i 5 Stelle che raggiungono più o meno il 20 per cento dei voti. La somma generale raggiunge il 60 per cento, ma Salvini non è il solo a dettare la legge e la pubblica opinione orientata a destra spesso preferirebbe una forza del tutto diversa da quella salviniana: un centrodestra? Ci vorrebbe poi una sinistra nuova che apra la strada verso un progresso nel lavoro, nella cultura, nella vita privata delle persone. ________________________________________________________________________________________ La rimonta della sinistra non è del tutto impossibile ma è molto difficoltosa. Il partito ha una attrazione ancora debole. La vera sinistra è fluttuante, un mare aperto e non chiuso. Molti si chiedono da dove potrebbe arrivare una sinistra generale che raggiunga il 60 per cento dei voti, acquistando il consenso di chi non vota, di chi ama più un centro che una destra e i valori della libertà e dell’uguaglianza che sono quelli che hanno illuminato i periodi di storia in tutte le epoche e in tutte le geografie. ________________________________________________________________________________________ La sinistra guarda il futuro e quindi la ritroviamo come riferimento in tutti i territori proiettati verso l’avvenire. Ricordate la Cina di Mao Tse-Tung? Ricordate le riforme di Pietro il Grande della Russia imperiale? Ricordate Lenin, Trotsky e tutta la prima parte della rivoluzione sovietica? Questi sono i valori della sinistra: un mondo nuovo, eguaglianza e libertà. ________________________________________________________________________________________ Nel 1848 Marx che aveva scritto Il Manifesto del Partito Comunista, commentò che la borghesia della Rivoluzione francese aveva acquistato la libertà. I comunisti, secondo Marx, avrebbero dovuto aggiungere alla libertà l’eguaglianza e questi erano i due valori che avrebbero preparato il futuro. I comunisti dovevano avere quest’obiettivo e una volta raggiunto si sarebbero dovuti sciogliere come partito: libertà ed eguaglianza seducono la pubblica opinione e un valore alimenta l’altro; il futuro è sempre alle porte anche se questi valori non cambiano, anzi sono essi che fanno del futuro un costante presente che porta alla nostra specie una reale mitologia. ________________________________________________________________________________________ Quando, pensando alla pubblica opinione, arrivo alle conclusioni fin qui dette, mi viene inevitabilmente alla memoria la figura di Enrico Berlinguer. Lui è stato uno dei grandi che abbinò libertà ed eguaglianza e il Partito comunista berlingueriano fu l’incunabolo di questa visione. È scomparso da tempo Enrico ma io come molti altri ce l’ho ancora nel cuore. Se fosse ancora vivo e operante l’Italia e l’Europa sarebbero molto più avanti di dove in realtà siamo. [ESc] ________________________________________________________________________________________ La striscia del 16 giugno 2019 ________________________________________________________________________________________ Paiono uomini, quelle donne furibonde. Le Marica, le Sara, le Viola, che assestano il loro calcio al corpo della “troia” già simbolicamente riverso sullo stradone social, hanno lo stesso istinto di intimidazione fisica e psicologica della soldataglia di ogni epoca. ________________________________________________________________________________________ Michele Serra ________________________________________________________________________________________ §02 - L'Amaca. Sembrano uomini ________________________________________________________________________________________ (di Michele Serra Repubblica.it 16 giugno 2019) ________________________________________________________________________________________ La deputata dem Giuditta Pini ha voluto dare pubblico rilievo al linciaggio social contro di lei a opera dei follower del deputato leghista Alex Bazzaro. Una pioggia di insulti a sfondo sessuale, come è prassi ordinaria quando l’oggetto dell’assalto di gruppo è femmina. Essendo la Lega, oggi in Italia, il volto del potere, Pini parla, con buona ragione, di “misoginia di Stato”: se è una femmina, a disturbare con le sue opinioni, “troia” è il minimo che le venga urlato in faccia dalle squadracce di cui ogni gerarca o gerarchetto dispone su Facebook. ________________________________________________________________________________________ C’è però un aspetto, visto che di misoginia si tratta, del quale è faticoso eppure indispensabile parlare. Una parte rilevante dei linciatori non è costituita da maschi, ma da femmine. Le Marica, le Sara, le Viola sono tra le prime firmatarie della lapidazione online. E tra le più esaltate, le più scalcianti. Il loro linguaggio è indistinguibile da quello dei maschi del branco, è un linguaggio da commilitoni, come se la famosa “differenza” fosse davvero una bizzarra illusione del pensiero femminile e femminista degli ultimi due secoli, finalmente sepolto, insieme a molti altri impicci cervellotici, dalla vindice spontaneità del popolo leghista. ________________________________________________________________________________________ Paiono uomini, quelle donne furibonde, hanno lo stesso istinto di intimidazione fisica e psicologica della soldataglia di ogni epoca, le Marica, le Sara, le Viola che assestano il loro calcio al corpo della “troia” già simbolicamente riverso sullo stradone social. Urgerebbe che il ministro della Famiglia Fontana, che come è noto ha molto a cuore il rispetto dei ruoli tradizionali, si domandasse come mai, nel suo partito, così tante donne paiono maschi incazzati.[MSe] ________________________________________________________________________________________ Anno XII N° 24 del 16 giugno 2019
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§01 - Sovranisti in Italia, sudditi in Europa _(di Eugenio Scalfari Repubblica.it 09 giugno 20
post pubblicato in diario, il 9 giugno 2019


Anno XII N° 23 del 09 giugno 2019 ________________________________________________________________________________________ IL MEGAFONO ________________________________________________________________________________________ PENSIERI DELLA SETTIMANA, COMMENTI E NOTIZIE ________________________________________________________________________________________ La striscia del 09 giugno 2019 ________________________________________________________________________________________ Salvini vorrebbe che il suo peso in Ue avesse lo stesso vigore che ha nel nostro Paese, ma così non è. Anzi, conta molto poco ________________________________________________________________________________________ Eugenio Scalfari ________________________________________________________________________________________ §01 - Sovranisti in Italia, sudditi in Europa ________________________________________________________________________________________ (di Eugenio Scalfari Repubblica.it 09 giugno 20 ________________________________________________________________________________________ Può sembrare che l’Italia abbia un peso politico di notevole importanza in Europa perché i suoi rappresentanti sono tre e le cariche più importanti nella nostra confederazione Ue sono cinque. Tre su cinque è notevole e sono le seguenti: c’è un italiano, Mario Draghi, alla presidenza della Banca centrale, c’è un altro italiano, Antonio Tajani, alla presidenza del Parlamento europeo, e infine c’è Federica Mogherini, alta rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, che occupa la cosiddetta “carica maggiore” ed è soprattutto di politica estera della Ue. ________________________________________________________________________________________ Tre su cinque: l’Italia ha dunque un peso politico notevolissimo in Europa? ________________________________________________________________________________________ In realtà non è così: Mogherini è già scaduta e tra poco dovrà tornare in Italia, ma comunque la sua carica è più consultiva che operativa, sembra molto importante ma lo è molto poco. La presidenza dell’Assemblea parlamentare ha un peso notevole ma puramente formale. ________________________________________________________________________________________ Infine Draghi: lui sì che è della massima importanza ed è italiano di nascita, ma in realtà è stato scelto per i suoi precedenti notevoli nell’Italia di Carlo Azeglio Ciampi. Draghi studiò a fondo la moneta unica che ancora non esisteva ma era in corso di preparazione; poi diventò presidente della Banca d’Italia mentre la Bce era presieduta dal francese Jean-Claude Trichet. Alla scadenza di otto anni Trichet abbandonò e Draghi fu scelto al suo posto: compirà gli otto anni nel prossimo ottobre. Questa sì è una carica numero uno ma per definizione e poi anche per carattere della persona il suo ambito operativo è quello dei diciannove paesi dell’unione europea che hanno accettato la moneta unica Euro e questo è l’orizzonte di Draghi: è il manovratore dell’Euro e l’Italia è uno dei diciannove paesi che ne fanno parte. ________________________________________________________________________________________ Mi si potrà a questo punto dire che almeno due delle tre cariche finora ricoperte da italiani stanno scadendo e altrettanto la terza, che del resto non è titolare di interessi di italiani. Chi dovrebbe rappresentare oggi l’Italia è Matteo Salvini: lui è certamente l’italiano politicamente più forte e più rappresentativo del nostro paese visto che riscuote circa il 34 per cento dei voti e ha un gruppo di alleati che sommati insieme ne danno altri 32; Salvini dunque è il capo riconosciuto di circa il 66 per cento e probabilmente crescerà ancora un po’. È lui che comanda, gli altri seguono con un peso secondario che tende semmai a diminuire ulteriormente. ________________________________________________________________________________________ Per gli italiani che non condividono le posizioni di Salvini questo suo potere è molto sgradito. Il solo modo per contrastarlo sarebbe di far affluire nuovi e maggiori voti alla sinistra liberal-democratica ed è questo che Zingaretti sta tentando, non certo da solo, ma è un’impresa che richiede un certo tempo ove mai riesca. Attualmente l’Italia è Salvini e se lo si vuole definire con sincera verità si deve dire che è un sovranista con una coroncina cattolica attaccata al risvolto della giacca: dunque razzista con una piumetta di cattolicesimo che nessun cattolico gli riconosce ma che per lui equivale a darsi un tocco di cipria sulle guance. Ecco dunque qual è la persona e la forza politica che è ai suoi fianchi e che dovrebbe rappresentarci in Europa. ________________________________________________________________________________________ A Salvini farebbe molto piacere se il suo peso europeo fosse dello stesso vigore di quello italiano, ma purtroppo per lui non è così. Si definisce sovranista e sottolinea una sorta di nazionalismo operante in una comunità composta nel caso specifico da ventisette Stati. Sono tutte sovraniste queste nazioni? Direi di no. È ovvio che ogni nazione rappresenti soprattutto se stessa ma è altrettanto ovvio che se fa parte di una Confederazione (e meglio ancora sarebbe se si fosse trasformata in Federazione) dovrebbe tener conto degli interessi generali nei quali il proprio fa parte. ________________________________________________________________________________________ La Francia di Macron ha chiara questa rappresentatività dei valori collegiali e così pure la Spagna di Sanchez, la Danimarca, la Germania di Merkel, l’Olanda. L’Italia di Salvini no. Probabilmente l’avrebbe un’Italia che tornasse a essere interpretata politicamente dalla sinistra democratica. È l’obiettivo al quale lavorano i dirigenti del partito democratico e non loro soltanto ma tutto il movimento di sinistra che è fuori dai partiti ma è diffuso in larga misura nel paese e specialmente in alcune delle nostre regioni. Si vedrà ma ci vorrà ancora del tempo. Allo stato dei fatti in Europa c’è il sovranista Salvini che tuttavia rappresenta se stesso e il suo legame noto a tutti con Putin. ________________________________________________________________________________________ Se vogliamo trarre una deduzione da questa situazione ne dobbiamo concludere che noi in Europa per ora non ci siamo più. Abbiamo un dittatore nazionale che ancora non ha realizzato interamente questa posizione, per ottener la quale ha posto le premesse che spera si verifichino nelle prossime elezioni tra quattro anni, se non prima. ________________________________________________________________________________________ Naturalmente in questo panorama nazionale niente affatto piacevole ci sarà anche nell’ottobre di quest’anno l’uscita di scena di Mario Draghi. L’abbiamo già detto ma per una nazione come la nostra che aderisce all’euro il cambiamento del presidente della Bce è un evento che può crearci qualche preoccupazione. Se Draghi fosse sostituito dal presidente della Bundesbank il modo di ragionare di quel personaggio, che conosciamo da tempo poiché è sempre stato all’opposizione della politica della Bce, metterebbe in difficoltà la Banca d’Italia e quindi l’intero nostro sistema di politica monetaria. ________________________________________________________________________________________ Draghi ha lasciato un’indicazione sul futuro: né deflazione né inflazione ma stabilità. Questa politica sarebbe la più gradita in Europa e quindi è probabile che il presidente della Bundesbank non otterrà i voti necessari a insediarlo nella carica attualmente gestita ancora da Draghi. Staremo a vedere ma questo è un tema sul quale Salvini non ha alcun peso e neanche alcuna idea: è un sovranista e gli interessa soltanto la politica economica e monetaria del nostro Paese. Le autorità che possono impedire quest’atteggiamento salviniano sono soprattutto due: il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e il presidente della Banca centrale italiana Ignazio Visco. ________________________________________________________________________________________ C’è anche da augurarsi (e io l’ho scritto già varie volte sul nostro giornale) che Draghi assuma una posizione nel sistema bancario europeo, dalla quale possa influire sia pure indirettamente sulla politica della Bce. Questo è un punto che dovrà interessare molto la sinistra italiana del Pd e tutte le personalità che hanno un peso politico e culturale in Europa. ________________________________________________________________________________________ Chi come noi crede in un’Europa federata si rammarica che la politica europeista formulata tanti e tanti anni fa a Ventotene da Altiero Spinelli, Eugenio Colorni ed Ernesto Rossi non abbia ancora alcun esito. L’Europa di oggi non è un terreno molto facile per riuscire a compiere il passo verso la Federazione del Continente. Non mancano tuttavia strumenti, persone, forze economiche, culturali e politiche che spingono verso questa soluzione. ________________________________________________________________________________________ In un mondo globale sarebbe indispensabile che anche l’Europa ne facesse parte, specialmente in vista dello sviluppo enorme della popolazione africana, con quello che ne consegue in tutto l’Oriente arabo, profondamente influenzato dalla Cina e anche dalla Russia. ________________________________________________________________________________________ Tra pochi anni l’Africa sarà il continente numero uno e influenzerà gran parte del Mediterraneo e tutto il Medio Oriente fino ai confini dell’India e della Malesia. L’Italia ne sarà direttamente investita e un conto è che sia una nazione ancora sovranista e un altro è che faccia parte di una federazione europea. Questo è uno dei motivi, e forse quello più importante di tutti, nell’ipotesi di una sostituzione delle forze politiche della sinistra italiana a quelle attuali della destra salviniana. Non c’è molto tempo a disposizione per questa inversione di rotta che riprenda in mano il passato e lo trasformi in un auspicabile futuro. [ESc] ________________________________________________________________________________________ Anno XII N° 23 del 09 giugno 2019
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§01 - La scatola vuota dei 5 Stelle e il nuovo cinema della sinistra (di Eugenio Scalfari Repubblica.it 02 giugno 2019) §02 - Pillon, pensi all'anima sua (di Michele Serra Repubblica.it 28 maggio 2019)
post pubblicato in diario, il 3 giugno 2019


Anno XII N° 22 del 02 giugno 2019 ________________________________________________________________________________________ IL MEGAFONO ________________________________________________________________________________________ PENSIERI DELLA SETTIMANA, COMMENTI E NOTIZIE ________________________________________________________________________________________ La striscia del 02 giugno 2019 ________________________________________________________________________________________ Lega e M5S hanno una differenza di fondo: Salvini possiede le attitudini per condurre un popolo intero, Di Maio no. Quanto al Pd, i liberaldemocratici devono confluire in quel partito, guidato da personalità capaci di rilanciarlo a tutto campo ________________________________________________________________________________________ Eugenio Scalfari ________________________________________________________________________________________ §01 - La scatola vuota dei 5 Stelle e il nuovo cinema della sinistra ________________________________________________________________________________________ (di Eugenio Scalfari Repubblica.it 02 giugno 2019) ________________________________________________________________________________________ La nostra specie si distingue dalle altre per una sola ma fondamentale ragione: vive insieme al "Sé", la consapevolezza del se stesso con tutto ciò che ne deriva. Qualche esempio contribuisce a renderci edotti dell'importanza fondamentale del se stesso. Vediamo. Eraclito ci disse che chi mette il piede nel fiume tocca quell'acqua un solo istante e non la toccherà mai più perché l'acqua scorre, il tuo piede è fermo e questo determina il rapporto tra l'acqua corrente e il piede immobile. È il primo esempio, direi in ordine di tempo, ma contribuì a fondare il principio della relatività. Di esempi ce n'è una quantità: Archimede disse che tutto ciò che vive nel mondo ha i suoi limiti salvo i numeri perché i numeri sono infiniti. ________________________________________________________________________________________ Socrate visse la sua agonia in piena lucidità di pensiero come hanno raccontato alcuni suoi discepoli e soprattutto Fedone. La certezza del filosofo greco era che la morte porta via il "Sé" e questo è tutto: il "Sé" non si ripete in nessun'altra forma e perciò se ha debiti ed è un buon cittadino cerchi di pagarli finché ancora respira e vive. Einstein, dopo lunghi studi, arrivò a teorizzare la relatività generale: il mondo, anzi, l'universo sono composti di particelle il cui movimento cambia di continuo perché viene attratto e a sua volta attrae tutte le particelle che hanno una reciproca comunicazione. ________________________________________________________________________________________ La comunicazione cambia di continuo per la molteplicità delle particelle, la loro distanza continuamente variabile e il loro spessore elettromagnetico. Ma il "Sé" suscita anche pensieri d'altro genere, a cominciare dal rapporto con gli altri: rapporto di pace e di amicizia oppure di guerra e di odio e di amore e potere. Di qui nascono la pace e la guerra e la scienza politica: valori, ideali, interessi. E anche la tempistica: presente, passato, futuro. Servitù e libertà. ________________________________________________________________________________________ L'illuminismo di Condorcet e di Voltaire si basa su un trio di valori: libertà, eguaglianza, fraternità. Questa è stata la civiltà moderna nei periodi positivi della sua esistenza, condizionati a loro volta dalle varie categorie professionali e culturali che hanno distinto il popolo in diverse classi, caratterizzate dalla cultura, dai mestieri, dalla agiatezza materiale e dall'importanza politica che ciascuna delle classi possiede ma che varia continuamente per mille ragioni in ciascuno dei membri di quella classe; talvolta la crisi è individuale e altre volte è collettiva. ________________________________________________________________________________________ Infine c'è una collettività, anzi una infinita quantità di collettività che va dalla famiglia, dagli amici, dai conviventi in un quartiere di una città e della città stessa, di una regione, d'una nazione. Spesso le nazioni lottano in continuazione tra di loro ma altrettanto spesso possono fondersi e assumere la vastità d'un continente. ________________________________________________________________________________________ I popoli a loro volta si distinguono anzitutto per la diversità fisica che li distingue e assai spesso sono popoli vaganti, alla ricerca di luoghi più adatti ad essi per accoglienza con chi vi abita già da tempo, per clima, per occupazioni lavorative e il benessere che può risultarne. Questa è la traccia che dobbiamo avere ben presente se vogliamo in qualche modo giudicare quanto sta avvenendo sotto i nostri occhi in un momento particolarmente delicato sia dal punto di vista politico sia da quello economico. ________________________________________________________________________________________ La premessa di cui sopra ci consente un giudizio e una serie di previsioni su quanto sta accadendo sotto i nostri occhi. ________________________________________________________________________________________ *** Per cominciare ricordiamoci che Salvini viene da Bossi che fu il fondatore della Lega Nord. Quanto a Di Maio, viene da Grillo e dalla sua predicazione decennale. Entrambe queste due origini hanno prodotto i fenomeni ai quali assistiamo in questi recenti anni. Se andiamo a esaminare entrambi questi fenomeni ci rendiamo conto che tutte e due sono partiti dal populismo e tale è rimasta la loro natura. Salvini l'ha estesa all'intero territorio italiano, Di Maio ha avuto una estensione territoriale e politica assai minore, ma il populismo è stato e tuttora è la materia prima di entrambi i due partiti. Il problema non è da poco poiché il populismo non concepisce alcun programma ma segue i capi, anzi, il capo. ________________________________________________________________________________________ Tuttavia i due fenomeni che hanno la stessa origine e hanno seguito lo stesso percorso sono molto diversi uno dall'altro: il populismo di Salvini ha come finalità quella di instaurare una sua dittatura vera e propria. Quella di Di Maio ha in buona parte abbandonato la struttura populista del suo movimento grillino: Grillo si proponeva di abbattere tutte le classi dirigenti esistenti in Italia e poi costruire una classe dirigente propria che avesse come finalità quella di essere la sola. La differenza tra la dittatura di Salvini e la classe dirigente unica di Grillo (e quindi di Di Maio) differiscono proprio in questo: i grillini non concepiscono la dittatura di una persona ma di una classe dirigente. Non una dittatura, dunque, ma una oligarchia che detiene collegialmente il potere. ________________________________________________________________________________________ La differenza tra i due schemi è notevole ma è puramente teorica: Grillo delegò i poteri a Di Maio che fu incaricato di costruire la classe dirigente, ma in realtà questo compito non è stato adempiuto e quindi il Movimento dei Cinque Stelle è stato guidato unicamente da Di Maio così come la ex Lega Nord, diventata nazionale, è guidata unicamente da Salvini. I due movimenti sono di natura analoga con una differenza di fondo: Salvini ha le attitudini per condurre un popolo intero, Di Maio no: ha perso il suo nucleo populista ma non l'ha rimpiazzato in nessun modo. I Cinque Stelle sono una scatola di discreto formato ma praticamente vuota. ________________________________________________________________________________________ Accade infatti sotto gli occhi di tutta la pubblica opinione che l'aumento di suffragi di Salvini va di pari passo con la diminuzione dei seguaci dei Cinque Stelle: uno cresce e l'altro diminuisce. Naturalmente c'è un limite e il Movimento Cinque Stelle non riversa l'intero deflusso sul partito di Salvini, va anche altrove: non vota, vota per il partito democratico, o per i Fratelli d'Italia, insomma si disperde. Al contrario di Salvini i Cinque Stelle in Europa praticamente non esistono. La verità è che Grillo ha prodotto poco o niente al contrario della Lega Nord che si è estesa a tutto il Paese e rappresenta quindi una leadership nazionale che può ancora crescere trasformando l'Italia in una piattaforma mediterranea al servizio della Russia di Putin. Ma la sinistra c'è o non c'è? Questo è il terzo tema. ________________________________________________________________________________________ La parola sinistra è comparsa soltanto da due secoli, non di più. Naturalmente le divisioni politiche tra diversi gruppi sociali sono sempre esistite, nessuna persona è uguale ad un'altra e parole geometriche e topografiche come destra o sinistra non avevano fino a un paio di secoli fa questi significati e quindi non venivano usate politicamente. Neanche gli illuministi le usarono in quel modo. Bisogna arrivare alla sconfitta di Napoleone con la rivoluzione francese che gli stava storicamente alle spalle. A quel punto ecco che la parola sinistra comincia ad essere usata ed evoca inevitabilmente un centro e una destra. ________________________________________________________________________________________ Di fatto, accadde quando il re di Francia Luigi XVI convocò gli Stati generali. Per statuto e per consuetudine essi erano formati da tre gruppi sociali: la religione e i Vescovi che la rappresentavano; la nobiltà; il Terzo Stato che di fatto rappresentava quella che poi fu da tutti chiamata borghesia. Il popolo vero e proprio, quello soprattutto dei contadini che costituivano la maggioranza e dei pochi operai che facevano da servitori e da aiutanti, non aveva un suo nome e non veniva convocata negli Stati generali. Il Terzo Stato era il più numeroso. ________________________________________________________________________________________ La storia ci insegna che la rivoluzione nacque dal fondersi dei tre ordini di Stato e quindi dal dominio del Terzo Stato che propose al re di trasformare gli Stati generali in una assemblea costituente che avrebbe riformato l'intera struttura politico-amministrativa del Paese e che, una volta compiuto il suo lavoro, il re avrebbe dovuto consacrarlo e convocare un'assemblea legislativa che sulla base delle indicazioni della costituente avrebbe promulgato la legge costitutiva. Così infatti accadde e così cominciò la rivoluzione francese. Non si chiamava ancora sinistra il Terzo Stato. Il nome fu inventato da Marat e da lì prese il volo. A pensarci bene, questo fu l'unico risultato politico prodotto da Marat, tuttavia merita di ricordarlo. ________________________________________________________________________________________ I comunisti sovietici non si chiamavano sinistra ma semplicemente comunisti salvo Trotsky che fu un altro (dopo Marat) a riesumare l'aggettivo di sinistra. Indipendentemente da lui, quella parola fu definitivamente coniata e usata durante le rivoluzioni del 1848 che percorsero l'intera Europa. La parola sinistra fu battezzata da Marx insieme a quella comunista ma prese il volo in Europa e nel mondo intero, soprattutto il mondo occidentale, nella seconda metà dell'Ottocento. In Italia più che altrove: la usò Mazzini con la sua "Giovane Italia", la usò Cavour non per definire se stesso ma quelli che con lui avevano fatto un patto politico per portare il Piemonte verso l'unità d'Italia. La usò Garibaldi che diventò in qualche modo il vessillo d'una politica che favoriva le classi popolari, gli operai, i contadini, la borghesia illuminata. ________________________________________________________________________________________ Talvolta ci si domanda le ragioni per cui quella parola diventò il segnale di un programma e il coagulo di interessi e ideali e valori. In Francia nacque il tricolore, bandiera nazionale con tre colori che rappresentavano il bianco l'equità, il blu il territorio, il rosso la sinistra. L'Italia ereditò la medesima bandiera cambiando il blu in verde. ________________________________________________________________________________________ La nostra sinistra attuale ha molto da fare e debbo dire che non può tardare oltre: deve raccogliere i liberaldemocratici nel partito del Pd, guidato da personalità capaci di rilanciare a tutto campo quel partito. Accanto ad esso ci sono movimenti popolari attratti dal Pd e anche capaci di creatività aggiuntive a quelle esistenti nello statuto e nella prassi del partito. Quei movimenti vanno incoraggiati: sono una amplissima platea che guarda un film e si identifica con esso. Il film, gli attori, il racconto che esso contiene, quello è il partito. Gli spettatori che lo guardano con piena soddisfazione e identificazione sono i movimenti che appoggiano e sono pronti a tornare quando ci sia in un altro film la ripetizione delle trame, degli attori, della musica che ne fa parte; insomma spettacolo analogo, attori e autori analoghi, pubblico crescente e identificato con ciò che vede e che segue. ________________________________________________________________________________________ Questo è il compito che deve essere svolto dallo stato maggiore del Pd il quale deve anche disporre di mezzi che diffondano il suo messaggio rappresentato dal film. ________________________________________________________________________________________ Non farò nomi di chi è addetto a compiti così impegnativi. Li ho già fatti varie volte e ripeterli è inutile e noioso. Auguro a chi è incaricato di produrre l'azione politica di una sinistra moderna di aver chiaro il compito e di eseguirlo con rapida efficacia. [ESc] ________________________________________________________________________________________ La striscia del 02 giugno 2019 ________________________________________________________________________________________ Non trovo le parole per dire quanto irrispettoso, anzi quanto violento sia questo necrologio non richiesto. Di tutto hanno bisogno, le nostre anime incerte, tranne che di farsi raccomandare al creatore dal senatore Pillon. ________________________________________________________________________________________ Michele Serra ________________________________________________________________________________________ §02 - Pillon, pensi all'anima sua ________________________________________________________________________________________ (di Michele Serra Repubblica.it 28 maggio 2019) Il senatore leghista Simone Pillon ha provveduto a scrivere su Vittorio Zucconi le seguenti parole: "Prego per lui perché al là delle inutili e faziose celebrazioni di Repubblica si salvi l'anima. Ora, dove si trova, vede tutto molto chiaramente". ________________________________________________________________________________________ È una specie di sequestro di persona post-mortem. Non bastando, ai fondamentalisti, l'intolleranza in terra, tentano di estenderla anche laddove il sorriso allegro di Vittorio se ne va a zonzo, libero e leggero, oltre il profilo dei monti, oltre le onde del mare, in fondo al rettilineo interminabile di una Statale americana. In quell'oltre quelli come Pillon vedono solo espiazione e punizione, una specie di penitenziario retto dal Padre contro i figli; e uno spiraglio di luce solo per chi ha pagato la bolletta con le sue giaculatorie e la sua sottomissione. ________________________________________________________________________________________ Loro, di quell'oltre, si considerano i concessionari esclusivi. Lo hanno costruito loro, non certo Dio, a misura delle loro paure e delle loro necessità di controllo sociale e politico (per dire quanta spiritualità ci sia, dentro quel nero ordine: zero!) e non concedono, a noi miscredenti, nemmeno la libertà di andarcene alla nostra maniera. Che non è la loro. ________________________________________________________________________________________ Non trovo le parole per dire quanto irrispettoso, anzi quanto violento sia questo necrologio non richiesto. Di tutto hanno bisogno, le nostre anime incerte, tranne che di farsi raccomandare al creatore dal senatore Pillon. ________________________________________________________________________________________ "L'anima sceglie il proprio compagno" (Emily Dickinson). Non è lei, senatore Pillon, la compagnia che Vittorio avrebbe scelto. Si taccia, per cortesia, e pensi all'anima sua, che alla nostra provvediamo da soli. Grazie. [MSe] ________________________________________________________________________________________ Anno XII N° 22 del 02 giugno 2019
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