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PENSIERI DELLA SETTIMANA, COMMENTI E NOTIZIE
Qui ad Atene noi facciamo così
post pubblicato in diario, il 30 agosto 2019


Qui ad Atene noi facciamo così
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§01 - Un governo forte per un’Italia risorta (di Eugenio Scalfari Repubblica.it 25 agosto 2019) §02 - Il Pd e il rischio statalista (di Ferdinando Giuliano Repubblica.it 23 agosto 2019)
post pubblicato in diario, il 25 agosto 2019


Anno XII N° 34 del 25 agosto 2019 _______________________________________________________________________________________ IL MEGAFONO _______________________________________________________________________________________ PENSIERI DELLA SETTIMANA, COMMENTI E NOTIZIE _______________________________________________________________________________________ La striscia del 25 agosto 2019 _______________________________________________________________________________________ Si può condividere o avversare la sinistra ma la sua esistenza consistente è indispensabile per l’equilibrio generale del Paese, così come avviene in circostanze analoghe in tutte le nazioni _______________________________________________________________________________________ Eugenio Scalfari _______________________________________________________________________________________ §01 - Un governo forte per un’Italia risorta _______________________________________________________________________________________ (di Eugenio Scalfari Repubblica.it 25 agosto 2019) _______________________________________________________________________________________ Di Maio ha deciso di affidare a Giuseppe Conte il governo da costruire insieme a Zingaretti e al Partito democratico. Ci ha pensato alcuni giorni Di Maio, l'opinione pubblica si era convinta che il capo politico dei 5S avesse del tutto scartato l'idea di far proseguire il premier. Invece no. Di Maio ha evidentemente deciso che l'incarico a Conte avrebbe non già diminuito ma rafforzato il prestigio politico del suo movimento; di qui la novità che ha suscitato molto stupore e in alcuni rigetto e incomprensione. Questi sentimenti di perplessità si sono anche diffusi nell'area della sinistra e soprattutto nel gruppo dirigente del Pd. Perché Conte? Con quali finalità Di Maio ha preso questa decisione? E quale può essere la risposta della sinistra democratica? _______________________________________________________________________________________ Siamo ancora a questo punto e non è affatto detto che sia superabile. Qualora ciò accadesse è possibile se non addirittura probabile che Di Maio si serva del nome di Conte per negoziare un ripristino dei contatti con Salvini e la Lega. Alcuni insinuano che questa sia stata in effetti la ragione che ha spinto il leader dei Cinquestelle a rimettere in ballo Conte: Salvini può in qualche modo perdonare a Conte le ferite che gli ha inferto? Probabilmente sì ma resta da vedere se Conte accetterebbe di continuare non più un governo ma un'amicizia politica che potrebbe arrecargli qualche beneficio anche se di seconda mano. È questa la situazione? Di Maio ha scherzato o ha fatto sul serio? Ha puntato sulla sinistra o su una più forte amicizia politica con la Lega? _______________________________________________________________________________________ La risposta a questa domanda non viene tanto da Salvini ma soprattutto da Zingaretti. Se il partito democratico se ne infischia dell'alleanza con i Cinquestelle e preferisce andare da solo alle elezioni che in questo caso sarebbe proprio il Pd a pretendere dal Quirinale, il mutamento della situazione politica italiana e di riflesso in quella europea sarebbe notevole, ma i risultati per la sinistra sarebbero molto in dubbio. Vedremo nei prossimi giorni che cosa accadrà e se esistono altre alternative politiche a quelle fin qui esposte. _______________________________________________________________________________________ *** Le risposte alle domande fin qui fatte sono inevitabilmente assai friabili. Personalmente mi permetto non soltanto di esprimere un giudizio su quanto è fin qui accaduto, ma di suggerire una serie di possibili soluzioni che a mio avviso sarebbero fortemente utili a quanto accadrà nel nostro Paese. Con i tempi che corrono il Pd allo stato dei fatti sta oscillando nei sondaggi tra il 22 e il 24 per cento; le forze liberal-socialiste che ruotano intorno al partito e che in circostanze elettorali hanno già manifestato l'intenzione di votare come il Partito senza tuttavia farne parte direttamente, porterebbero il complesso della sinistra italiana intorno al 40 per cento. Una consistenza notevole, la stessa che aveva ottenuto Renzi con il Pd alle Europee, poi precipitato. _______________________________________________________________________________________ Abbiamo più volte esaminato la storia della sinistra italiana ai tempi di Palmiro Togliatti, di Pietro Longo e infine di Enrico Berlinguer. Oggi una ripresa di forza e di intelligenza politica è indispensabile non soltanto per chi condivide quei valori e quegli ideali, ma per il Paese intero si può condividere o avversare la sinistra ma la sua esistenza consistente è indispensabile per l'equilibrio generale del Paese, così come avviene in circostanze analoghe in tutte le nazioni. _______________________________________________________________________________________ La sua storia è molto lunga e purtroppo ha sempre manifestato una servitù più che una libertà. Ho più volte citato a questo proposito la "Servitù volontaria" di Étienne de La Boétie che la dice lunga su questo problema. Detto questo, la nostra sinistra non può limitarsi a ricostruire la propria esistenza: è depositaria di valori e di ideali rappresentati in passato da personaggi a tutti noti e da noi assai spesso indicati come portatori del nostro destino nazionale. Non starò a fare di nuovo queste citazioni ma le ricordo perché la nostra sinistra di questa fase deve comportarsi con vigore e con giudizio. Diversamente andremmo incontro a un caos non soltanto della sinistra ma della democrazia e questo è ancora più grave. _______________________________________________________________________________________ *** È evidente che il Pd e l'area politica che gli ruota attorno non possono puntare esclusivamente sulle proprie forze. L'intelligenza politica richiede a nostro avviso un obiettivo che non giovi soltanto alla sinistra ma all'equilibrio del Paese. Questo significa che la risposta a Di Maio dovrebbe essere assai più complessa di quella che ripropone un'alleanza con una sinistra rilanciata. Non basta. Un governo in questo modo non è fattibile e non è escluso che Di Maio possa aver pensato anche a quest'ipotesi. La sinistra da sola? Di Maio potrebbe proseguire il sostegno a Conte ma riavvicinarsi a Salvini il quale a sua volta avrebbe il massimo interesse a recuperare i Cinquestelle. La soluzione di questo imbroglio è nelle mani di Zingaretti e dei dirigenti del Pd. Una soluzione c'è, vogliono ascoltarla? _______________________________________________________________________________________ Si chiama "governo forte" e il modo per realizzarlo, a nostro avviso, è il seguente: _______________________________________________________________________________________ 1) accettare la proposta di Di Maio del rilancio politico di Giuseppe Conte. Personalmente ritengo che Conte sia sostanzialmente più orientato verso il centro e addirittura il centrosinistra che non la destra salviniana. _______________________________________________________________________________________ 2) l'uomo del futuro per quanto riguarda la sinistra liberal-democratica dovrebbe essere Enrico Letta e Zingaretti dovrebbe pretendere che il governo Conte abbia Letta come vicepresidente del Consiglio e ministro degli Esteri. Sarebbe previsto fin da ora che Conte, dopo aver governato insieme a Letta per sette-otto mesi, lasci a Letta il campo: primo ministro e ministro degli Esteri. Il governo Letta potrebbe durare fino al termine della legislatura e della presidenza della Repubblica, cioè fino al 2022: due anni di governo per Letta e un futuro non certo limitato a due anni. _______________________________________________________________________________________ La soluzione Conte-Letta è oggettivamente la migliore possibile: metterebbe in ulteriore difficoltà Salvini, renderebbe ancora più debole l'alleanza con Berlusconi e segnerebbe un miglioramento notevole per il nostro Paese. È probabile e sicuramente possibile che i Cinquestelle cessino di esistere e uniscano le loro forze a quelle di un centrosinistra europeo. Ricordo qui il Manifesto scritto e diffuso negli anni Quaranta del secolo scorso da Altiero Spinelli, Eugenio Colorni ed Ernesto Rossi, sull'Europa unita e sull'Italia democratica. Ricordo anche il motto "Giustizia e libertà" dei fratelli Rosselli ed infine il Partito d'Azione di Ugo La Malfa. Questa è stata l'Italia i cui uomini, i cui valori, i cui ideali dovrebbero accompagnarci nella marcia verso il futuro. _______________________________________________________________________________________ *** È venuto il momento, com'è abitudine fare nei miei articoli domenicali, di chiudere in armonia ed è quello che farò. _______________________________________________________________________________________ Il Quirinale dovrà cambiare il Presidente nel 2022. Mattarella è stato e sarà ancora per due anni un Presidente eccellente. Diventerà senatore a vita e quindi una voce autorevole e preziosa per la nostra democrazia. Chi sarà il suo successore non è facile prevedere: potrebbe essere Romano Prodi, Walter Veltroni, Mario Draghi. Quest'ultimo nome sarebbe uno dei più preziosi ma personalmente dubito che accetterebbe una carica di quel genere, chissà. Noi, la nostra opinione pubblica, abbiamo il difetto di concepire il presidente della Repubblica come un personaggio puramente formale, che ha alcuni poteri ma estremamente ridotti. _______________________________________________________________________________________ Errore, non è così. Il presidente della Repubblica è depositario di valori e perfino di poteri di governo. Non a caso presiede la magistratura e può formulare dei decreti che poi affida al ministro competente e alla ratifica del Parlamento. Altri poteri della massima importanza competono alla Corte costituzionale e altri ancora alla Corte di cassazione. Queste istituzioni andrebbero parzialmente ammodernate ma comunque rappresentano una divisione di poteri che riassumono, considerati nel loro insieme, i grandi valori della democrazia. _______________________________________________________________________________________ Il nostro Paese deve e può modernizzare la nostra società, la modernità ha raggiunto un punto di grande importanza e ormai distingue politicamente i democratici liberi ed uguali fra conservatori e progressisti. I primi fanno durare i valori per due o tre generazioni. I secondi dopo una generazione sentono già il bisogno di un mutamento. L'insieme di queste due categorie costituisce il massimo della modernità che dobbiamo realizzare con una trascendenza di valori e di ideali. Di solito termino i miei articoli con una citazione poetica. Questa volta è la seguente: "Ami domani chi mai amò / E chi amò ami domani". [ESc] _______________________________________________________________________________________ La striscia del 25 agosto 2019 _______________________________________________________________________________________ La tentazione massimalista immagina di ripristinare il ruolo centrale dello Stato: un accordo con i 5 Stelle sarebbe lo strumento perché la sinistra possa tornare a “fare la sinistra”. Si tratta di una sirena molto pericolosa. _______________________________________________________________________________________ Ferdinando Giuliano (L’autore è editorialista di Bloomberg Opinion) [FeG] _______________________________________________________________________________________ §02 - Il Pd e il rischio statalista _______________________________________________________________________________________ (di Ferdinando Giuliano Repubblica.it 23 agosto 2019) _______________________________________________________________________________________ Con l’entusiasmo di due fidanzati interessati solo al contratto prematrimoniale, Partito Democratico e Movimento 5 Stelle hanno avviato le discussioni su un eventuale programma di governo. Prima di firmare qualsiasi accordo, se mai si farà, il Pd farebbe però bene a chiarirsi le idee su quale politica economica intenda perseguire. _______________________________________________________________________________________ Da una parte c’è infatti il riformismo riluttante praticato dai Democratici nelle loro ultime esperienze di governo. L’idea di fondo, seppur tra molti tentennamenti, era quella di riformare il Paese per stimolare l’iniziativa privata e incoraggiare le aziende a investire. Dall’altra, c’è invece la tentazione massimalista, che considera questa linea fallimentare e immagina di ripristinare il ruolo centrale dello Stato. Secondo questa visione del mondo, un accordo con i 5 Stelle sarebbe addirittura lo strumento perché la sinistra possa tornare a “fare la sinistra”. _______________________________________________________________________________________ Si tratta, quest’ultima di una sirena molto pericolosa. Dalla gestione della crisi Alitalia al reddito di cittadinanza, i 5 Stelle, e in particolare il vicepremier Luigi Di Maio, hanno perseguito politiche assistenzialiste da Prima Repubblica, che poco hanno a che fare con la tutela dei più deboli o il superamento di presunti fallimenti di mercato. Negli ultimi anni, il Pd era diventato un partito animato dall’intenzione di ammodernare l’Italia, aprirla e renderla competitiva. Spostare le lancette indietro vuol dire ammettere di aver perso la scommessa. _______________________________________________________________________________________ Per un eventuale governo giallo-rosso, il primo problema sarà la legge di bilancio, ma si tratta di un ostacolo tutto sommato superabile. L’Italia ha davanti una manovra complessa, che dovrà stabilire come fronteggiare il previsto aumento dell’Iva per 23 miliardi di euro. Il rallentamento della zona euro e il calo dello spread legato anche all’annunciato intervento in settembre della Banca Centrale Europea creeranno dei margini di manovra maggiori rispetto a quanto temuto solo pochi mesi fa. I 5 Stelle — al netto della loro retorica spendacciona — hanno mostrato nell’ultimo anno un desiderio di fondo di cercare il compromesso con la Commissione Europea. Un accordo sui saldi dovrebbe trovarsi anche questa volta. _______________________________________________________________________________________ Le questioni aperte, invece, sono altre. Durante i suoi anni al governo, il Pd ha ottenuto una leggera ma costante diminuzione della pressione fiscale, spesso finanziata grazie a un maggior deficit. La speranza di alcuni a sinistra è che i Democratici invertano questa tendenza, aumentando le tasse in particolare sui più abbienti e sulle imprese, per finanziare, ad esempio, un aumento degli investimenti pubblici. È questa l’intenzione del segretario Nicola Zingaretti? Va ricordato che una maggiore spesa pubblica non è necessariamente sinonimo di equità: secondo gli ultimi dati Ocse, in Italia circa il 40% dei trasferimenti verso individui in età lavorativa va al 20% più ricco, mentre il 20% più povero ne riceve meno del 10 per cento. _______________________________________________________________________________________ C’è poi il tema, enorme, del sistema di welfare e del mercato del lavoro. Il reddito di cittadinanza non aiuta i cittadini maggiormente in difficoltà — come gli immigrati e le famiglie numerose. Troppi soldi vengono buttati nel sistema dei “navigator”, che si sta dimostrando assolutamente caotico. La domanda è se il Pd avrà la forza di riformare questa baraonda, ritornando al suo reddito di inclusione. _______________________________________________________________________________________ Che ne sarà poi di Quota 100 — un provvedimento che beneficia un ristretto gruppo di sessantenni, a scapito delle nuove generazioni? O dei provvedimenti di riforma del mercato del lavoro come il Jobs Act di Matteo Renzi, messi sotto accusa da Di Maio, con il confuso decreto dignità? Il Pd vuole difendere il suo operato, o dare ragione ai 5 Stelle? _______________________________________________________________________________________ Se mai partirà, il governo giallo-rosso ci dirà molto su chi vogliono essere i Democratici. Tra passato e futuro, meglio guardare avanti. [FGi] _______________________________________________________________________________________ La striscia del 25 agosto 2019 _______________________________________________________________________________________ Comunque vada a finire, la performance di Zingaretti andrà giudicata tenendo conto di un coefficiente di difficoltà altissimo: sta facendo ogni passo con Renzi in groppa. _______________________________________________________________________________________ Michele Serra _______________________________________________________________________________________ §3 - L’Amaca: L'uomo in groppa _______________________________________________________________________________________ (di Michele Serra Repubblica.it 25 agosto 2019) _______________________________________________________________________________________ Comunque vada a finire, la performance di Zingaretti andrà giudicata tenendo conto di un coefficiente di difficoltà altissimo: sta facendo ogni passo con Renzi in groppa. Sale le scale con Renzi in groppa, si siede al tavolo delle trattative con Renzi in groppa, chiede di andare un attimo in bagno, o al bar, con Renzi in groppa, saluta e scende la scale con Renzi in groppa. _______________________________________________________________________________________ La fatica è doppia; tripla se si considera che, mentre lui sgobba e suda, l'uomo in groppa, comodamente seduto in groppa, commenta le fasi salienti della gara, o saluta qualcuno del pubblico, o fa dei segni alle telecamere. _______________________________________________________________________________________ Sembra una di quelle gare da saga rurale, tipo la corsa con la fidanzata in braccio, o i cento metri con un cavo elastico di cinquanta attaccato alle caviglie, o la corsa nei sacchi di patate con le patate ancora nel sacco. Divertente se uno lo fa per far ridere gli amici, abbastanza penoso se uno è il segretario di un partito e sta conducendo una faticosissima e forse inutile trattativa per formare una maggioranza di governo: con un maschio adulto, di almeno ottanta chili di peso, seduto in groppa. _______________________________________________________________________________________ Si sa che l'uomo in groppa lamenta di avere subito, in passato, uguale sorte: anche lui era il segretario del partito, anche lui aveva vinto le primarie, anche a lui toccò di lavorare con una parte non piccola del partito che gli faceva da zavorra. Ora sta rendendo la pariglia, con interessi molto esosi. Per ogni dieci chili di slealtà che ha dovuto sopportare, ne restituisce venti. _______________________________________________________________________________________ Il problema è che a rimetterci, nel primo caso come nel secondo, non è il segretario in carica: è il partito e sono i suoi elettori. Se fossi Zingaretti organizzerei, alla vecchia maniera, una sottoscrizione militante, generosa, lungimirante, per finanziare il partito. Non il Pd: quello di Renzi, così poi si porta in groppa da solo. [MSe] _______________________________________________________________________________________ Anno XII N° 34 del 25 agosto 2019
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§01 - L'onda della sinistra contro un leader azzoppato (di Eugenio Scalfari Repubblica.it 18 agosto 2019) §02 - Crisi: Prodi propone un governo con "maggioranza Ursula" (Politica Italia Repubblica.it 18 agosto 2019)
post pubblicato in diario, il 18 agosto 2019


Anno XII N° 33 del 18 agosto 2019 _______________________________________________________________________________________ IL MEGAFONO _______________________________________________________________________________________ PENSIERI DELLA SETTIMANA, COMMENTI E NOTIZIE _______________________________________________________________________________________ La striscia del 18 agosto 2019 _______________________________________________________________________________________ Se non s'interviene a cambiare tutto questo, il barbaro avrà comunque il sopravvento. Bisogna cambiare le cose, tutte le cose, con idee, programmi, comportamenti. Lo raccomandava già 500 anni fa, dalla sua altezza di pensiero, Niccolò Machiavelli. Possibile che non abbiamo ancora imparato questa semplice lezione?". _______________________________________________________________________________________ Eugenio Scalfari _______________________________________________________________________________________ §01 - L'onda della sinistra contro un leader azzoppato _______________________________________________________________________________________ (di Eugenio Scalfari Repubblica.it 18 agosto 2019) _______________________________________________________________________________________ Stanno accadendo molte cose nella politica italiana di oggi, tutt'altro che gradevoli e non parlo a nome d'una sinistra democratica che cerca di difendersi dal prevalere di una destra totalitaria. Parlo piuttosto dei Barbari e ricavo questa mia visione da un bellissimo articolo di Alberto Asor Rosa uscito sul nostro giornale martedì 13 agosto e intitolato "I barbari visti da vicino". Merita una citazione che servirà a chiarirci quello che accade sotto i nostri occhi. _______________________________________________________________________________________ "L'Italia è stata sottoposta, nel suo complesso in questi ultimi decenni a un autentico processo di "barbarizzazione". La "barbarie" oggi è dappertutto, costumi, persuasioni etiche, forme della politica, rapporti umani, usi e abitudini della lingua. Se non s'interviene a cambiare tutto questo, il barbaro avrà comunque il sopravvento. Bisogna cambiare le cose, tutte le cose, con idee, programmi, comportamenti. Lo raccomandava già 500 anni fa, dalla sua altezza di pensiero, Niccolò Machiavelli. Possibile che non abbiamo ancora imparato questa semplice lezione?". _______________________________________________________________________________________ Dunque il "barbaro". Ricordo a questo punto un incontro che ebbi molti anni fa con Beppe Grillo, quando iniziò a predicare al popolo che lo ascoltava che cosa bisognava fare per creare una situazione nuova. "Abolire le classi dirigenti, qualunque sia la loro collocazione politica. Il popolo non vuole le caste dirigenti e quindi deve tagliare gli alberi e lasciare il prato ai suoi piedi. Quando questa operazione sarà compiuta noi faremo il nostro programma, ma fino ad allora il daffare è chiaro: tagliare gli alberi". _______________________________________________________________________________________ I Cinquestelle che sono venuti dalla predicazione di Grillo hanno appunto tentato di abolire le classi dirigenti. A guardare la situazione dieci anni dopo non si può dire che questo obiettivo sia stato realizzato: i Cinquestelle una classe dirigente l'hanno creata, è la loro, ma un programma vero e proprio non c'è. Hanno oscillato tra sinistra e destra, attirando cittadini demotivati. In certi momenti la predicazione grillina ha fatto presa ed è arrivata sopra il 30 per cento dei voti in elezioni nazionali o locali; ma erano elettori che entravano e uscivano, votavano e non votavano, guardavano a sinistra e alla fine approdavano a destra. Forse attratti dal barbaro Matteo Salvini. _______________________________________________________________________________________ Ciò che sta accadendo oggi somiglia decisamente alla materia friabile dei Cinquestelle: allo stato dei fatti i loro attuali elettori vengono valutati intorno al 15 per cento, molliche di pane di quella che fino a pochi mesi fa era una grossa pagnotta. Questo è una parte di ciò che avviene ma certo è ben lontana dal tutto. L'Italia sta attraversando una sorta di maremoto permanente in politica e questo è certamente l'aspetto più importante della situazione attuale visto che la politica muove le società. _______________________________________________________________________________________ E tuttavia accanto a essa c'è la situazione economica. L'economia condiziona la politica e viceversa: sono due attività sociali fortemente intrecciate, l'una determina l'altra reciprocamente. Un'economia che va a rotoli lascia la politica priva di difese e costretta soltanto a rigenerare l'attività economica. E viceversa. Sono dunque due facce della stessa medaglia. _______________________________________________________________________________________ Com'è stata la situazione italiana a partire dalla fine della guerra mondiale e la sconfitta del nostro Paese? Per capir bene l'andamento economico e finanziario, l'analisi ha come punto di concentrazione la Banca d'Italia: non siamo un'eccezione, avviene in tutti i paesi l'importanza operativa delle banche centrali. _______________________________________________________________________________________ In Italia i banchieri centrali sono stati: Luigi Einaudi (che poi diventò presidente della Repubblica italiana), Donato Menichella, Guido Carli, Paolo Baffi, Carlo Azeglio Ciampi, Antonio Fazio, Mario Draghi (poi presidente della Banca centrale europea per la quale il suo mandato scadrà tra pochi mesi), Ignazio Visco. È stata una banca centrale adeguata a un paese come il nostro, in un continente come l'Europa e con una moneta comune, l'euro, adottata dai diciannove Paesi principali dell'Unione europea? Sì, è stata una banca adeguata e se vogliamo esser chiari ha costituito la spina dorsale di sostegno dell'economia nazionale. _______________________________________________________________________________________ La sua politica è stata coerente: sviluppo dell'economia, sbarramento contro la deflazione, controllo adeguato dell'inflazione, investimenti in obbligazioni ed emissione valutaria. Una politica di investimenti in obbligazioni pubbliche e anche private e il tentativo di mantenere il debito pubblico in condizioni accettabili. Quest'ultimo è stato il tentativo riuscito a metà, poiché il debito pubblico è fortemente aumentato negli ultimi decenni e tuttavia con un volume ancora accettabile, specialmente se sarà contenuto e leggermente diminuito negli anni a venire. Da questo punto di vista la politica della Bce di Draghi ha avuto una funzione assai positiva. È sperabile che i suoi successori la proseguano. _______________________________________________________________________________________ Una delle misure che ritengo estremamente importante è l'abolizione del cuneo fiscale. Ha avuto fino a qualche anno fa una certa utilità ma poi l'ha persa del tutto e quindi non vale la pena, come talvolta in questi anni è stato fatto, di tagliarne il 5 o il 10 o addirittura il 20 per cento, va abolito completamente e sostituito con una politica finanziaria che tenga conto dei redditi e dei patrimoni. _______________________________________________________________________________________ La scala dei redditi è quella che più dimostra la struttura socio-economica del nostro Paese. Vanno sostenuti i redditi bassi, con il denaro pubblico. Man mano che dai redditi bassi si va verso il reddito medio che è quello più numeroso dei percettori, il dare e l'avere tenderanno a uguagliarsi, il reddito medio cioè campa da solo. _______________________________________________________________________________________ Ma poi i redditi diventano alti e allora una parte crescente di essi viene utilizzata per il sostegno dei redditi inferiori. Questa situazione cresce con il crescere dei ricchi, sia dei redditi sia dei patrimoni ed entrambi vanno tassati in misura crescente, fino a un taglio notevole. _______________________________________________________________________________________ Filosoficamente parlando, questa politica non è altro che l'introduzione del criterio dell'uguaglianza accanto a quello della libertà. Perfino la morale cattolica di papa Francesco ha il criterio dell'uguaglianza come uno dei valori principali del Dio Unico che governa il mondo. _______________________________________________________________________________________ La politica italiana ha avuto finora come attore principale Matteo Salvini, ministro dell'Interno e vicepresidente del Consiglio assieme a Luigi Di Maio dei Cinquestelle. Entrambi vicepresidenti con un presidente: Giuseppe Conte. _______________________________________________________________________________________ In questi ultimi mesi Salvini ha messo a punto una politica molto determinata: vuole elezioni entro il mese di ottobre, per la Lega e i suoi alleati Meloni e Berlusconi. Risulterebbe sicuramente vincente. Di Maio? È ridotto al minimo, poco più che una mosca, ma nella valutazione di Salvini noie non ne darà, non ne ha la forza né politica né personale. Sta lì, anche loro a destra con qualche tentazione verso sinistra, ma la mosca cocchiera non serve a niente. _______________________________________________________________________________________ Il progetto di Salvini ha un seguito molto importante: a elezioni vinte e a Camere sciolte, c'è posto per una nuova struttura costituzionale più autoritaria. Questo progetto dovrebbe realizzarsi nel 2022, quando l'attuale presidente della Repubblica concluderà il suo mandato. Di qui ad allora la Lega ha in mano il governo, il premier Conte potrebbe essere destinato a un incarico europeo. Di Di Maio abbiamo già detto: respira a fatica. Salvini sarebbe il premier d'un governo che il presidente della Repubblica dovrebbe tollerare poiché, nella testa salviniana, non avrebbe altra scelta. _______________________________________________________________________________________ Da una settimana in qua il progetto di Salvini sta attraversando una fase di grande agitazione: Conte lo contrasta, bene o male è il presidente del Consiglio ed è lui l'interlocutore del presidente della Repubblica Sergio Mattarella. La mosca cocchiera dei Cinquestelle rappresenta tuttavia un intralcio ai progetti salviniani. Un altro intralcio può venire da Berlusconi, il quale detesta i sovranisti e ostenta una politica filoeuropeista. Sullo sfondo resta l'inchiesta su Moscopoli. Inoltre c'è in campo la sinistra e non è più un avversario da poco. _______________________________________________________________________________________ Da parecchio tempo la sinistra si era addormentata. Sussisteva ancora in certi luoghi ed era stata ravvivata dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano il quale di fronte all'ondata di crisi economicamente sconvolgente arrivata dall'America e simile in molti aspetti a quella che ci fu nel 1929, aveva incaricato di fronteggiare quella tempesta il grande esperto dell'economia Mario Monti e la ministra Fornero come sua principale collaboratrice. Dopo nemmeno due anni, per effetto del voto, Monti fu sostituito da Enrico Letta, il quale governò un anno e continuò a tenere sotto controllo la situazione economica. A quel punto sbucò fuori Matteo Renzi il quale, molto abile in queste scalate personali, conquistò il Partito democratico e fece fuori Letta andando lui al governo. _______________________________________________________________________________________ La sinistra democratica non soffrì della conquista renziana, anzi arrivò fino al 40 per cento alle Europee. Poi Renzi, che assommava le cariche di segretario del partito e presidente del Consiglio, varò la sua riforma costituzionale con l'abolizione del Senato (adibito a compiti importanti ma locali). Propose per la Camera una legge elettorale con un meccanismo che avrebbe premiato il partito vincitore, dotandolo di grande potere. Contro la riforma costituzionale ci fu la richiesta di un referendum nel quale il voto negativo stravinse. Renzi perse le staffe. Il governo fu affidato a Gentiloni. Alle elezioni del 2018 il Pd crollò al 18 per cento. Questo è il passato recente. _______________________________________________________________________________________ La sinistra democratica si è risvegliata con la discesa in campo del governatore del Lazio Nicola Zingaretti il quale la sta rilanciando, sia come partito con il suo stato maggiore di notevole efficienza e anche come movimento diffuso in tutta Italia. Il partito ha oggi una stima tra il 23 e il 25 per cento (notevole). Intorno, un'area di simpatizzanti e scontenti di sinistra valutato tra il 15 e il 20 per cento. Il totale della sinistra insomma viaggia verso il 40 per cento. Non è poco e potrebbe crescere ancora di più con alleanze piccole ma non da buttar via. _______________________________________________________________________________________ E Renzi? Parla molto, Renzi. Ha rilanciato la sua collaborazione con Zingaretti, ma ha anche ripetuto più volte la sua primazia per la conduzione del partito. Non contro Zingaretti ma con lui. Si dovrebbero dividere il potere? Non è chiaro. Zingaretti è disponibile ad affidare a Renzi un compito importante, ma non a condividere il potere tanto più che Renzi non è un personaggio che condivide. La sinistra potrebbe anche contare su un disgregarsi di quanto resta dei Cinquestelle. Si vedrà. "Bisogna cambiare le cose, tutte le cose, con idee, programmi, comportamenti", Machiavelli insegna, ce l'ha ricordato Asor Rosa. [ESc] _______________________________________________________________________________________ La striscia del 18 agosto 2019 _______________________________________________________________________________________ L'ex premier e padre nobile dei dem dà il suo sostegno a una coalizione composta dalle forze politiche che a Strasburgo hanno eletto la nuova presidente della Commissione von der Leyen. E avverte: "No a scissioni nel Pd" _______________________________________________________________________________________ Repubblica _______________________________________________________________________________________ §02 - Crisi: Prodi propone un governo con "maggioranza Ursula" _______________________________________________________________________________________ (Politica Italia Repubblica.it 18 agosto 2019) _______________________________________________________________________________________ L'ex premier e padre nobile dei dem dà il suo sostegno a una coalizione composta dalle forze politiche che a Strasburgo hanno eletto la nuova presidente della Commissione von der Leyen. E avverte: "No a scissioni nel Pd" _______________________________________________________________________________________ Una coalizione di governo "Ursula", italianizzata "Orsola", nel Parlamento italiano tra le forze che a Strasburgo hanno eletto la nuova presidente della Commissione von der Leyen: a proporla è Romano Prodi, in un fondo scritto per il Messaggero. L'ex premier e padre nobile dei dem avalla esplicitamente l'ipotesi di un accordo tra Pd e M5s (e verosimilmente parte di FI), ma questo accordo dovrà essere di legislatura: "Bisogna partire", ha osservato, "dalle ragioni che hanno portato al declino del governo attuale e preparare le basi di una maggioranza costruita attorno a un progetto di lunga durata, sottoscritto in modo preciso da tutti i componenti della coalizione. E' un compito difficilissimo ma non impossibile. È stato messo in atto in Germania". _______________________________________________________________________________________ "È chiaro che l'accordo deve prima di tutto fondarsi sul reinserimento dell'Italia come membro attivo dell'Unione europea", ha sottolineato Prodi, "forse bisognerebbe battezzare questa necessaria coalizione filoeuropea 'Orsola', cioè la versione italiana del nome della nuova presidente della Commissione europea. Deve essere un accordo duraturo: non per un tempo limitato ma nella prospettiva dell'intera legislatura". _______________________________________________________________________________________ IL CALENDARIO DELLA CRISI _______________________________________________________________________________________ Perché questo sia credibile è innanzitutto necessario che contenga, in modo preciso e analitico, i provvedimenti e i numeri della prossima legge finanziaria. "Non sarà certo facile - aggiunge il Professore - trovare l'unità necessaria per definire questo programma fra partiti che si sono tra di loro azzuffati per l'intera durata del governo e che hanno perfino un diverso concetto del ruolo delle istituzioni nella vota del Paese". _______________________________________________________________________________________ Altra condizione imprescindibile è l'unità del Pd: il rischio scissioni nel partito sul dialogo con il M5s va assolutamente scongiurato. "Non ho la minima idea di come possa svolgersi un congresso dei 5 stelle perchè sono cresciuto con la convinzione che per confrontarsi sia necessario almeno guardarsi in faccia", ha spiegato, "ma ho un'idea ben chiara sulla necessità di aprire un dibattito nell'ambito del Partito democratico, così che la posizione prevalente possa portare avanti in modo deciso e fermo le decisioni prese, senza che esse vengano continuamente messe in discussione, anche con ipotesi di scissione" [Rep] _______________________________________________________________________________________ La striscia del 18 agosto 2019 _______________________________________________________________________________________ Non sperate che passi. Preparatevi. Sono già organizzate in rete, con tutta evidenza, e a dispetto di ogni possibile dubbio: basta che il Capo parli e indichi il bersaglio, e a migliaia (migliaia!) azzannano e bastonano, una muta di umani feroci che magari la sera accarezzano i bambini (sono "mamme" e "papà") _______________________________________________________________________________________ Michele Serra _______________________________________________________________________________________ §3 - L’Amaca [Il controllore in braghe corte] _______________________________________________________________________________________ (di Michele Serra Repubblica.it 02 agosto 2019) _______________________________________________________________________________________ Il tipetto in braghe corte e maglietta verde che, su un treno di Trenord, intima al "negro del cazzo" di mostrargli il biglietto, senza averne nessun titolo se non la sua maglietta verde, è solo l’inizio. Non fatevi illusioni. Non sperate che passi. _______________________________________________________________________________________ Lui si sente lo Stato: il nuovo Stato, giovane e vigoroso, che sta per prendere il posto di quello vecchio, decadente e imbelle. La democrazia: che schifo, che inutile orpello. _______________________________________________________________________________________ Di tipi umani simili ce n’è a bizzeffe, maschi tra i trenta e i quaranta abbastanza rapati, piuttosto tatuati, aggressivi e ignoranti quanto basta per confondere la prepotenza con il diritto e il razzismo con la difesa della loro Patria (che non è la nostra). Miliziani per ora senza milizia, ma aspettate che l’umore sociale si abbassi di quel tanto che basta a scoprire qualche ulteriore ferita, che l’ordine pubblico si incrini quel tanto che serve a far salire la tensione, che il clima politico invelenisca ancora di qualche grado, e vedrete che le milizie si organizzano. _______________________________________________________________________________________ Sono già organizzate in rete, con tutta evidenza, e a dispetto di ogni possibile dubbio: basta che il Capo parli e indichi il bersaglio, e a migliaia (migliaia!) azzannano e bastonano, una muta di umani feroci che magari la sera accarezzano i bambini (sono "mamme" e "papà") e raccolgono nell’apposito sacchettino le merde del loro cane; ma se sul treno vedono "un negro" lo immaginano certamente a scrocco, magari "in un hotel a quattro stelle" come blatera la sconcia propaganda che li ha intronati ben bene, negli ultimi anni, e incattiviti, e incarogniti ad arte. _______________________________________________________________________________________ Non sperate che passi. Preparatevi. Presto si tratterà di capire, quando si va in giro, se è il caso di rischiare un pugno o uno sputo, nel nome, così logoro, della democrazia. [MSe] _______________________________________________________________________________________ Anno XII N° 33 del 18 agosto 2019
continua
§01 - La bella democrazia contro il sovranista (di Eugenio Scalfari Repubblica.it 11 agosto 2019) §03 - Cinque idee per evitare il rischio Weimar (di Walter Veltroni intervento su Repubblica 11 agosto 2019)
post pubblicato in diario, il 11 agosto 2019


Anno XII N° 32 del 11 agosto 2019 _______________________________________________________________________________________ IL MEGAFONO _______________________________________________________________________________________ PENSIERI DELLA SETTIMANA, COMMENTI E NOTIZIE _______________________________________________________________________________________ La striscia del 11 agosto 2019 _______________________________________________________________________________________ Risorgimento, Resistenza, Democrazia sono tre fenomeni connessi tra loro e ancora esistenti e operanti, anche se minoritari. Il partito che ne è depositario è quello Democratico,[...] .Gli ultimi dati sull'attuale consistenza dell'elettorato registrano una crescita del Partito democratico dal 18 per cento in cui era sceso al 22 per cento. [...] Zingaretti (e non è il solo) è convinto che l'opinione pubblica di sinistra sia in crescita. Questo ci incita a osservare che l'attuale gestione della sinistra sia in grado di fronteggiare Salvini. Il tempo corre velocemente e quindi tra non molto vedremo che cosa accadrà _______________________________________________________________________________________ Eugenio Scalfari _______________________________________________________________________________________ §01 - La bella democrazia contro il sovranista _______________________________________________________________________________________ (di Eugenio Scalfari Repubblica.it 11 agosto 2019) _______________________________________________________________________________________ Siamo tutti molto interessati, noi italiani, alle decisioni prese da Matteo Salvini: vuole far saltare il governo attuale, mettere tutte le altre forze politiche nel massimo imbarazzo di fronte alle sue iniziative, avviare lo scioglimento delle Camere e prepararsi alle elezioni che secondo lui vincerà. Se questi progetti andassero tutti a buon fine, il risultato sarebbe una posizione del tutto nuova nel nostro Paese: Salvini ne diventerebbe il dittatore. Questo è da tempo il suo progetto ma diventare dittatore in un Paese che ha antiche istituzioni democratiche non è cosa facilmente accettabile dalla pubblica opinione, perfino da quella che segue con simpatia e fiducia le iniziative di Salvini. _______________________________________________________________________________________ Ho più volte riflettuto sulla soluzione che nonostante questi impedimenti il leader della Lega persegue: ad elezioni avvenute e vinte lui, potrebbe proclamarsi presidente dell'Italia. Non della Repubblica Italiana ma dell'Italia. Una definizione come quella che ho indicato salverebbe le forme ma manterrebbe la sostanza: presidente dell'Italia equivale alla parola dittatore senza però pronunciarla e lasciando le apparenze verbali di una posizione costituzionalmente apprezzabile. Naturalmente un Parlamento ci sarebbe ma interferirebbe di ben poco sulle attività del presidente dell'Italia. _______________________________________________________________________________________ Del resto altri paesi ben più importanti del nostro questa soluzione ce l'hanno già: gli Stati Uniti americani hanno un presidente con poteri di governo. La stessa cosa accade nella Russia di Putin, ed è anche lui un presidente dotato di pieni poteri di governo. La stessa cosa avviene in Cina e in molti altri paesi di grandezza oscillante: alcuni equivalgono poco meno che a un intero continente, altri invece sono di modesta entità territoriale, ma il governo è accentrato nelle mani di una persona e del suo "stato maggiore", chiamiamolo così per intenderci. _______________________________________________________________________________________ Salvini non sarebbe dunque un'eccezione ma chi è stato educato alla democrazia politica è ostile a questa soluzione. Naturalmente Salvini fa di tutto in questi giorni per camuffare la soluzione che ha in mente ma se il corpo elettorale comprendesse bene le intenzioni del capo della Lega, non è affatto escluso che Salvini non ottenga i voti necessari. La lotta è fondamentalmente tutta qui e gli elettori debbono sceglierne la soluzione entro e non oltre le prossime due settimane. Questo è il problema e questo è il tempo. _______________________________________________________________________________________ *** Mi domando se l'Italia abbia un tessuto democratico o populista. Questa domanda può sembrare impropria: il popolo di un Paese è quello che decide liberamente le soluzioni politiche. Ma la parola popolo contiene molti significati che contrastano tra loro. Ricorderete qual era il motto tipico della Repubblica Romana ai tempi dell'Impero di duemila anni fa: "Senatus Populusque Romanus", il Senato e il Popolo Romano. Ma che cosa significava la parola popolo in quella dizione? Era la classe dirigente, in gran parte formata da ex senatori, consoli, proconsoli, tribuni, prefetti, governatori, comandanti. Questa era la classe dirigente della Roma che era già la potenza che aveva conquistato gran parte del Mediterraneo, anche se non era ancora la sola. _______________________________________________________________________________________ L'evoluzione col passar degli anni accentrò il potere fino a creare personaggi che governavano di fatto in modo personalizzato vasti territori: Scipione l'Africano, Numa Pompilio, Pompeo, Silla, ma soprattutto Giulio Cesare e i suoi successori: Ottaviano, Marcello, Agrippa, Augusto, Nerone, Claudio, questo era il popolo, cioè la classe dirigente d'una potenza che si stava sempre più estendendo a tutta l'Europa, a una parte notevole dell'Africa e dell'Oriente e a tutto l'Occidente europeo compresa una parte dell'attuale Inghilterra. _______________________________________________________________________________________ Questo passato molto antico non è l'unico: se si andasse indietro di un migliaio di anni prima dell'Impero romano si troverebbero imperi e governi con singoli uomini o singoli capi che li guidavano. E la democrazia? Non c'è mai stata la democrazia fino all'epoca moderna che comincia un migliaio d'anni fa e coincide nella nostra Italia con lo "Stil Novo" del Guinizelli, Cavalcanti e Dante Alighieri: _______________________________________________________________________________________ "Guido, i' vorrei che tu e Lapo ed io / fossimo presi per incantamento / e messi in un vasel, ch'ad ogni vento / per mare andasse al voler vostro e mio". _______________________________________________________________________________________ Qui comincia la democrazia. Che cos'è realmente? È un popolo di poco numero, una classe consapevole e in qualche modo dirigente culturalmente ma anche politicamente, e se ne volete l'esempio più chiaro è quello della famiglia fiorentina dei Medici. L'Italia conosce in qualche modo la democrazia che ha un carattere oligarchico e si sviluppa in gran parte d'Europa con analoghe caratteristiche: in Francia, in Spagna, in buona parte della Germania, della Sassonia, della Scandinavia. Oligarchie. _______________________________________________________________________________________ La democrazia di massa non è mai esistita nel senso che quando è accaduto la parola popolo ha ceduto a quella di popolino. Il vero popolo è una minoranza e il popolino in gran parte della storia degli ultimi cinquecento anni ha dato luogo al populismo: una massa di persone che cedono alla guida di un capo e invadono territori anche estesi dove cominciano a governare, cioè a governarsi. Queste sono forme di democrazia ma durano poco se da questa massa populista non cominciano ad emergere le classi dirigenti. La borghesia. _______________________________________________________________________________________ Come si vede, se vogliamo tornare dopo questa ampia descrizione storica, ai tempi nostri, Salvini sta usando il populismo e con esso spera di vincere la battaglia che ha intrapreso. Se vince sarà un dittatore ma dopo poco dovrà fare i conti: in Italia la borghesia esiste, piaccia o non piaccia, la dittatura salviniana in un Paese come il nostro può nascere ma durerà quel tanto che la storia prevede. _______________________________________________________________________________________ In Italia una sinistra democratica ha avuto una parte rilevante nel nostro Risorgimento: i nomi più noti sono quelli di Giuseppe Mazzini (la Giovane Italia), Giuseppe Garibaldi, Carlo Pisacane, Luigi Settembrini, Goffredo Mameli, i fratelli Cairoli e molti altri. Il fascismo è stato un fenomeno di populismo di massa nato tra due guerre mondiali che recarono enormi catastrofi umane e che determinarono un'aberrazione del tessuto europeo. Fascismo e nazismo ne furono le conseguenze e le cause. Da allora sono passati molti anni e la modernità è rinata con fatica e ostacoli notevoli. _______________________________________________________________________________________ Se guardiamo a tutto il Novecento e a questo inizio del Duemila la democrazia non è molto forte ma esiste e persiste. Una democrazia di destra ci fu nella seconda metà dell'Ottocento ma poi scomparve. Si è riaffacciata di nuovo ai tempi della Resistenza e delle conseguenze che ebbe. Non vi stupite: Risorgimento, Resistenza, Democrazia sono tre fenomeni connessi tra loro e ancora esistenti e operanti, anche se minoritari. Il partito che ne è depositario è quello Democratico, attualmente guidato da Nicola Zingaretti con il concerto di Gentiloni, Fassino, Minniti, Franceschini e molti altri. Una classe dirigente c'è e si estende a Calenda e soprattutto a Walter Veltroni e a Romano Prodi. Gli ultimi dati sull'attuale consistenza dell'elettorato registrano una crescita del Partito democratico dal 18 per cento in cui era sceso al 22 per cento; una crescita notevole che dà speranze per il futuro. Zingaretti (e non è il solo) è convinto che l'opinione pubblica di sinistra sia in crescita. È un'ipotesi probabile? Diciamo possibile e questo comunque ci incita a osservare l'attuale gestione di una sinistra potenzialmente in grado di fronteggiare Salvini. Il tempo corre velocemente e quindi tra non molto vedremo che cosa accadrà. [ESc] _______________________________________________________________________________________ La striscia del 11 agosto 2019 _______________________________________________________________________________________ Il Pontefice: "Preoccupato dai sovranisti, i loro discorsi somigliano a quelli di Hitler" «L’Europa non deve sciogliersi, bisogna salvarla, ha radici umane e cristiane. Una donna come Ursula von der Leyen può ravvivare la forza dei Padri Fondatori» _______________________________________________________________________________________ Domenico Agasso Jr _______________________________________________________________________________________ §02 - Intervista a Papa Francesco: “Il sovranismo mi spaventa, porta alle guerre” _______________________________________________________________________________________ (di Domenico Agasso Jr La Stampa 08 agosto 2019) _______________________________________________________________________________________ «Il sovranismo è un atteggiamento di isolamento. Sono preoccupato perché si sentono discorsi che assomigliano a quelli di Hitler nel 1934. ‘Prima noi. Noi… noi…’: sono pensieri che fanno paura. Il sovranismo è chiusura”. In una lunga intervista alla Stampa, pubblicata oggi, papa Francesco punta nuovamente il dito sul pericolo che sente arrivare dall’onda nera che si sta diffondendo anche, ma non solo, in Italia. _______________________________________________________________________________________ “Un paese deve essere sovrano, ma non chiuso. La sovranità va difesa – dice papa Francesco rispondendo alle domande di Domenico Agasso Jr - ma vanno protetti e promossi anche i rapporti con gli altri paesi, con la Comunità europea. Il sovranismo è un’esagerazione che finisce male sempre: porta alle guerre”. E analoghe sono le preoccupazioni per l’altro pericolo, parallelo e talvolta coincidente, dei populismi: “Stesso discorso. All’inizio – spiega Francesco - faticavo a comprenderlo perché studiando Teologia ho approfondito il popolarismo, cioè la cultura del popolo: ma una cosa è che il popolo si esprima, un’altra è imporre al popolo l’atteggiamento populista. Il popolo è sovrano (ha un modo di pensare, di esprimersi e di sentire, di valutare), invece i populismi ci portano a sovranismi: quel suffisso, “ismi”, non fa mai bene”. _______________________________________________________________________________________ Il Papa vede un’Europa “indebolita con gli anni, anche a causa di alcuni problemi di amministrazione, di dissidi interni. Ma bisogna salvarla. Dopo le elezioni, spero che inizi un processo di rilancio e che vada avanti senza interruzioni”, dice, ricordando che “l’Europa non può e non deve sciogliersi. È un’unità storica e culturale oltre che geografica. Il sogno dei Padri Fondatori ha avuto consistenza perché è stata un’attuazione di questa unità. Ora non si deve perdere questo patrimonio”. E invita al dialogo - “ci si deve parlare, confrontare, conoscere. Invece a volte si vedono solo monologhi di compromesso” - ma “partendo dalla propria identità”. “La globalizzazione – dice – non va concepita come una sfera, ma come un poliedro: ogni popolo conserva la propria identità nell’unità con gli altri”. _______________________________________________________________________________________ Nell’intervista Francesco si dice contento della designazione della tedesca Ursula von der Leyen a presidente della Commissione europea, “anche perché una donna può essere adatta a ravvivare la forza dei Padri Fondatori. Le donne hanno la capacità di accomunare, di unire”. _______________________________________________________________________________________ Fermo anche il richiamo all’accoglienza dei migranti in pericolo: “Mai tralasciare il diritto più importante di tutti: quello alla vita”, dice Francesco ricordando che “ricevere è anche un compito cristiano, evangelico. Le porte vanno aperte, non chiuse. Gli immigrati arrivano soprattutto per fuggire dalla guerra o dalla fame, dal Medio Oriente e dall’Africa. Sulla guerra, dobbiamo impegnarci e lottare per la pace. La fame riguarda principalmente l’Africa. Il continente africano è vittima di una maledizione crudele: nell’immaginario collettivo sembra che vada sfruttato. Invece una parte della soluzione è investire lì per aiutare a risolvere i loro problemi e fermare così i flussi migratori”. _______________________________________________________________________________________ E in un passaggio chiave dell’intervista alla Stampa, Francesco dedica una particolare attenzione all’Ambiente: quando gli viene chiesto di citare un episodio che lo abbia colpito, lo fa raccontando che “alcuni mesi fa sette pescatori mi hanno detto: ‘Negli ultimi mesi abbiamo raccolto 6 tonnellate di plastica’. L’altro giorno ho letto di un ghiacciaio enorme in Islanda che si è sciolto quasi del tutto: gli hanno costruito un monumento funebre. Con l’incendio della Siberia alcuni ghiacciai della Groenlandia si sono sciolti, a tonnellate. La gente di un paese del Pacifico si sta spostando perché fra vent’anni l’isola su cui vive non ci sarà più. Ma il dato che mi ha sconvolto di più è l’Overshoot Day: il 29 luglio abbiamo esaurito tutte le risorse rigenerabili del 2019. Dal 30 luglio abbiamo iniziato a consumare più risorse di quelle che il Pianeta riesce a rigenerare in un anno. È gravissimo. È una situazione di emergenza mondiale”. _______________________________________________________________________________________ Cosa teme più di tutto per il nostro Pianeta, gli chiede Agasso Jr: “La scomparsa delle biodiversità. Nuove malattie letali. Una deriva e una devastazione della natura che potranno portare alla morte dell’umanità”, dice esprimendo però fiducia “in particolare nei movimenti di giovani ecologisti, come quello guidato da Greta Thunberg, Fridays for future. Ho visto un loro cartello che mi ha colpito:il futuro siamo noi!”. [DAg] _______________________________________________________________________________________ La striscia del 11 agosto 2019 _______________________________________________________________________________________ "Tanti che hanno votato per i Cinque stelle sono pentiti per il modo con cui il Paese è stato regalato alla destra estrema" _______________________________________________________________________________________ Walter Veltroni _______________________________________________________________________________________ §03 - Cinque idee per evitare il rischio Weimar _______________________________________________________________________________________ (di Walter Veltroni intervento su Repubblica 11 agosto 2019) _______________________________________________________________________________________ Caro direttore, uso le parole. Furono le parole, quando ero ragazzo, a farmi innamorare della politica. Le parole con le quali Pavese descriveva la Resistenza, quelle di Giovanni XXIII che trasmettevano amore e compassione verso i deboli, quelle scritte dai martiri antifascisti, muratori o professori, che si rivolgevano alla moglie o alla mamma la notte prima di morire per la libertà degli altri, non la propria. Le parole dei pensatori che sottolineavo sui libri o quelle dei leader politici della mia formazione che ascoltavo, quando c'erano le bandiere. Parole, il motore delle emozioni private e civili. Parole, lo strumento delle grandi passioni politiche e umane. _______________________________________________________________________________________ Uso le parole per parlare oggi a chi rappresenta, in parlamento e nella politica, tutte le persone che condividono i medesimi nostri valori, grandi e essenziali. Quei valori hanno cambiato il mondo. Hanno spezzato catene, difeso diritti fondamentali, conquistato libertà. Noi, che abbiamo inseguito la realistica utopia di una società aperta e fondata sulla libertà degli umani, abbiamo cambiato il mondo. _______________________________________________________________________________________ Ora il mondo, come è capitato talvolta nella storia, sta rimettendo le vecchie armature, si sta attrezzando per un nuovo tempo di intolleranza. Non ho mai smesso di parlare , in questi anni, di un pericolo Weimar. Serve altro oggi per dimostrare che, con le dovute differenze storiche, stiamo assistendo ad un fenomeno analogo? Crisi delle democrazie, paralisi delle istituzioni rappresentative, sconvolgimenti sociali legati a una duratura recessione, nascita di gruppi capaci, con il linguaggio dell'odio, di entrare in sintonia con il disagio popolare diffuso. Ricorda qualcosa tutto questo? _______________________________________________________________________________________ Papa Francesco, non potrebbe esprimersi osservatore più libero da appartenenze, ha detto a La Stampa: "Il sovranismo è un atteggiamento di isolamento. Sono preoccupato perché si sentono discorsi che assomigliano a quelli di Hitler del'34. "Prima noi, prima noi.." sono pensieri che fanno paura. Il sovranismo è chiusura... Il sovranismo è un'esagerazione che finisce male sempre: porta alle guerre". _______________________________________________________________________________________ In un'intervista su questo giornale, un anno fa, suggerii di smettere di usare la categoria del populismo per indicare ciò che doveva essere definita nella sua natura reale: destra estrema. Di questo si tratta. In Italia e altrove. Bisogna dirlo chiaro. Non c'entra Reagan e neanche Bush. Non la signora Thatcher e neanche Chirac. Quella era la destra liberale, che è stata l'alternativa democratica alla sinistra progressista. E per decenni il mondo è cresciuto in ricchezza e libertà, accettando l'alternanza tra questi due modelli e sistemi di valori. _______________________________________________________________________________________ Ora invece l'economia mondiale, tra dazi e scelleratezze antieuropee, vive un momento depressivo. Il nostro Paese è in recessione. I negozi chiudono e le imprese anche. L'Italia si sta impoverendo. Tutte le previsioni sono fosche. Si promette ogni cosa, un assurdo festival della demagogia, ma la verità è che ci ritroveremo da qui a breve con l'aumento dell'Iva e l'esercizio provvisorio. Non sanno quello che fanno. _______________________________________________________________________________________ Ora il leader della Lega, mentre fa precipitare in pieno agosto il Paese in una crisi al buio, chiede, nessuno lo dimentichi, il voto agli italiani per "darmi pieni poteri per poter fare quello che abbiamo promesso, senza palle al piede". Quali sono le palle al piede? Il Parlamento, i partiti, la libera stampa, la magistratura? Come reagire a questa sfida inedita? _______________________________________________________________________________________ Mentre scrivo non so quale sarà l'esito della crisi, per la quale è comunque giusto seguire le indicazioni dell'unica figura super partes, il presidente Mattarella. So per certo che, per il modo in cui la crisi nasce, difficilmente il ministero dell'Interno che dovrebbe garantire le elezioni potrà essere gestito da chi ha portato il paese in questo tunnel. In ogni caso, si voti subito, come sembra, o no, mi permetto di suggerire "Cinque pezzi facili" per affrontare questa fase. _______________________________________________________________________________________ 1) Far capire la portata del pericolo, per il Paese e per l'Europa, costituito dal tentativo della Lega di usare il consenso di oggi per produrre , probabilmente, un cambio di clima istituzionale fondato sull'idea dei "pieni poteri" e sulla necessità di liberarsi delle "palle al piede". Anche sulla sicurezza. Bisogna contrapporre nettamente due modelli. Quello delle armi e quello della comunità. Nell'America che ha scelto il primo, quest'anno, ci sono stati 246 morti per sparatorie di massa, spesso provocate da sovranisti. Non è lì che il nostro Paese vuole finire. _______________________________________________________________________________________ La sicurezza dei cittadini è una priorità. Per garantirla noi vogliamo un clima civile in cui si possa tornare a lasciare le chiavi attaccate alla porta, piuttosto che vivere tutti armati e barricati. Chi sbaglia, straniero o italiano, paga per il male che fa. Ma senza lavori forzati o pene di morte. Come fanno i Paesi civili, in cui non esiste che ci siano più armi che cittadini. E, diciamolo forte, chi governa dovrebbe prestare attenzione più ai quartieri popolari delle nostre città dominati dagli spacciatori di droga legati ai poteri criminali che a demonizzare maniacalmente ogni giorno il lavoro delle Ong. Questa volta, per l'altezza della posta in gioco, nessuno degli elettori di centrosinistra o moderati deve sentire che il legittimo fastidio per l'inadeguatezza di una proposta politica alternativa possa costituire buona ragione per astenersi. Stavolta no. _______________________________________________________________________________________ 2) Fare del lavoro e della sicurezza sociale delle persone , non solo dei giovani, il cuore della proposta programmatica del centrosinistra. In questo senso io credo che sia matura un'idea di radicale abbattimento del cuneo fiscale per consentire alle imprese di assumere e ai lavoratori di guadagnare di più. Non cento piccole proposte. Una, forte. Abbattere drasticamente il cuneo fiscale per più lavoro, più crescita, più sicurezza sociale. _______________________________________________________________________________________ 3) L'ambiente è l'asse di riferimento dell'idea di sviluppo della sinistra moderna. Ho tante volte parlato della assurdità del silenzio di tutti sulla principale paura, questa vera, che la società dovrebbe avere. La paura del dissolvimento del ciclo alimentare e di quello ambientale. Qualcosa che misuriamo ogni giorno nella nostra vita. La riconversione ambientale dell'economia può trasformare l'ambientalismo da cartello del no a visione produttiva. Può far diventare l'ambiente ciò che in passato sono state le autostrade e poi la comunicazione elettronica, il volano di una nuova fase di sviluppo. L'ambiente è l'aglio dei nazionalisti, che non possono far altro che negare, ridicolmente, l'esistenza del problema. Come ha fatto Trump, facendo saltare gli impegni di limitazione delle emissioni presi da Obama. L'emergenza ambientale postula un governo mondiale, altro che dazi e sovranismi. _______________________________________________________________________________________ 4) Istruzione, istruzione, istruzione. Abbiamo bisogno di un welfare scolastico, che facendo leva sulle capacità e sul merito e partendo dalle condizioni sociali spinga la maggioranza degli italiani, non solo ragazzi, a praticare la formazione per tutta la vita. Bisogna rifare le scuole rendendole moderne, non cambiare gli esami di Maturità ogni anno. Bisogna avere campus universitari e non aule sovraffollate. Bisogna rispettare il lavoro di chi insegna. Bisogna credere fino in fondo nella ricerca e nella cultura, antidoti al declassamento del Paese. _______________________________________________________________________________________ 5) Infine non bisogna avere paura di essere se stessi. Devono essere distinguibili nettamente due mondi. All'odio si deve sempre contrapporre il dialogo. Al razzismo l'idea di una società sicura e giusta perché includente. Alla barbarie crescente del linguaggio e dei gesti la sobrietà delle parole e la profondità dei ragionamenti. Lo ha fatto una ragazza russa di diciassette anni, semplicemente leggendo il testo della Costituzione del suo Paese. Bisogna essere l'altro da quello che si vede. Nascondersi o omologarsi significa sparire. _______________________________________________________________________________________ Occorre l'orgoglio di essere democratici. Una parola che, lo si sta vedendo, è molto più ricca di significati di quanto si pensasse, superficialmente. Bisogna essere, visibilmente, l'altro. Non solo bipolarismo politico, ma bipolarismo valoriale. Noi immaginiamo una società aperta, fatta di regole e di rispetto di diritti. Una società libera, con una democrazia che funziona. Solo infatti la velocità dei processi democratici, in una società digitale, impedisce l'affermarsi di una domanda pericolosamente semplificatoria e autoritaria. Non dobbiamo avere il tono degli altri, mai farci trascinare nella rissa quotidiana che tutto omologa. Dobbiamo indicare con severità il pericolo della destra estrema e al tempo stesso rappresentare quella maggioranza di italiani che vorrebbe una politica fattiva e civile ed un Paese dinamico. _______________________________________________________________________________________ Milioni di italiani così sono ora alla finestra. Tra questi tanti che hanno votato per i Cinque stelle e ora sono a dir poco pentiti per il modo subalterno con cui, nell'"anno bellissimo" in cui si sarebbe "abolita la povertà" il Paese è stato regalato, dalla subalternità pentastellata, alla destra estrema. Si è disperso, asservendosi alla Lega, un patrimonio di desiderio di radicale mutamento delle cose che, comunque la si veda, era alla base del grande consenso ottenuto dai Cinque stelle alle politiche. _______________________________________________________________________________________ Se tutte queste persone resteranno alla finestra, si asterranno sfiduciate, il Paese finirà male. Il modo peggiore per parlare loro è squadernare ancora una volta il repertorio infinito di personalismi, ripicche, furbizie, doppiezze, scissioni, piccoli conti di potere che, in questi anni, ha logorato la stessa parola sinistra. _______________________________________________________________________________________ Se non si vuole finire sui libri di storia come è successo in altri momenti a gruppi dirigenti ciechi di fronte al baratro, bisogna che ci sia un colpo . Non di reni. Di cervello e di cuore. Bisogna trovare le giuste parole, aprirsi, unirsi, accettare le diversità e farle convivere. Siano esse di pezzi di società civile, di altre formazioni politiche del campo progressista, di anime del Pd. Ci vuole oggi, per le prospettive politiche ed elettorali, un fronte ampio di forze che si accordi su poche, chiare priorità programmatiche. Non programmi velleitari e irrealizzabili di duecento cartelle. _______________________________________________________________________________________ E poi, uniti. Per una volta, con quello che sta accadendo, uniti! _______________________________________________________________________________________ Oggi così va intesa, da parte del Pd , la vocazione maggioritaria con la quale nacque il primo partito della sinistra sorto per fusione e non per scissione. Non settarismo, integralismo, minoritarismo di ritorno. Riformismo applicato con radicalità. E capacità di unire. Alla Lega bisogna contrapporre non un grido. Ma un modo alternativo di intendere la politica, la società. La capacità umile di ritrovare il popolo e quella coraggiosa di salvare l'economia e il lavoro degli italiani dal rischio di una catastrofe. _______________________________________________________________________________________ Bisogna trovare le parole giuste. Quelle che accendono le emozioni delle persone e la loro passione civile. [WVe] _______________________________________________________________________________________ Anno XII N° 32 del 11 agosto 2019
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1 - I dittatori che rendono servo il popolo (di Eugenio Scalfari Repubblica.it 04 agosto 2019) 2 - La libertà e i gendarmi (di Michele Serra Repubblica.it 04 agosto 2019
post pubblicato in diario, il 5 agosto 2019


Anno XII N° 31 del 04 agosto 2019 _______________________________________________________________________________________ IL MEGAFONO _______________________________________________________________________________________ PENSIERI DELLA SETTIMANA, COMMENTI E NOTIZIE _______________________________________________________________________________________ La striscia del 04 agosto 2019 _______________________________________________________________________________________ Ovunque si parla di democrazia ma non c'è un popolo veramente sovrano. Dominano le personalità che hanno un fascino e guidano le opinioni pubbliche, come Salvini. Ma la sinistra non è scomparsa. _______________________________________________________________________________________ Eugenio Scalfari _______________________________________________________________________________________ §01 - I dittatori che rendono servo il popolo _______________________________________________________________________________________ (di Eugenio Scalfari Repubblica.it 04 agosto 2019) _______________________________________________________________________________________ Viviamo in un'epoca nella quale la democrazia è dovunque: in Europa, nelle Americhe del Nord, del Sud e del Centro. Perfino nella Russia di Putin si parla di democrazia, sottolineando il sostegno elettorale espresso al presidente dal popolo. È il popolo che vive e regna dovunque, ma la parola è comunque generica: che cos'è il popolo? È composto da molti elementi: la borghesia, le corporazioni (in certi comuni del Medio Evo le chiamavano Arti maggiori e minori), il ceto medio, i ricchi. Questo era il popolo dignitoso e apparentemente regnante; poi c'erano i poveri, i disagiati e le donne, quelli però andavano certamente aiutati ma contavano poco e niente. Solo gli altri componevano il popolo sovrano. Sovrano in apparenza ma quasi mai realmente. _______________________________________________________________________________________ La democrazia era dovunque, o almeno così dicevano quelli che desideravano convincerne la cosiddetta "opinione pubblica", ma il popolo non era certamente sovrano. L'Italia ne ebbe un'esperienza con il fascismo: la nazione fu interamente fascista quando la dittatura di Benito Mussolini si era installata, ma diventò di colpo antifascista quando Mussolini fu sfiduciato dal Gran Consiglio da lui stesso instaurato. Il significato della parola democrazia era privo di valore reale. Con i tempi d'oggi la situazione non è molto diversa, anzi è del tutto simile: non c'è un popolo veramente sovrano. _______________________________________________________________________________________ In realtà molti sistemi democratici sono guidati in ambito territoriale da personalità che hanno un fascino e quindi guidano le pubbliche opinioni. In Italia la presenza di questo tipo di leader, con caratteristiche diverse, è particolarmente notevole in alcuni Comuni o Regioni: ad esempio a Palermo, a Napoli e in Campania, a Milano, in Veneto. _______________________________________________________________________________________ Questo è il panorama ma non è certo limitato al mondo moderno: fu così anche nell'antica Grecia e nella civiltà chiamata democratica da lei diffusa in tutto il Mediterraneo: i pochi in realtà hanno sempre condotto i molti. I molti a loro volta, quando non ne potevano più, facevano la rivoluzione. Ne vedemmo il punto massimo in quella francese e più di un secolo dopo in quella russa e questa, più o meno, è la storia del mondo che si ripete con modalità diverse ma con il contenuto che è sempre il medesimo. _______________________________________________________________________________________ *** Nell'Italia odierna la personalità che ha condensato nelle sue mani una elevata dose di potere è Matteo Salvini. La sua Lega che un tempo era stata creata da Umberto Bossi nei piccoli paesi rurali soprattutto nelle zone del Piemonte, in Lombardia e nel Veneto si è estesa a tutto il nostro Paese dando a Salvini una dose di potere politico che si colloca intorno al 35-37 per cento e arriva intorno al 45 per cento con le alleanze della Meloni e di Berlusconi. _______________________________________________________________________________________ Poi ci sono i Cinque Stelle di Luigi Di Maio, la cui storia rimonta a Beppe Grillo. La loro origine è populista, cioè una massa di persone che ha soprattutto ideali negativi: la distruzione delle classi dirigenti, siano di sinistra e siano di destra. "Gli alberi vanno tagliati e deve restare solo il prato per noi" diceva Beppe Grillo nella sua predicazione durata dieci anni e terminata solo un paio di anni fa con il lascito a Di Maio e al suo gruppetto dirigente. _______________________________________________________________________________________ Questa è l'Italia di oggi nella quale tuttavia la Sinistra non è affatto scomparsa come sembrava. Sta riprendendo con un gruppo dirigente di notevole qualità, tant'è che nelle ultime occasioni elettorali la Sinistra si è collocata al 23-24 per cento ed è la seconda subito dopo il 34 per cento di Salvini. La strada che la sinistra cerca di intraprendere è quella di un Movimento che non si iscrive al partito ma lo affianca e lo affiancherà nelle future occasioni elettorali. Questa è la situazione. _______________________________________________________________________________________ Aggiungo che il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha genericamente indicato un limite temporale che sarebbe quello dell'8 settembre prossimo. Se Salvini non avesse per quella data mandato all'aria il governo e provocato le elezioni, questa ipotesi diventerebbe inattuabile per ragioni costituzionali. È evidente che la palla da gioco a questo punto passerebbe da Salvini a Giuseppe Conte, presidente del Consiglio e quindi capo del governo. _______________________________________________________________________________________ Conte ha già intuito questa situazione e si sta comportando, come abbiamo notato da oltre un mese, in conformità. Conte governa, anche se non piace affatto a Salvini e piace poco anche a Di Maio, dal cui movimento Conte è stato designato. Nel caso in cui per ragioni costituzionali le elezioni non dovessero farsi, è evidente che il potere del premier aumenterà ancora di più. Qual è la sua mira? Conte ipotizza un Paese democratico dove si contrappongono una destra conservatrice e una sinistra progressista. _______________________________________________________________________________________ Questo è il Paese moderno come volevano i fratelli Rosselli e come volevano anche Altiero Spinelli, Eugenio Colorni ed Ernesto Rossi con il loro Manifesto redatto a Ventotene settantotto fa. Quel gruppo puntava sull'Europa e naturalmente sull'Italia, ma l'Europa era indispensabile e avrebbe dovuto assumere la forma d'una Federazione con moneta unica e una politica progressista e sociale. _______________________________________________________________________________________ Tutto ciò non avvenne, ma non si può escludere che Giuseppe Conte a questo pensi. Lo vedremo. Sarebbe un risultato del massimo interesse per l'Italia e per l'Europa. _______________________________________________________________________________________ Ps. Il collega Valerio Lo Muzio da collaboratore del nostro giornale ha raccontato e documentato il comportamento scorretto della scorta di Matteo Salvini, che ha accompagnato il figlio del ministro su una moto d'acqua della Polizia di Stato e ha minacciato il giornalista. Salvini ha poi insultato in modo inaccettabile il lavoro giornalistico del nostro Lo Muzio. Questo atteggiamento è stato ritenuto indecente da una quantità di giornali sia in Italia che all'estero, a cominciare da Le Monde di Parigi e per quanto ci riguarda dal Corriere della Sera e da La Stampa. Anche il nostro giornale ovviamente ha fatto quel che doveva ed io faccio qui altrettanto in quanto Fondatore del medesimo. [ESc] _______________________________________________________________________________________ La striscia del 04 agosto 2019 _______________________________________________________________________________________ La Russia di Putin ha qualcosa di iraniano. Un potere monocratico e intollerante, che custodisce se stesso. I sovranisti d'Europa si sono attaccati a quel carro non per incautela o per equivoco, ma per manifesta ammirazione dei modi bruschi, dell'insofferenza per le libertà civili, della fede reazionaria per Patria e Famiglia. _______________________________________________________________________________________ Michele Serra _______________________________________________________________________________________ §02 - La libertà e i gendarmi _______________________________________________________________________________________ (di Michele Serra Repubblica.it 04 agosto 2019 _______________________________________________________________________________________ A Mosca la polizia, con l'elmetto in testa, porta via un paio di ragazze accusate di "sommossa" per avere protestato contro l'esclusione del principale partito di opposizione alle elezioni comunali. Una ha diciassette anni, si chiama Olga Misik, leggeva per la strada, ad alta voce, la nuova Costituzione russa, quella post-comunista, che prevede la libertà di manifestare. L'altra, Lyubov Sobol, è un'avvocata al ventesimo giorno di sciopero della fame. Più di mille persone sono state arrestate nei giorni scorsi per la stessa ragione: chiedono libere elezioni. _______________________________________________________________________________________ La Russia di Putin ha qualcosa di iraniano. Un potere monocratico e intollerante, che custodisce se stesso in quanto "anima della Russia", e peggio per le altre anime in circolazione, o non abbastanza "russe" o non abbastanza rassegnate. I sovranisti d'Europa si sono attaccati a quel carro non per incautela o per equivoco, ma per manifesta ammirazione dei modi bruschi, dell'insofferenza per le libertà civili, della fede reazionaria per Patria e Famiglia. Salvini a Mosca si sente a casa per la stessa identica ragione per la quale la moscovita Olga, nella sua città, si sente a disagio. _______________________________________________________________________________________ La storia, recente e no, ci ha insegnato ad avere fede nelle città, e in specie nei ragazzi delle città. A Teheran Vida Movahed, 32 anni, si è fatta un mese di galera per essersi mostrata senza velo. Le è andata meglio che a Neda Soltani, uccisa da un miliziano nel 2009 mentre manifestava, in mezzo a un milione di persone, contro il regime. _______________________________________________________________________________________ In Turchia Istanbul e Ankara hanno disarcionato i candidati di Erdogan (altro amico dell'amico Putin) e sono governate dall'opposizione laica. Per Mosca facciamo gli scongiuri, merita un pensiero costante, di qui in poi è la città di Olga, che a diciassette anni legge la Costituzione e viene portata via a braccia dai gendarmi. [MSe] _______________________________________________________________________________________ La striscia del 04 agosto 2019 _______________________________________________________________________________________ Vuol dire che i tempi sono già maturi per organizzare qualche bel repulisti su basi razziali o anche politiche. Si chiama egemonia culturale. Da non pochi anni è esercitata da quanti (giornali, politici, conduttori televisivi, intellettuali) pensano che il mondo sia pieno di bastardi e di zecche che devono marcire in galera. _______________________________________________________________________________________ Michele Serra _______________________________________________________________________________________ §03 - L’egemonia culturale _______________________________________________________________________________________ (di Michele Serra Repubblica.it 27 luglio 2019 _______________________________________________________________________________________ Devono marcire in galera" è uno dei mantra del vasto fronte post-democratico che presidia i social e governa il Paese. Ne fa parte non solamente l'anonimo frustrato che gode solo se insapona il canapo; anche fior di uomini e donne di potere, parlamentari, leader di partito, addirittura un vicepremier che infiora di "bastardi" e "zecche" il suo gergo curvaiolo. In carcere, dunque, non si sconta una pena; neppure - figuriamoci - ci si può riabilitare. No: si marcisce. _______________________________________________________________________________________ Come carcasse al sole, o in fondo a un pozzo putrido. In questo mucchio avariato, la sub-umanità della quale gli attuali capi promettono di mondare il nostro laborioso e onesto Popolo, può anche capitare di finirci a prescindere da tutto. Soprattutto dalla realtà. _______________________________________________________________________________________ Per esempio se Daniele Capezzone (per lunghi anni galleggiante sulla superficie della politica e oggi approdato al sovranismo) accusa i giornali di tenere nascosta la notizia che gli assassini del carabiniere sono "nordafricani", salvo correggersi (ops!) dopo poche ore; oppure se Giorgia Meloni scrive che l'Italia "non deve essere il punto di approdo di questi animali", dando per scontato che tutti gli assassini arrivino su un barcone anche se sono scesi da una scaletta d'aereo, bianchi e americani; o se da fonti interne all'Arma vengono diffuse foto segnaletiche di "nordafricani" che poi si scopre non c'entrano un bel nulla; beh, vuol dire che i tempi sono già maturi per organizzare qualche bel repulisti su basi razziali o anche politiche. _______________________________________________________________________________________ Si chiama egemonia culturale. Da non pochi anni è esercitata da quanti (giornali, politici, conduttori televisivi, intellettuali) pensano che il mondo sia pieno di bastardi e di zecche che devono marcire in galera. Ma niente paura: l'ex radicale Capezzone saprà spiegare ai suoi capi che perfino un carcerato ha dei diritti. [MSe] _______________________________________________________________________________________ Anno XII N° 31 del 04 agosto 2019
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